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Americani e russi tra poker e scacchi

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Americani e russi tra poker e scacchi

Maurizio Molinari, direttore de La Stampa – giornale americano di FCA‎, ma debenedettizzato – oggi ha definito Putin, nel suo commento audio, “giocatore di poker”!

Con ciò dimostra la sua totale incomprensione della Russia e con lui di tutto l’establishment angloamericano, sopratutto mediatico, troppo prono ai loro padroni finanziari! In Russia non si gioca a poker ma a scacchi e da tanto tempo! Quel gioco che amano i russi è un gioco di riflessione, di calcolo delle infinite variabili, mentre il poker è un gioco di impeto, in cui conta la velocità di dare a intendere una cosa per un’altra, l’azzardo vero e proprio.

Gli americani stanno combattendo Putin con la loro mentalità di giocatori di poker, ma non ne azzeccano una! Non saranno i loro bluff che impensieriranno Putin! Putin ha in mente una strategia coerente, che è facilmente comprensibile e che lui rende comprensibile – e perciò facilmente condivisibile, come dimostra il larghissimo seguito nella sua patria e in Occidente, nonostante l’avverso mainstream – e che rende operativa con perseverante sagacia e con visione a medio-lungo termine! Tutto il contrario dell’approccio americano proiettato al breve, al bluff e all’azzardo.

Ecco perché Obama – soprattutto i veri poteri che stanno dietro di lui e di cui lui è un semplice esecutore, diciamo un manager – risulta un perdente!
Quindi, Dr. Molinari, mediti e rifletta! E faccia riflettere! Perché la troppa riverenza fa venire la gobba! E sopratutto non produce miglioramenti!

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