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Tagli stipendi deputati, M5S: ‘Casta compatta nel votare NO’

A parlare nei talk show che ormai non guarda più nessuno, i politici sono tutti bravi.

Quando si passa alla pratica, però, non se ne salva uno. Soprattutto se si tratta di tagliare i propri stipendi.

Mentre i giornali rompevano le scatole a chi, come Luigi Di Maio, restituisce parte di ciò che guadagna, in aula giovedì sera si consumava un l’ennesimo vergognoso episodio: la casta (Lega compresa) votava per mandare in Aula il testo della proposta pentastellata di tagliare gli stipendi senza poter discutere gli emendamenti.

È quanto denunciato dai deputati M5S della commissione Affari costituzionali della Camera: “Il loro gioco è chiaro lunedì prossimo tenteranno di rimandare il testo in commissione e di rinviare il tutto alle calende greche, magari dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre. Vogliamo proprio vedere con che faccia continuerà il Pd a parlare di risparmi provenienti dalla riforma Boschi quando, con un solo voto, si potrebbero far risparmiare ai cittadini 61 milioni di euro, ben 4 in più rispetto a quelli provenienti dalla riforma costituzionale, approvando una semplice legge ordinaria. Il 24 ottobre li aspettiamo al varco perché saranno costretti a gettare la maschera”.

Ecco allora un altro sistema per votare NO il 4 dicembre. Votiamo NO contro questo sistema corrotto e bugiardo.

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