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Bloccata a Ovest dalla Nato, la Russia si espande verso Oriente

I Paesi emergenti avanzano contro gli Stati Uniti in Asia.

Nelle scorse settimane abbiamo letto sulla stampa internazionale alcune importanti notizie sfuggite ai media mainstream, che sono però significative. Sia Mosca che Pechino stanno mobilitando sempre più forze in Asia: Afghanistan, Vietnam, Filippine e India si stanno avvicinando a Cina e Russia con accordi militari o economici.

L’obiettivo è sempre quello di creare un fronte contro l’egemonia americana in queste regioni.

Di particolare importanza è l’accordo tra Russia e India che prevede la fornitura di batterie di missili russi S-400 Triumph a Nuova Delhi per il valore di 5 miliardi di dollari.

Ma Putin non vuole fermarsi all’India. No, perché vuole coinvolgere anche la Cina, come ci spiega Daniela Lombardi su Occhi della Guerra:

“Si tenta di arrivare al coinvolgimento totale e definitivo del “gigante d’oriente”: la Cina. Negli ultimi mesi tra Cina e Russia è stato registrato un rafforzamento della cooperazione, specie in materia di sicurezza. Mosca e Pechino sono più vicine in ambito militare, dopo aver condotto esercitazioni navali congiunte nel Mar Cinese Meridionale e aver trovato punti in comune nella diplomazia, ad esempio facendo fronte comune contro gli Stati Uniti, per contrastare i loro piani di installare in Corea del Sud elementi di difesa missilistica.”

Il Vietnam entra nell’Unione economica eurasiatica (UEE)

Il 5 ottobre scorso è entrato in vigore l’accordo sulla zona di libero scambio con il Vietnam, che diventa membro della UEE l’Unione economica eurasiatica, di cui fanno già parte Bielorussia, Kazakistan, Russia e Armenia. E almeno altri 40 stati hanno mostrato interesse verso il progetto di integrazione economica.

Per di più, riporta Italia Oggi, durante un’audizione alla Duma del viceministro della difesa, Nikolai Pankov, “i parlamentari hanno sollecitato il rappresentante del governo sulla possibilità, per la Russia, di tornare ad avere una propria rete di basi militari all’estero, per esempio a Cuba e in Vietnam”

Insomma, un altro segnale che la Russia, bloccata ad Ovest dalla Nato, guarda ad Est, e a Cuba.

Duterte annuncia la separazione fra Filippine e Stati Uniti

In Oriente gli Stati Uniti se la vedono brutta. Pare, infatti, che abbiano perso uno storico alleato nell’area: le Filippine. Il nuovo presidente del Paese asiatico solo qualche giorno fa ha dichiarato “annuncio la mia separazione dagli Stati Uniti” e strizzato l’occhio a Pechino. Non solo, ora Duterte si prepara ad incontrare Putin:

“‘America adesso ha perso – ha detto Duterte al presidente cinese – Mi sono riallineato al vostro flusso ideologico e probabilmente adesso andrò anche da Putin a dirgli che ora siamo noi tre contro il mondo: la Russia, la Cina e le Filippine. Non c’è altro modo,” ha detto il presidente filippino.

Nel mentre aspettiamo il risultato delle elezioni americane. Potrebbero avere un peso decisivo nello scacchiere mondiale.

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