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Travaglio: ‘Renzi un piccolo provinciale sceso a Roma con la sua corte e ha preso il Governo’

I giornalisti che ci raccontano le cose ai piddini non piacciono.

Qualche settimana fa a scagliarsi contro Marco Travaglio è stato il ‘Comitato per il Sì’, ieri ci ha pensato il loro capo, Matteo Renzi, che ha definito il direttore del Fatto Quotidiano un ‘leone da tastiera’.

Immediata la replica di Travaglio, che durante la puntata di In Mezz’ora ha detto:

“Quello che mette tristezza di questo premier è che perda tempo con queste sciocchezze, figuriamoci se altri capi di Stato si mettono a perdere tempo così e non a occuparsi di cose più serie.

È curioso che Renzi debba convincere quelli della sua corrente, perché la Leopolda è una riunione di corrente, che quello che dico io non è vero

Io non sono schierato con questo o quel partito, ho letto la riforma prima di contrastarla, non è che la contrasto perchè l’ha fatta Renzi. D’Alema e altri fanno parte di interessi di partito, e giudicano la riforma in base a Renzi. A me di Renzi non importa nulla, mi interessa il contenuto della riforma”.

“Credo che sia pericoloso per la democrazia L’intreccio tra la legge elettorale, che ha scritto insieme a Berlusconi, e la riforma costituzionale, che ha scritto sempre insieme a Berlusconi e Verdini,” ha aggiunto il giornalista, per poi dare la stoccata finale:

“Renzi antropologicamente non è pericoloso. Antropologicamente non è nulla, un piccolo provinciale sceso a Roma con la sua corte e ha preso il Governo”.

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