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Sull’uso dei voucher bisogna dire la verità

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Sull’uso dei voucher

La CGIL promuove il referendum contro i voucher ma li usa a manetta e scrive una mail interna per raccomandare di raccontare alla stampa che si tratta di casi isolati: l’ipocrisia al potere!

Questo sindacato, anzi l’élite di essi che ormai si autoperpetua, fa parte dell’establishment italiano da sempre, solo che fino alla fine degli anni ’60 ha svolto un ruolo formidabile, e per qualche tempo in solitudine, a favore dei più deboli, mentre ora difende solo chi è più garantito mentre fa finta di difendere quelli che davvero hanno bisogno di essere tutelati e difesi, chi è senza lavoro.

Da questo punto di vista è emblematica la posizione assunta pubblicamente sui voucher e quella praticata segretamente: Giuseppe Di Vittorio, grande e amatissimo capo sindacale dei primordi sta soffrendo terribilmente nella tomba al vedere come si comportano i suoi successori.

Ora bisogna dire la verità sui voucher: essi sono insostituibili per i lavori DAVVERO sporadici e occorre onestamente dire che sia stata fatta una buona innovazione, l’alternativa ad essi è il nero.

Prendete le persone persone coinvolte per la preparazione di un concerto: il lavoro dura qualche giorno, il contratto a tempo determinato non ha senso usarlo né si potrebbe, quindi prima che esistessero i voucher queste persone venivano pagate in nero. L’innovazione e l’uso corretto dei voucher sono buoni, mentre sono da combattere risolutamente l’abuso.

Del resto combattere l’abuso non è difficile: le pratiche obbligatoriamente si fanno on Line, basta mettere nel sistema un alert su quella partita quando l’uso dei voucher appare chiaramente anomalo e fare una verifica. La verità però è che finora ha fatto comodo al governo precedente non dissuaderne l’abuso in quanto questo era utile a far apparire che l’occupazione aumentava è che la disoccupazione diminuiva, consentendo all’ISTAT di pubblicare statistiche sul piano formale corrette ma farloche sul piano sostanziale.

La cosa più seria da fare è quindi non buttare il bambino con l’acqua sporca e salvare il buono dell’introduzione dei voucher e non rendere possibile alcun abuso.

La cosa peggiore che possa fare un movimento politico serio è quella di trovarsi nella stessa situazione di stomachevole ipocrisia della CGIL.

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