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Non paga l’Iva, il giudice lo assolve: ‘Evasione di sopravvivenza’

Secondo i giudici della Cassazione, lo Stato – responsabile delle difficoltà economiche dei cittadini – non può obbligare a pagare le tasse chi vanta crediti verso lo Stato.

E’ quanto è successo a Corrado C., manager di una azienda di costruzioni. Il trubinale di Pescara aveva disposto il sequestro dei beni della sua azienda per omesso versamento dell’Iva. Corrado C. non pagò 170mila euro nel 2011, dopo che dal 2005 il manager ogni anno cercava di contrattare con Equitalia la rateizzazione delle sue cartelle fiscali.

Se gli avessero sequestrato i beni, il manager avrebbe dovuto chiudere la propria azienda. Ma poi a salvarlo è stata una sentenza della Cassazione. Ne parla Giuseppe De Lorenzo sul Giornale:

“Il sequestro dei beni avrebbe fatto chiudere l’azienda. Così, oltre al danno di non vedersi pagati i crediti con le Pa e il calvario giudiziario, sarebbe arrivata anche la beffa dell’addio all’impresa. Ma la Cassazione ha deciso che quella di Corrado C. è stata una “evasione di sopravvivenza”, ovvero uno dei casi in cui si decide di non pagare le tasse per evitare di dover mettere il lucchetto ai portoni della propria azienda”.

Ma il dramma è che quanto accaduto a Corrado C. non è un caso isolato:

“Dal 2008 sono 15mila le imprese italiane che hanno accumulato crediti mai riscossi con lo Stato. Di queste ben 4 mila nel 2011, l’anno in cui Corrado C. non ha pagato l’Iva per cui era finito sotto indagine, sono andate al fallimento”.

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