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Il Campidoglio e quei 30 milioni regalati a Scarpellini per largo Loria

L’indagine che ha portato all’arresto dell’ex-consulente della giunta Raggi Raffaele Marra e dell’immobiliarista Sergio Scarpellini è anche emerso che il Comune di Roma ha pagato per quasi otto anni cifre shock a Sergio Scarpellini per l’affitto del palazzo di Largo Loria, a Roma, di proprietà dell’Inpgi, l’Istituto di previdenza dei giornalisti.

L’Inpgi aveva affittato questi locali a Scarpellini a 2,1 milioni e l’immobilirasti li ha subaffittati a 5,5 più Iva al Comune, mettendosi in tasca 30 milioni in totale.

Sul Corriere della Sera Sergio Rizzo ripercorre dagli inizi la storia di questa operazione poco trasparente:

“Lo stabile di Largo Loria è di proprietà dell’Inpgi da poco meno di mezzo secolo. Per quarant’anni è stato affittato all’Enel, al prezzo di 1,8 milioni di euro l’anno. Nel 2005 però la compagnia elettrica decide di lasciarlo e l’Inpgi si mette alla ricerca di un nuovo affittuario. Si fanno avanti in tanti: dal ministero dell’Agricoltura all’Enac, al Formez. Ma la ristrutturazione costa cara e nessuno conclude. Finché alla fine del 2005 spunta Scarpellini, da anni l’affittuario a carissimo prezzo degli uffici degli onorevoli alla Camera e al Senato, che offre addirittura 300 mila euro di più. Sembra un affarone. Il contratto d’affitto viene firmato dal presidente dell’Inpgi Gabriele Cescutti il 12 dicembre di quell’anno, ma con il pagamento del canone a partire dall’inizio del 2007 considerando il costo necessario all’adeguamento dello stabile. Di più: a Scarpellini è concessa la possibilità di subaffittarlo. E qui iniziano le stranezze, i misteri e le domande”.

E c’è a questo punto un’importante domanda da porsi: perché il Comune di Roma non si rivolge direttamente al proprietario per l’affito dei locali? Non sapevano del canone pagato da Scarpellini all’Inpgi?

Ma anche se fosse, chi e come ha fatto a considerare congrua una spesa così abnormemente superiore? si chiede Rizzo. Tutte domande senza risposta su cui la procura vuole vederci chiaro.

Anche perché “alla cifra vanno poi sommati i servizi di portineria, commessi e pulizie, per un totale di ben oltre i 9 milioni. Non può mancare in tutto questo un altro particolare sconcertante: i posti auto. Ne servono 80, e siccome il garage è trasformato dall’Enel in mensa, l’Inpgi cede in uso a Scarpellini il piano interrato di un altro palazzo a fianco sempre di sua proprietà. Costo per il Comune, 800 mila euro l’anno: 10 mila euro a posto macchina. Per un garage quasi sempre vuoto”.

Insomma, un’altra vergogna senza fine, tutta italiana. E a pagarne le spese come al solito sono i cittadini.

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