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Renzi: ‘È colpa del No se abbiamo dovuto mettere mano al portafogli per Mps’

Ci vuole coraggio per fare un’affermazione del genere.

Matteo Renzi è tornato, e lo ha fatto nel peggiore dei modi, incolpando i cittadini per il salvataggio di Mps, che costerà ai contribuenti 20 miliardi di euro.

L’ex-premier in un’intervista a “Repubblica” ha detto di aver “creato le condizioni per un investimento estero importante – il fondo del Qatar – che ha detto no il giorno dopo il referendum per l’instabilità politica. Non ci sarebbe stata operazione pubblica da venti miliardi con la vittoria sulle riforme”.

Quindi, secondo Renzi, ci dovremmo accollare il salvataggio di Mps perché gli italiani, stanchi delle bugie che ogni giorno il governo e i criminali dell’informazioni ci raccontano, hanno votato NO lo scorso 4 dicembre.

E non, cosa ben più ragionevole, a causa dei debiti contratti con la banca senese da diversi milionari italiani come la tessera n.1 del Pd Carlo De Benedetti.

Quest’ultimo, editore del quotidiano Repubblica, “era proprietario di Sorgenia, impresa energetica che negli ultimi anni era entrata in crisi. Mps era esposta con Sorgenia per circa 600 milioni di euro e, invece che farla fallire, la banca senese preferì acquisirne le azioni. De Benedetti si salvò dal crac, ma Mps, per questa operazione nell’ultimo bilancio scontò una perdita di 36 milioni di euro”.

Gli incantatori di imbecilli, nonostante la sconfitta al referendum, non smettono di propinarci balle. Smontiamole noi e diffondiamo la verità condividendo questo articolo e inoltrandolo ai nostri amici, conoscenti e familiari via mai.

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