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Ma davvero la Russia di Putin ha deciso di legalizzare la violenza domestica?

Ci risiamo: un’altra fake news di tv e giornali italiani ai danni della Russia.

Questa volta la macchina del fango ha copiato e incollato una presunta notizia che Mosca avrebbe depenalizzato le violenze domestiche. Senza verificare, né approfondire.

Anzi, l’interpretazione che viene data dai media suggerisce che ora, grazie a Putin, in Russia “si potranno liberamente picchiare mogli e figli” o che in Russia e negli Stati Uniti le donne non hanno più diritti, grazie a Putin e al suo compare Trump.

Niente di più falso.

Sinistra.ch, portale svizzero di informazione progressista, ha raccontato la vicenda da un altro punto di vista:

“In realtà la proposta di revisione della legge che chiede maggiore lassismo circa le punizioni corporali in famiglia non arriva da Putin ma da un gruppo di genitori spalleggiati dalla Chiesa Cristiano-Ortodossa.

In pratica la Duma di Stato, cioè il parlamento russo, aveva votato una legge durissima contro le violenze domestiche: chi in famiglia alzava le mani veniva severamente punito con l’incarcerazione fino a due anni. Il problema è che le pene previste erano superiori a quelle inflitte a chi avrebbe commesso lo stesso reato fuori casa. In alcuni casi un genitore che sgridava suo figlio con uno schiaffo veniva arrestato senza troppi complimenti. Mentre se il bambino veniva schiaffeggiato dal vicino di casa, quest’ultimo se la cavava in pratica solo con una multa.

E’ quindi stato approvato un emendamento – promosso fra l’altro da una deputata donna – che equipara le pene: il marito che picchia sua moglie o il padre che tira una sberla al figlio subirà ora la stessa condanna di chi dà un pugno per strada alla moglie di un altro. Lo stesso varrà per chi maltratta un bambino”.

La legge russa, spiega Sinistra.ch, “dice ora che chi picchia una persona per la prima volta senza provocare lesioni dovrà pagare una multa di 30mila rubli e prestare un lavoro forzato di “pubblica utilità” per sei mesi. In caso di recidiva la multa sale a 40mila rubli e oltre ai lavori forzati va preso in considerazione l’arresto per tre mesi. Qualora invece il maltrattamento comporti lesioni alla vittima, il colpevole sarà condannato penalmente”.

Insomma: nessuna depenalizzazione della violenza domestica e nessun provvedimento ai danni delle donne. Solo l’ennesima bufala dei media italiani.

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