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120 euro in più in bolletta per un nuovo contatore inutile

“E-distribuzione sta provvedendo a lanciare il suo piano di sostituzione dei contatori con i “2G”. Si tratta di 32.000.000 di contatori da sostituire: e bisogna tenere conto che la stessa Enel ha terminato da poco la “vecchia” campagna di sostituzione che era iniziata nel 2001. Stiamo parlando di una quantità abnorme di utenze. Bisogna ricordare che l’Autorità riconosce al distributore (in questo caso ENEL) un costo per la sostituzione dell’apparecchiatura, che dovrebbe aggirarsi sui 120 euro ad apparecchio. Moltiplicato per 32 milioni di utenze ammonta all’abnorme cifra di 4 miliardi di euro.

E poi, trascorsi 15 anni, facciamo fatica a immaginare che il nostro Paese debba puntare a sostituire il parco attuale con qualcosa che tecnologicamente non sarà nemmeno in grado di trasmettere una lettura ogni 15 minuti, e che assolutamente non è in grado di fornire un consumo istantaneo, tanto da poterlo connettere con dispositivi di smart home o smart city.

Questa sostituzione, che sarà pagata in bolletta da tutti i consumatori, che benefici porterà all’utente? Pensiamo all’utente medio, ai pensionati, alle famiglie alle prese con mille problemi: a loro questa sostituzione non servirà a nulla. Ma c’è di più: questa sostituzione non servirà nemmeno all’ipotetico nipote della signora pensionata perché, anche se fossimo di fronte a una persona tecnologicamente aggiornata e molto attenta a verificare i consumi domestici, non riuscirà a connettersi direttamente con i dati forniti dal contatore, perché tale contatore al momento non riesce a dialogare con nessuna interfaccia esterna. Pertanto, se l’utente volesse conoscere i suoi consumi istantanei per gestirli al meglio, e massimizzare magari l’impianto fotovoltaico che ha sul tetto per consumare tutta l’energia che produce, non potrà di certo utilizzare il nuovo contatore.

Ma quindi a chi servirà l’installazione di questo nuovo contatore? Purtroppo, nel paese dove regna a tutti i livelli il conflitto di interessi, la risposta è scontata. Anche in questo caso, infatti, il controllore è il controllato, e la verifica sul corretto funzionamento delle apparecchiature rimane in capo allo stesso distributore e proprietario dell’apparecchiatura. Ci chiediamo se alla luce dei recenti black out in Centro Italia, non sia di maggior priorità investire e ammodernare le linee di distribuzione, piuttosto che caricare di costi le bollette dei cittadini senza averne un beneficio. Infine, ma non in ultimo, un altro problema: il sistema di misura. Il Ministero dello Sviluppo economico ad oggi non ha ancora definito un sistema di misura”.

Intervento di Davide Crippa, Commissione Attività produttive M5S, pubblicato su Beppegrillo.it

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