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‘Si è fatto cancellare il debito con Equitalia’. Così il parlamentare Pd rischia la galera

La notizia è di inizio gennaio, ma la riportiamo comunque per rinfrescare un po’ la memoria agli elettori.

Da mesi si parla solo dei guai giudiziari Raggi ma non dei furbetti del Pd.

Libero racconta la vicenda di Marco Di Stefano, parlamentare Pd, che rischia il processo per due bolli auto:

“Secondo l’accusa del pm Attilio Pisani, due dipendenti pubblici avrebbero cancellato dai registri informatici i dati sulle imposte dovute dal parlamentare Dem e aver comunicato quindi a Equitalia l’assenza di debiti. Di Stefano è indagato per concorso in falso materiale commesso da pubblico ufficiale, ma lui è pronto ad andare dal pm per chiarire, come dice il suo avvocato riportato dal Fatto quotidiano: “Come emerge da una relazione della Lait – la società partecipata della Regione Lazio – i suoi sono dei debiti cancellati automaticamente perché non più esigibili”.”

Il Corriere della Sera approfondisce alcuni dettagli:

“Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Di Stefano, nel periodo in cui era in carica come consigliere regionale, avrebbe bussato alla porta dei due dirigenti per chiedere di far trasmettere a Equitalia un fascicolo riguardante la sua posizione, dove fosse eliminata la sua situazione debitoria con la Regione Lazio. Il deputato ottenne il favore, senza dare nulla in cambio, vedendo scomparire le multe da complessive 150 euro, relative a due bolli auto non pagati nel 2006.

«La cancellazione è stata compiuta in automatico, perché erano ammende prescritte. Non c’è stato nessun atto doloso» dice il legale del deputato, l’avvocato Francesco Gianzi. Questo, in ogni modo, è solo l’ultimo dei guai con la giustizia che sta affrontando Di Stefano. Lo scorso ottobre il pm Alberto Pioletti ha chiesto il rinvio a giudizio del deputato con l’accusa di abuso d’ufficio perché, quando era consigliere alla Regione tra il 2010 e il 2013, assunse un collaboratore con i soldi del Gruppo mentre avrebbe dovuto metterlo sotto contratto a sue spese”.

Facciamo un sondaggio: quanti italiani erano a conoscenza di questa notizia?

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