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Appalti Consip, l’inchiesta che fa tremare Matteo Renzi e suo padre

Dell’inchiesta Consip, il più grande appalto truccato d’Europa, nessuno non sa niente.

I media italiani ci raccontano tutto su Virginia Raggi, ma ci nascondono le vere “patate bollenti”, ovvero la vicenda Consip, che vede coinvolto, tra gli altri, il ministro dello Sport e braccio destro di Matteo Renzi, Luca Lotti.

Ma non solo.

Marco Lillo ieri sul Fatto Quotidiano ha raccontato le “pericolose relazioni” tra il padre dell’ex-premier e Alfredo Romeo, imprenditore napoletano indagato per presunte tangenti ad un dirigente della Consip in cambio di appalti assegnati alle aziende della società.

Leggiamo sul Fatto:

“L’amico della famiglia Renzi, l’imprenditore di Scandicci Carlo Russo, andava a parlare di operazioni che mescolano politica e affari privati con Alfredo Romeo mentre era intercettato dai carabinieri del Noe su delega della Procura di Napoli. Il 33enne molto legato a Tiziano Renzi, che è stato il padrino di battesimo del suo secondo figlio, ha proposto all’imprenditore Alfredo Romeo di salvare l’Unità. Non solo. In conversazioni su altre questioni, Russo e Romeo avrebbero discusso di pagamenti all’estero di consulenze che nascondevano, per gli investigatori, vere “tangenti”. Accuse da provare e probabilmente penalmente irrilevanti perché Russo e Romeo avrebbe solo prospettato questo disegno nelle conversazioni. Il disegno però non si è mai realizzato. E probabilmente non ha aiutato a passare dalle parole ai fatti la colossale fuga di notizie sull’indagine che ha tagliato le gambe ai pm e ha avvertito in tempo quasi reale gli intercettati.

Il comandante generale Tullio Del Sette, il comandante della Toscana, Emanuele Saltalamacchia e il ministro Luca Lotti sono indagati perché sarebbero andati a rivelare l’esistenza delle indagini sugli appalti Consip ai vertici della società pubblica che fa le gare per tutte le pubbliche amministrazioni, con il risultato che l’amministratore di Consip ha trovato e rimosso le cimici piazzate nei suoi uffici. Anche Tiziano Renzi, secondo La Verità avrebbe saputo di un’indagine di Napoli, da novembre almeno“.

Appalti Consip, il verbale dell’amico dell’ex premier: “Anche Renzi sapeva dell’indagine”

In un altro articolo di Marco Lillo del 27 dicembre scorso si legge quanto segue:

“Anche Matteo Renzi sapeva dell’indagine segreta (si fa per dire) sulla Consip, la centrale di acquisto della Pubblica amministrazione. A tirare in ballo il segretario del Pd nella fuga di notizie che fa tremare il governo non è un funzionario amico del M5s o un burocrate con simpatie per Bersani e Speranza. Bensì un renziano a 24 carati: Filippo Vannoni, presidente di Publiacqua. Il testimone che fa il nome dell’ex premier davanti ai pm di Napoli è presidente della municipalizzata dell’acqua di Firenze e di altri 45 Comuni dei dintorni, perché scelto nel 2013 proprio da Matteo Renzi e confermato da Dario Nardella nel 2015”.

Insomma di questa indagine segreta lo sanno tutti. Tranne i cittadini.

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