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Buzzi choc: tangenti a tutto il Pd

Mentre giornali e tv instupidiscono gli italiani con grandi inchieste come quella sulla responsabilità giuridica del Blog di Grillo, o con la bufala della Raggi che non avrebbe pagato al ristorante, Salvatore Buzzi rivela ai pm i suoi affari con il Comune di Roma all’epoca dalla giunta Marino.

Ne parla Riccardo Di Vanna sul Tempo:

“Mazzette, assunzioni su «segnalazione» e accordi con esponenti del Pd romano. Al suo quinto giorno di esame davanti ai giudici della decima sezione penale del tribunale di Roma, Salvatore Buzzi è ancora un fiume in piena”.

Buzzi ha raccontato diversi episodi accaduti prima del suo arresto nel dicembre 2014. Tutti coinvolgono esponenti Pd, come il seguente:

“Per l’approvazione del debito fuori bilancio legato al servizio di accoglienza per i minori non accompagnati ci siamo rivolti a Coratti. Coratti ci ha chiesto 100mila euro in chiaro per far approvare la delibera del debito fuori bilancio creato nel semestre gennaio-giugno 2013. Io avevo il 26%, il restante apparteneva ad altre cooperative e tutti eravamo al corrente che dovevamo dare 50mila euro a Coratti e 50mila euro a D’Ausilio: praticamente l’1% della delibera da 11 milioni”, ha detto Buzzi, rispondendo alle domande dei suoi avvocati Pier Gerardo Santoro e Alessandro Diddi.

Un “accordo corruttivo”, che, riporta Il Tempo, sarebbe “il primo di una serie di tre stretti con Coratti, che per Buzzi sembra non prendere comunque la giusta piega”.

Poi Buzzi ha proseguito, raccontando i dettagli dell’accordo:

“L’accordo lo prendemmo io e Francesco Ferrara con Coratti ma quando arrivammo a maggio 2014 lo stesso Coratti mi disse che di queste cose non ne dovevo parlare più con lui ma con D’Ausilio”.

La voce del pagamento dei 100mila euro in chiaro, però, comincia a circolare.

“Mi chiama Luca Giansanti, capogruppo della lista Marino e mi dice: ‘e noi?’ Quindi, l’8 agosto, mi chiede di passare in commissione Bilancio. In giunta non c’era problema perché il sindaco Marino è onestissimo e non ci ha mai chiesto nulla. Alfredo Ferrari del Pd, presidente commissione Bilancio, e Giansanti mi dicono se non ci dai 30mila euro non va in porto. Su questa vicenda, alla fine, non abbiamo pagato nessuno perché ci hanno arrestato”.

Leggi l’articolo integrale su Il Tempo…

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