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Lista sulle donne dell’Est, l’ipocrisia della Rai

“Caro Dago, la Perego cacciata dalla Rai per nulla, mentre la Botteri è libera di raccontare tutte le balle che vuole da New York”!

Commento di Alan Gigante su Dagopia

Riportiamo questo commento per denunciare l’ipocrisia della Rai: la televisione pubblica un programma per una lista molto controversa (che va in ogni caso condannata), ma i giornalisti che ci raccontano i fatti in maniera distorta, continuano a fare il proprio lavoro indisturbati.

In un altro articolo criticavamo la copertura giornalistica della cronista Rai Laura Botteri sulla politica estera americana, riportando un articolo di Franco Iacch su Il Giornale:

“Franco Iacch su Il Giornale, si chiedeva, ad esempio, “perché i cittadini italiani sono obbligati a pagare il canone Rai, e quindi lo stipendio della corrispondente da New York Giovanna Botteri (200mila euro all’anno più benefit), per sentire ogni giorno la cronaca politica distorta dalla faziosità?”

La Botteri, continuava Iacch, “ha illuminato i telespettatori con suoi servizi, spargendo veleno su ogni iniziativa del partito repubblicano, in particolare sul nuovo inquilino della Casa Bianca Donald Trump, e spalmando invece miele e salamelecchi sulla politica di Obama e sulla candidata trombata alla Casa Bianca Hillary Clinton”.

Un classico dei media italiani. Il problema è che la Rai dovrebbe essere un servizio pubblico che offre un’informazione imparziale e a 360 gradi. E non dovrebbe, come vorrebbe il governo di turno, influenzare l’opinione dei cittadini. Dopo la sconfitta della Clinton, la Botteri ha detto:

“Che cosa succederà a noi giornalisti? Non si è mai vista come in queste elezioni una stampa così compatta e unita contro un candidato… Che cosa succederà ora che la stampa non ha più forza e peso nella società americana?”. Sotto potete vedere il video:

Ma c’è di peggio. Solo qualche settimana fa, raccontava Iacch, la Botteri “ha infilato tre balle in un solo servizio”. Ecco quali sono:

1. “Ha detto che Trump, durante la sua prima conferenza stampa ufficiale ha attaccato personalmente un giornalista.
Falso, ha solo detto a un reporter della Cnn che non voleva rispondere alle sue domande”.

2. “Ha affermato che Rex Tillerson, nuovo segretario di Stato, «è notoriamente amico della Russia».
Falso. Tillerson, durante l’audizione al Congresso, ha chiarito che essendo imprenditore ha fatto affari con imprese russe”.

3.
“Sempre su Tillerson, ha stravolto a suo uso e consumo la risposta del segretario di Stato al Congresso”.
Alla domanda se considerasse Putin un criminale di guerra, secondo la Botteri Tillerson avrebbe risposto «No». Falso, Tillerson ha detto (basta verificare il video in lingua originale): «Non userei quel termine» e «dovrò raccogliere più informazioni per consigliare il presidente». Nessuno sia tratto in inganno, non è uno scivolone ma pura volontà di mentire agli ascoltatori. Che la pagano pure”.

Giudicate voi e poi chiedetevi se è giusto pagare il canone per questa informazione.

Eurallumina verso il riavvio, ma è un tremendo pericolo per la salute

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Eurallumina verso il riavvio, ma è un tremendo pericolo per la salute

Lo stabilimento Eurallumina di Portovesme, nel Sulcis, fermo dal 2009, va verso il riavvio della produzione, a discapito della salute dei cittadini.

L’azienda proprietaria della raffineria è controllata dalla multinazionale russa Rusal, a cui guarda caso non vengono applicate le sanzioni.

Ci sono in ballo centinaia di posti di lavoro, che saranno ‘inventati’, contro le più banali leggi dell’economia di mercato tanto esaltata, con soldi pubblici a favore di sindacalisti e figli di sindacalisti del Pd sardo.

Che poi in una delle zone più belle della Sardegna ciò provochi un disastro ambientale pericolosissimo per la salute poco importa! I famigerati ‘fanghi rossi’ se li terranno quelli che abitano vicino alla fabbrica. Chi sta organizzando questa tragica operazione sulla pelle della povera gente disperata se ne staranno ben lontani! Chiaramente tutto rigorosamente a spese della finanza pubblica!

La Rusal non ci metterà neanche un centesimo. E le sanzioni contro la Russia non saranno un problema. Con tanti complimenti per la coerenza in politica economica e in politica estera del Governo Gentiloni.

Il rischio per la salute

Scrive Monia Melis sul Fatto Quotidiano:

“Da mesi le associazioni e comitati popolari (Grig, Carlofortini preoccupati , Adiquas) depositano osservazioni sul progetto e ribadiscono la loro opposizione. Lo stesso fa Isde – Medici per l’Ambiente Italia: “Si insiste sulla scelta del carbone come l’opzione più economica per l’impresa, ma anche la più dannosa sul piano emissivo, senza tenere conto dei costi esterni socio-sanitari che sarebbero ricaduti sulle popolazioni già fortemente provate dalle gravi condizioni ambientali presenti nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) del Sulcis-Iglesiente-Guspinese”. Gli effetti dell’inquinamento sulla catena alimentare sono finiti sulla tavola degli abitanti con un rischio concreto per la salute. Nel 2012 l’Istituto Superiore di Sanità e l’Asl 7 di Carbonia hanno posto un divieto di commercio del latte, mitili, carni, frutta e verdura. Ed è la stessa Asl del Sulcis che evidenzia “un aumento delle patologie del polmone nell’area di Portoscuso”. Mentre Legambiente ricorda che “il piano di disinquinamento dell’area avrebbe dovuto concludersi in quattro anni, ma dopo oltre vent’anni non si è ancora concluso e soprattutto non ha risolto la grave situazione di compromissione del territorio nelle diverse matrici ambientali aria, acqua, suolo”. La Sardegna resta in bilico da decenni sullo stesso rebus: da una parte il miraggio del lavoro, dall’altra quello delle bonifiche, del risanamento e dell’economia sostenibile, alternativa e ‘pulita’.”

Le incognite per l’ambiente

Il Fatto ci parla anche del problema ambientale:

“Al centro c’è uno dei punti più controversi del progetto: il necessario ampliamento del bacino dei fanghi rossi, a ridosso della costa, come sottolineato anche nel parere. Si tratta di un sito di stoccaggio degli scarti di lavorazione della bauxite (attraverso la soda caustica e la successiva calcinazione) ampio 177 ettari diviso in quattro vasche, da innalzare ulteriormente – secondo le richieste – di 46 metri sul livello del mare. Il Soprintendente contesta la vicinanza a siti di interesse paesaggistico come le tonnare, ma cita anche una questione differente e “di opportunità” relativa all’area di recupero, sempre secondo le norme di attuazione del Piano paesaggistico regionale. Nell’area, scrive: “non sono consentiti interventi, usi o attività che possono pregiudicare i processi di bonifica o di recupero o comunque aggravare le condizioni di degrado”. Il degrado è quello ambientale, una volta ripresa la produzione la “discarica” di rifiuti speciali è assolutamente indispensabile. Come si legge in un documento della stessa Eurallumina, la produzione media degli scarti è pari a 650mila tonnellate all’anno con una proporzione di “di circa 0,7 chili per chilogrammo di allumina”.”

Fanghi rossi, una bomba ad orologeria

Leggiamo su Greenme.it:

“I fanghi rossi (red mud in inglese) sono un problema anche in Italia. In Sardegna infatti esiste da molti anni un bacino di residui di produzione di alluminio, che nel 2009 fu messo sotto sequestro. L’azienda che li detiene, EurAllumina, da diversi anni proprietà della multinazionale Rusal, ha firmato a maggio un protocollo di intesa con la Regione Autonoma della Sardegna per la messa in sicurezza e la ripresa delle attività.

Ma quali sono i potenziali pericoli?

L’alluminio viene estratto dalla bauxite, un minerale che al suo interno contiene molti altri elementi della tavola periodica, e che nel ciclo produttivo del metallo viene trattato con sostanze molto basiche (come la soda caustica), in modo da ottenere un complesso dall’alluminio, a sua volta poi sottoposto a processi chimico fisici volti a isolare l’elemento in forma metallica.

Ma tutto quello che resta dal primo attacco chimico, i cosiddetti fanghi rossi (il cui colore è dato sostanzialmente dagli abbondanti ossidi di ferro) è una bomba pericolosa, perché si trova ad un pH decisamente incompatibile con gli ecosistemi e perché contiene molti elementi della tavola periodica tra cui alcuni tossici e/o cancerogeni come mercurio, cromo, torio e arsenico.

[…]

I fanghi rossi sono dunque un potenziale e terribile pericolo ambientale. Una falla nei sistemi di sicurezza delle vasche di contenimento potrebbe risultare in un disastro anche nel nostro paese. Basterebbero forse degli investimenti per la loro bonifica e magari lo sfruttamento per ricavarne materie prime. L’alternativa è continuare a tenere in casa una pericolosa bomba a orogeleria, soggetta comunque a spese per la messa in sicurezza.

Stampa italiana: da carnefici a vittime, ma a commuoversi non saranno in molti

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Stampa italiana: da carnefici a vittime, ma a commuoversi non saranno in molti

Mario Calabresi con una lenzuolata stile Scalfari vuole convincerci che nei confronti del M5S il suo giornale è vittima anziché carnefice.

Non può fare a meno di ammettere, però, che Repubblica insieme a tutta la stampa italiana “ha un deficit di credibilità”.

Come mai? Da dove deriva il deficit di credibilità di Repubblica riconosciuto dal suo stesso Direttore?

Certo che non è pensabile che lui non ne sia a conoscenza, ma agire davvero per rimuoverlo significherebbe agire esplicitamente contro gli interessi che deve proteggere.

Infatti è mai possibile che Repubblica faccia una informazione accurata, “stile Raggi” riguardo a Carlo De Benedetti, suo principale azionista che nomina il Direttore del suo giornale e perciò tramite lui decide la linea editoriale?
È mai possibile che riguardo a De Benedetti faccia una campagna stampa ‘stile Raggi’ sul mancato rimborso di oltre 600 milioni da parte di Sorgenia, controllata indirettamente da De Benedetti e famiglia, nei confronti del Monte Paschi di Siena?
Potrà mai mettere in evidenza che la famiglia De Benedetti ha negoziato con Mps per essere liberata dal peso di quel debito, evitando allo stesso tempo che Sorgenia fosse dichiarata fallita?

Semplice per i De Benedetti ma non per gli imprenditori privi del loro potere mediatico rappresentato da Repubblica, L’Espresso, ecc.: il Monte dei Paschi ha trasformato i crediti nei confronti di Sorgenia in azioni della stessa Sorgenia cedute dai De Benedetti. Così in un solo colpo si sono liberati delle conseguenze dell’insuccesso imprenditoriale e hanno evitato che fosse dichiarato il fallimento della società da loro indirettamente posseduta e per cui avevano espresso consiglio di amministrazione e amministratore delegato nella persona di Rodolfo De Benedetti, figlio del più famoso e anziano Carlo.

O forse qualche esponente del PD ha avuto un trattamento “stile Raggi”? O qualche esponente dell’establishment italiano protetto da Repubblica?

Non è stato messo in conto da questi signori che fino a quando non c’era internet la loro verità era la verità tout court. Ma ora non è più così. Le persone oggi si informano con fonti alternative e costruiscono in maniera autonoma le loro opinioni. Da qui il loro livore contro il cosiddetto ‘populismo’, il loro mostro di più recente costruzione. Il referendum, con un risultato di chiarezza devastante per l’establishment nostrano, ha mostrato tutta la loro impotenza.

Internet ha messo in crisi definitiva questo assioma della loro verità che diventa la verità assoluta con il timbro della religiosa laicità e perciò si sono visti nudi, senza il potere che avevano prima di decretare il successo o insuccesso di qualsiasi leader politico. Oggi non è più così.

Che fare di fronte a questa situazione imprevista?

Il M5S, proprio in virtù del fatto che si tratta di giovani e giovanissimi al di fuori di qualsiasi logica di potere e che esercitano l’attività politica da pochissimo tempo, non è ricattabile, non avendo scheletri negli armadi e quindi diventa molto difficile costruire scandali e far montare su l’immagine del mostro!

Con Virginia Raggi la tecnica che ha funzionato benissimo ogni volta che è stata usata, non ha prodotto i risultati attesi, anzi l’aggressione di cui è vittima sta producendo un boomerang.

La gente, parola terribile per loro, non si è bevuta lo storytelling che avevano messo su e si sta rivoltando contro di loro.

Che fare quindi?

Beh gli è rimasta solo la strada di costruirsi l’immagine di vittime dei nuovi potenti – il M5S, cosa così ridicola da far scompisciare dalle risate, insomma siamo al migliore Totò – perché quella di carnefice non ha funzionato!

Ieri su Repubblica e sugli altri giornali dell’establishment italiano avete visto in azione il cambio di linea editoriale. I direttori si sono parlati: ed ecco la lenzuolata di avantieri di Luciano Fontana sul Corriere della Sera e quella di ieri di Calabresi su Repubblica.

Sull’uso dei voucher bisogna dire la verità

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Sull’uso dei voucher

La CGIL promuove il referendum contro i voucher ma li usa a manetta e scrive una mail interna per raccomandare di raccontare alla stampa che si tratta di casi isolati: l’ipocrisia al potere!

Questo sindacato, anzi l’élite di essi che ormai si autoperpetua, fa parte dell’establishment italiano da sempre, solo che fino alla fine degli anni ’60 ha svolto un ruolo formidabile, e per qualche tempo in solitudine, a favore dei più deboli, mentre ora difende solo chi è più garantito mentre fa finta di difendere quelli che davvero hanno bisogno di essere tutelati e difesi, chi è senza lavoro.

Da questo punto di vista è emblematica la posizione assunta pubblicamente sui voucher e quella praticata segretamente: Giuseppe Di Vittorio, grande e amatissimo capo sindacale dei primordi sta soffrendo terribilmente nella tomba al vedere come si comportano i suoi successori.

Ora bisogna dire la verità sui voucher: essi sono insostituibili per i lavori DAVVERO sporadici e occorre onestamente dire che sia stata fatta una buona innovazione, l’alternativa ad essi è il nero.

Prendete le persone persone coinvolte per la preparazione di un concerto: il lavoro dura qualche giorno, il contratto a tempo determinato non ha senso usarlo né si potrebbe, quindi prima che esistessero i voucher queste persone venivano pagate in nero. L’innovazione e l’uso corretto dei voucher sono buoni, mentre sono da combattere risolutamente l’abuso.

Del resto combattere l’abuso non è difficile: le pratiche obbligatoriamente si fanno on Line, basta mettere nel sistema un alert su quella partita quando l’uso dei voucher appare chiaramente anomalo e fare una verifica. La verità però è che finora ha fatto comodo al governo precedente non dissuaderne l’abuso in quanto questo era utile a far apparire che l’occupazione aumentava è che la disoccupazione diminuiva, consentendo all’ISTAT di pubblicare statistiche sul piano formale corrette ma farloche sul piano sostanziale.

La cosa più seria da fare è quindi non buttare il bambino con l’acqua sporca e salvare il buono dell’introduzione dei voucher e non rendere possibile alcun abuso.

La cosa peggiore che possa fare un movimento politico serio è quella di trovarsi nella stessa situazione di stomachevole ipocrisia della CGIL.

L’odio scatenato dai media contro Trump sarà un boomerang

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: L’odio scatenato dai media contro Trump sarà un boomerang

Vediamo i fatti succeduti uno dopo l’altro in tempi brevissimi.

1) Andrea Bocelli rifiuta di esibirsi in occasione dell’insediamento di Trump alla Presidenza degli Stati Uniti (ora più disuniti che mai) perché avrebbe sentimenti xenofobi

2) Stefano Gabbana ringrazia pubblicamente Melania per avere indossato un capo D&G, apriti cielo: contro di lui si scatena sull’web una tempesta di fuoco immane perché reo di aver avuto un atteggiamento da imprenditore che ringrazia un cliente famoso

3) Il trio musicale Volo rifiuta anch’esso la propria esibizione per l’insediamento di Trump perché lui avrebbe convincimenti etici in netta contrapposizione ai loro.

Il quadro non sarebbe completo se perdessimo di vista l’attivismo di Barack Obama, fino pochissimi giorni prima dell’insediamento del nuovo Presidente: mai successo prima qualcosa del genere, in quanto il passaggio delle consegne tra chi lascia la carica e chi l’assume era semplicemente considerato un passaggio burocratico. Gli attacchi veementi contro Trump da parte di Obama non hanno nulla di razionale ma sono dettati da odio viscerale così profondo da allontanare ogni giustificazione ragionevole.

Tutto l’establishment politico e mediatico americano e affiliazione scondinzolante europea non perdona a Donald Trump di averli irrisi dimostrando che il loro delirio di onnipotenza poteva essere sconfitto da uno proveniente da fuori del loro mondo chiuso e solo ipocriticamente aperto.

Dispiace che degli artisti si prestino a manovre politiche destinate a fallire miseramente.

Ma senza quel mondo mediatico che li sostiene che sarebbero? Ritornerebbero al nulla da dove prevengono!
Non hanno esitato a vendere la propria anima per la loro carriera e quindi non meritano alcuna stima ma solo disprezzo.

In ogni caso quest’ostracismo con la bava alla bocca non andrà da nessuna e avrà lo stesso risultato di quello che è stato praticato durante la campagna elettorale: sarà un boomerang!

Banalmente, l’odio viscerale e irrazionale non può produrre i risultati che si aspettano quelli che lo praticano ma li produce esattamente contrari alle loro attese, per le quali hanno speso tante energie in maniera disordinata e ossessiva è controproducente.

Il PD si spacca anche sul piano di riorganizzazione della RAI

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Il PD si spacca anche sul piano di riorganizzazione della RAI

Carlo Verdelli si è visto bocciare senza appello il piano da lui predisposto e si è dimesso.

Le diverse anime del PD, siamo ormai a livello di ‘bande’ che si combattono tra di loro, se le danno di santa ragione senza esclusione di colpi.

Sembra davvero incredibile che si arrivi al punto che a Verdelli non sia stata lasciata altra soluzione che quella di farsi da parte con dimissioni irrevocabili.

In tutto questo ha giocato un ruolo decisivo UsigiRai, il sindacato dei giornalisti RAI da sempre longa mano della parte conservatrice del PD, violentemente e visceralmente antirenziana.

Un altro segno, davvero preoccupante, della irreversibile involuzione del PD, sempre di più chiuso in se stesso in una guerra interna che non lascerà ne feriti e tanto meno prigionieri.

Mandando via Renzi, mandiamo via chi ce lo ha messo… a fare i compitini

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Mandando via Renzi, mandiamo via chi ce lo ha messo… a fare i compitini

Un pericoloso fantasma si aggira per l’Italia (e per l’Europa): il M5S.

Per esorcizzare e annichilire questo pericoloso fantasma si ricorre a una tecnica che dovrebbe essere formidabile: l’accusa di populismo.

Di che cosa si tratta? Forse in pochi si sono presi la briga di verificare cosa indica innanzitutto nel suo significato.
Garzanti così lo definisce:

“1. atteggiamento o movimento politico, sociale o culturale che tende all’elevamento delle classi più povere, senza riferimento a una specifica forma di socialismo e a una precisa impostazione dottrinale

2. (spreg.) atteggiamento politico demagogico che ha come unico scopo quello di accattivarsi il favore della gente”.

Nel primo significato richiama, in altre parole, alla tutela delle persone escluse dal benessere, esclusivo appannaggio del gruppo, poco numeroso, delle persone con redditi alti, benestanti insomma.

Nel secondo, in senso dispregiativo, indica chi, movimento politico o persona, si fa carico di rappresentare le persone escluse dal benessere con il fine esclusivo di sollecitare il loro consenso in qualsiasi modo ‘disonesto’, insincero e non trasparente per poi arrivare al potere, raggiunto il quale le nobili intenzioni verrebbero messe da parte per acquisire solo vantaggi personali. E così si potrebbero definire dei profittatori dell’ignoranza delle persone povere che non sarebbero così in grado di capire bene chi davvero li tutela e chi rappresenta i loro interessi, difendendoli efficacemente.

Come facilmente si può riscontrare, il mondo massmediatico italiano, che certamente non è controllato nella proprietà e perciò nello stabilire la linea editoriale, da persone con bassi redditi, utilizza il termine populismo solo nel suo significato dispregiativo.

E’ bene precisare che mentre qualche anno fa, i cosiddetti operatori dell’informazione e cioè quelli comunemente definiti con il termine giornalisti, facevano parte del gruppo delle persone agiate, ultimamente, grosso modo dal 2008 in poi, si sono visti diminuire enormemente il loro tenore di vita e oggi non appartengono più al gruppo cui appartenevano prima anche se non si possono definire indigenti. Mantengono il blasone ma le loro condizioni di vita sono drasticamente peggiorate, ma essi, per orgoglio o per il rifiuto di prenderne atto, si sentono ancora come se le loro condizioni fossero non mutate nella loro valenza positiva e perciò credono di tutelare meglio se stessi difendendo interessi che nella realtà non sono più loro. E così si scagliano con rabbia e odio contro i ‘populisti’, mentre ad una valutazione oggettiva, disincantata e distaccata, proprio essi dovrebbero sostenere. Ma la paura è che manchi il pane, così preferiscono la dignità ferita e la libertà limitata, piuttosto che correre il rischio di vivere come persone libere. Ma in effetti coltivano ancora il sogno di far parte dell’élite.

Ma andiamo ancora più in profondità.

L’élite, che per definizione dovrebbe essere la classe dirigente che cura il benessere di tutti, e cioè anche di quelli che non hanno esattamente i loro stessi interessi, dovrebbe essere legittimata a esercitare la funzione di governo in quanto riesca ad assicurare all’insieme della nazione condizioni di vita dignitose. Se così fosse nella realtà, il problema del ‘populismo’ neanche si porrebbe perché mancherebbero le condizioni minimali e indispensabili per affermarsi e trovare sostenitori.

Ma cosa è successo a partire dai primi anni del nuovo millennio?

C’è stato l’avvento dell’euro, l’espandersi delle competenze e poteri dell’Unione Europea, la finanziarizzazione spinta dell’economia, in altri termini la scelta di far prevalere l’economia di carta in Occidente, assicurandosi enormi e assurde ricchezze per pochissimi (gli squali alla Soros), e lasciare alla Cina e all’Oriente la fatica di produrre le cose materiali utilizzandone gli operai sotto pagati e senza diritti.

Questo modello è andato in crisi irreversibile con il fallimento di Lehmans Brothers.

Solo che si è voluto fare finta di nulla, individuare qualche capro espiatorio, e continuare tutto come prima, scaricando questa crisi di Wall Street su tutto il resto del mondo. Ma è di tutta evidenza come il sistema non regga più. Non avrebbe retto neanche con il bellicismo della Clinton, chiamata a rappresentare quegli interessi, per intenderci meglio, gli interessi degli gnomi di Wall Street, di Soros e compagnia.

Ma gli americani, nonostante l’enorme potenza di fuoco di questa compagnia, hanno chiaramente preferito cambiare registro. Hanno dichiarato fallito quel modello di economia. E così si apprestano a fare gli italiani, i francesi, i tedeschi, gli spagnoli, persino gli inglesi e gran parte degli europei a ovest e a est.

Una classe dirigente che ha clamorosamente mancato gli obbiettivi minimali deve essere confermata? Non ci insegnano loro il tanto decantato merito, l’osannata corrispondenza necessaria tra risultato e premio? E perché proprio per loro, le loro regole, che hanno scritto loro nei loro sacri canoni, non dovrebbero valere?

Beh… perché il popolo non capisce niente e ancor meno dei ragazzi senza arte né parte, quelli del M5S, che lo vorrebbero tutelare nel suo interesse essenziale e vitale.

I rappresentanti italiani di questa élite, che si è genuflessa senza vergogna, senza dignità, a quella tedesca e americana e che con la sua incapacità ha impoverito il nostro popolo, distrutto la nostra industria, il nostro sistema bancario, il nostro sistema sanitario, il nostro welfare, pretende ancora di esercitare il potere politico, economico, finanziario per designazione del destino, quello rigorosamente laico però, quello, dei soldi e del potere, fine a se stesso.

Per bocca di Napolitano e di qualche altro intellettuale ‘organico’, come un tempo si definivano quelli obbedienti, vorrebbero persino che fosse abolito il suffragio universale, e così fossero abilitati al voto solo quelli illuminati e quelli da loro scelti, ovviamente per obbedienza e servilismo.

In tale maniera vorrebbero continuare a esercitare il potere per produrre ancora nuovi terrificanti disastri.

Loro, la cosiddetta classe dirigente italiana, l’élite nostrana, ha lasciato in macerie la nostra nazione e ha ridotto al lastrico milioni di famiglie italiane, che ora fanno la coda alle mense della Caritas in tutte le città di quello che fu il Bel Paese.

Essi non sono più abilitati a governare perché hanno dimostrato di non esserne in grado. Ben vengano persone, giovani e persino giovanissime, che non hanno, fortunatamente, la loro esperienza e il loro curriculum. Sicuramente non combineranno i loro disastri e non potranno che fare meglio di loro. Del resto l’asticella è talmente bassa che con pochissimo sforzo la si può saltare a una tacca superiore.

Prima avevano scelto un certo Monti, di triste memoria, poi sono passati a un certo Letta, che sarebbe dovuto rimanere sereno, recentemente hanno scelto un ragazzotto fiorentino che sa fare quasi bene il mestiere di commediante in tv. Lui non meriterebbe nessuna considerazione, ma purtroppo siamo costretti a farlo, perché mandando via lui, stiamo mandando via chi ce lo ha messo… a fare i compitini, decisi oltretutto dai loro capi tedeschi e che loro hanno semplicemente a lui riferito.

Non possiamo mancare l’occasione di dire, anzi di scrivere NO, a tutti loro non più tardi di Domenica prossima, fra due giorni due!

L’attacco massiccio dei media italiani contro il M5S avrà un effetto boomerang come per Trump?

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: L’attacco massiccio dei media italiani contro il M5S avrà un effetto boomerang come per Trump?

Fa veramente impressione l’attacco, che appare di tutta evidenza livoroso – e oltretutto di pancia e perciò irrazionale, irragionevole e fuori misura – condotto in ‎maniera massiccia e congiunta, di tutti i media italiani contro il M5S, utilizzando anche fatti insignificanti, come qualsiasi persona non prevenuta può giudicare.

Sarà controproducente tanto quanto lo è stato l’attacco dei media americani contro Trump, al punto, probabilmente, da aiutarlo a vincere?

Il referendum sarà l’harakiri ‎dei media italiani, come lo è stato la campagna contro Trump per i media americani?

Possibile che quanto è successo solo pochi giorni fa negli Stati Uniti non abbia insegnato nulla agli editori e ai superpagati direttori dei media italiani‎, da loro scelti?

L’esagerato, e quindi sospetto, accanimento contro il M5S – un movimento politico troppo nuovo per avere scheletri negli armadi e quindi difficilissimo‎ da attaccare sul piano etico – produrrà l’effetto opposto di quello desiderato, rafforzandolo anziché indebolendolo?

I media hanno avuto gioco facile con Berlusconi, demonizzandolo, perché avevano ‎qualcosa di concreto a cui attaccarsi, ma con il M5S, che ha portato a livello amministrativo e parlamentare dei ragazzi con il candore tipico, si potrebbe dire, degli adolescenti, il gioco riuscirà?

Possibile che la gente non sappia distinguere tra un De Luca e un Di Maio o un Di Battista o una Raggi o una Appendino? O con un navigato politico come Renzi?

Potrebbe essere alto il rischio che i media italiani siano i primi sconfitti accanto a Renzi e ai suoi più intimi?

La strategia di Gian Roberto ‎Casaleggio di portare nelle istituzioni gente sconosciuta, fuori dai giochi, da tutti i giochi, e perciò neanche lontanamente attaccabile con i metodi di demonizzazione che sempre hanno funzionato con politici di professione o con noti uomini di affari e imprenditori, riuscirà vittoriosa?

Non dovremo aspettare‎ molti giorni per saperlo.

Cameron e Clinton sono caduti come birilli, ora sarà il turno di Renzi

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Cameron e Clinton sono caduti come birilli, ora sarà il turno di Renzi

Non possiamo nascondere la nostra soddisfazione per questa presa di posizione così netta del Responsabile del Family Day!

Ci fa piacere anche che si sia espresso non in politichese, ma il italiano corretto e facilmente comprensibile.

Ci fa piacere anche perché di cattolici coraggiosi contro i potentati globali ne avevamo davvero bisogno!

Renzi, pur di ingraziarsi Obama – ma soprattutto ‎quelli che stanno sopra di lui e che con i loro soldi lo hanno fatto Presidente degli USA – non ha esitato a svendere l’Italia per un piatto di lenticchie e a tradire la sua stessa formazione cattolica.

Infatti ha sostenut‎o, fino a chiedere la fiducia – benché avesse solennemente promesso che mai l’avrebbe usata su temi etici – la riforma del diritto di famiglia nel senso auspicato dalla multinazionale di Soros – lo squalo speculatore, che per mestiere aggredisce nazioni che si trovano in difficoltà economica per accumulare per sé fortune sulla pelle della povera gente di queste.

La multinazionale di Soros è quella che sostiene e spinge la teoria ideologica gender‎, non perché gli interessi qualcosa di etico, ma solo ‎per ridurre a merce anche il corpo delle donne e specularci commercialmente con le cliniche specializzate. Insomma affinché nulla scampi al più bieco sfruttamento economico.

L’organizzazione di Soros e degli altri squali che sono con lui spinge infatti a tutto tondo con la sua potente azione di lobbying ogni tipo di globalizzazione malefica tra cui quella dei trattati internazionali TTIP (tra USA e UE) e TPP (tra USA e nazioni asiatiche, esclusa la Cina), non perché gli interessi lo sviluppo degli scambi ‎economici internazionali, ma per sottomettere qualsiasi entità economica allo strapotere delle multinazionali USA e UE, uccidendo il tessuto delle piccole e medie imprese europee e avvelenandoci con i prodotti peggiori a basso prezzo, come già fanno in USA.

L’organizzazione di Soros, finanziata con il sangue della povera gente che è capitata sotto le sue grinfie di speculatore ‎finanziario globale senza scrupoli, è anche quella che ha fatto nascere le cosiddette “primavere arabe” con l’obiettivo di trarre vantaggi economici dalla destabilizzazione degli stati del medio oriente, e le cosiddette “rivoluzioni colorate” nell’Europa dell’est (Georgia, Ucraina, ecc.) sempre con l’obbiettivo finale di trarre vantaggi economici.

Ecco, Renzi si è fatto compagno di merenda e servo (sciocco, oltretutto)‎ di tale bella compagnia.

Il premier ha adottato le loro politiche, non perché gli interessassero i diritti dei gay, ma per esigenze di cordata politica, essendo che Obama, o meglio Clinton, Merkel, Holland, l’inglese Cameron e allegra compagnia ‎ne fanno parte e lui, sotto gli auspici di Draghi, Napolitano, ecc., è stato cooptato in essa, trovandosi, da parente povero però, a pieno agio anche se visibilmente sopportato.

Ebbene, Cameron, la Clinton, sono caduti rapidamente come birilli ‎uno dopo l’altro.

Ora sarà il turno di Renzi.

L’occasione del referendum non andrà perduta per fare piazza pulita di politiche nefaste imposte dall’alto che hanno immiserito ‎l’Italia, l’ultima delle quali è la riforma costituzionale ad uso e consumo dei potentati globali, come Soros e squali vari.

Tra non molto sarà il turno di Merkel e di Holland. Così l’aria in Europa e nel mondo sarà almeno un poco di più respirabile per noi gente comune.

Non ci attendiamo una catarsi e non pensiamo che dopo di loro ci sarà un mondo perfetto, ma almeno la deriva dell’annientamento ‎completo delle condizioni di vita della stragrande maggioranza della popolazione in Europa, Stati Uniti e nel mondo subirà uno stop forte e deciso.

E insegnerà a loro e ad altri a non riprovarc‎i.

Per lo meno, noi avremo anticorpi più potenti!

Renzi, Berlusconi, Merkel e Napolitano messi all’angolo: li abbiamo smascherati senza pietà

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Renzi, Berlusconi, Merkel e Napolitano messi all’angolo: li abbiamo smascherati senza pietà

Provate a guardare qualche ‎filmato storico di leader veri, Gandhi, Martin Luther King, o di casa nostra, De Gasperi, Togliatti , Di Vittorio, o di bravi attori che impersonano questi personaggi (rivedetevi il film su Gandhi).

Poi guardate Renzi, date uno sguardo ai filmati dai meno recenti a quelli di questi giorni, e noterete subito la differenza che c’è tra i leader veri e il nostro premier.

Vi apparirà subito chiaro che sta interpretando un personaggio di cui non è neanche convinto, perché bisogna essere veramente bravi attori per impersonare in maniera convincente un personaggio.

Ma lui non lo è.

‎Prendete la parte di contrapposizione contro la Merkel, contro l’UE, contro le politiche di Junker (il servetto della Merkel) che Renzi sta recitando. Riuscite davvero a immaginarvi la Merkel impaurita o perlomeno preoccupata da ciò che dice il premier?

In effetti ‎sono già d’accordo affinché Renzi reciti questa parte, perché altrimenti il rischio di perdere il referendum diventa molto alto. E il rischio conseguente è per per la Merkel, di trovarsi in Italia un governo veramente assertivo e preoccupato solamente degli interessi italiani.

Prendete la parte che Renzi sta recitando sulla modifica costituzionale sottoposta a referendum‎. Riuscite, anche solo per un attimo, a convincervi che davvero lui vuole una costituzione aggiornata per il bene del nostro Paese?

Prendete ancora la contrapposizione con Berlusconi e di Berlusconi contro di lui.

Non penso che non vi venga amaramente da ridere ‎al pensiero che davvero stiano combattendosi. E le dichiarazioni odierne del Cavaliere ce ne danno conferma: “Nella politica di leader vero c’è solo Matteo Renzi,” ha detto l’ex-premier intervenendo su Rtl 102.5.

In effetti conviene ad entrambi apparire ai nostri occhi che sono in contrapposizione ma sono già d’accordo di apparire così, perché è funzionale alla conservazione del proprio elettorato: il programma effettivo è quello di trovare un accordo tra di loro alle spalle e sulla pelle degli italiani idioti.

Infatti i numeri dicono che solo tramite un accordo con Berlusconi, Renzi potrà continuare a governare e che Berlusconi solo tramite un accordo con Renzi potrà rientrare in gioco.

Il Quirinale potrà poi dare la benedizione con la grazia per Berlusconi.

Verdini apparentemente sta facendo la sua parte in disaccordo ‎con Berlusconi, ma nei fatti è un’anteprima per abituare l’elettorato del PD a inghiottire l’amaro boccone con la benedizione decisiva e convincente di Napolitano, l’illuminato stratega che non vede altre soluzioni.

Infine osservate anche la contrapposizione dentro il PD. Ma davvero c’è qualcuno di voi che crede che l’oggetto del contender‎e sia la riforma costituzionale? Uno, Cuperlo, l’hanno già sistemato. Certamente è più difficile accontentare D’Alema e Bersani, ma vedrete che troveranno la quadra.

Quindi amici miei sforzatevi di individuare cosa questa gente ci vuole dare ad intendere e cosa invece è la verità. Per farlo bisogna stare ai comportamenti effettivi di questi personaggi d’avanspettacolo‎. Questa attenta osservazione li smaschera senza pietà e vi rivelerà tutta la loro ipocrisia e la loro pochezza.