Referendum, Renzi: ‘Manderò in tutte le case un depliant per invitare a votare Sì’

Per vincere il referendum la tv e i giornali non bastano. E allora Renzi raddoppia: il premier invierà a tutti gli italiani un depliant che illustra le ragioni del ‘Sì’.

Renzi ha superato ogni limite. Le percentuali sullo spazio riservato al presidente del Consiglio nei telegiornali italiani sono le più alte della storia della televisione italiana. Lo ha rilevato l’Agcom, che in questi giorni ha anche ricevuto un esposto dal fronte del No.

La buona notizia, però, è che pur avendo (quasi) tutti i media tradizionali schierati a favore, la propaganda piddina non funziona più. Perché la rete e i social network ci hanno aperto gli occhi e ci offrono l’opportunità di informarci e condividere le informazioni con i nostri amici.

Renzi può mandare un milione di lettere a ciascun cittadino, ma oggi possiamo farci un’idea a prescindere da quel che vogliono far credere. Oggi conosciamo tutte le porcate del governo Renzi grazie alle comunità social come la nostra, che ogni giorno racconta i silenzi e le falsità della stampa italiana.

I motivi per votare NO non sono legati solo alla riforma in sé. Se vince il NO, cade il governo. Lo ha detto Renzi ieri.

Ora avete quindi l’occasione di buttarlo giù.

Questo governo avrebbe dovuto far ripartire l’Italia, ma in realtà ogni giorno le aziende chiudono, i disoccupati si ammazzano e chi vuole salvarsi fugge all’estero.

Quando andate a votare, il 4 dicembre, ricordatevelo.

Referendum, voto allʼestero: italiano riceve due schede elettorali

Edoardo Livolsi, italiano residente a Praga ha denunciato che, dopo aver votato per il referendum, ha ricevuto per errore un altro plico elettorale dall’Ambasciata d’Italia con tutto il materiale necessario. Lo riporta Il Fatto quotidiano.

Il servizio di stampa e distribuzione delle schede, ci spiega TgCom, varia da Stato a Stato e non è sotto il controllo del Viminale.

La vicenda, però, mette in risalto la cattiva gestione delle operazioni connesse al voto all’estero che può compromettere i risultati del referendum.

E’ importante notare che le schede elettorali diventano documenti ufficiali solo una volta che vengono ricevute dalla cancelleria consolare e timbrate.

Quindi è probabile che se Livolsi avesse spedito in ambasciata anche il secondo plico, questo sarebbe stato considerato nullo, in quanto proveniente da un elettore che ha già espresso il suo voto.

Ma chi ce lo assicura?

Livolsi ha detto in merito: “Io ricevo in continuazione email dalle autorità diplomatiche ma non abbiamo notizie su come sono stati reclutati gli scrutatori né sulla presenza di rappresentanti di lista in ambasciata”.

Possiamo fidarci?

2016, il tragico record di suicidi per crisi

La crisi spinge al suicidio.

Non solo l’Italia non riparte, ma i casi di suicidi per motivazioni economiche registrati in Italia nel primo semestre 2016 sono in aumento del 20% rispetto alla seconda metà dello scorso anno

Nei primi sei mesi del 2016 i suicidi per crisi sono stati in totale 81, mentre lo scorso anno il fenomeno sembrava in controtendenza.

Il quotidiano Il Tempo in un articolo del settembre scorso riporta i dati di Link Lab, Laboratorio di ricerca sociale dell’Università degli studi Link Campus University, diretto da Nicola Ferrigni.

Se prima i suicidi per crisi erano un fenomeno soprattutto settentrionale, oggi è la Campania la regione che registra il maggior numero di vittime:

“I dati relativi ai primi sei mesi del 2016 disegnano una nuova geografia del fenomeno, che all’inizio interessava soprattutto l’Italia settentrionale e nello specifico le regioni del Nord-Est, storicamente ad elevata densità industriale, per poi conoscere nell’arco di un quadriennio una progressiva uniformità sull’intero territorio. Oggi invece il quadro appare decisamente trasformato, con la maggior parte dei suicidi avvenuti nelle regioni del Centro Italia (27,2%) e il Sud al 25,9%”.

L’incapacità degli ultimi governi nell’adottare misure come il reddito minimo per combattere la povertà o piani per favorire la crescita del mercato del lavoro, è tra le cause profonde di questo fenomeno. Più della metà dei casi (50,6%) coinvolge infatti i disoccupati.

E il governo, invece di pensare alla propria sopravvivenza, dovrebbe pensare a mantenere in vita gli italiani.

E i cittadini hanno il dovere morale di intervenire al più presto per evitare episodi simili in futuro. Con l’unico strumento a loro disposizione: le urne.

Per Renzi si mette male: anche i militari voteranno NO

Anche i militari voteranno NO per protestare contro i tagli operati dal governo.

I rappresentanti sindacali e dei Cocer (rappresentanza dei militari del Comparto Difesa) si sono riuniti alla Camera qualche giorno fa e hanno sparato a zero contro il governo Renzi, riporta Chiara Giannini su il Giornale:

“Il premier e i suoi ministri dicono bugie, la misura è colma,” hanno detto.

E in un documento redatto dal consiglio centrale di rappresentanza dei militari del Comparto Difesa si legge che 80mila graduati e militari di truppa dell’Esercito della Marina e dell’Aeronautica hanno “assistito con sconcerto a una delle pagine più nere di sempre”.

E poi una frecciatina ad Alfano: “Il tanto sbandierato poker d’assi si è rivelato un bluff: le risorse messe a disposizione per il personale, esigue e gestite in malo modo, non garantiscono neanche l’attuale incremento stipendiale avuto grazie agli 80 euro del bonus sicurezza”.

Uno spazio in tv mai visto prima: per il ‘Tg Renzi’ le percentuali più alte della storia

Il governo vuole prendersi tutto e non lasciare niente ai cittadini.

Se vince il Sì ci toglieranno per sempre il diritto di voto e ci imporranno un Senato di nominati. E il Sì può vincere solo con la disinformazione, perché nessun italiano approverebbe mai una porcata del genere, se tg e giornali informassero come si deve.

Ma i giornali e i tg, lo sappiamo, ci nascondono i fatti importanti e invertono la realtà, quando non fanno di peggio.

Il peggio che possa esistere in una democrazia è che i media diano spazio solo al partito al governo, mettendo a tacere le opposizioni.

Beh, signori, il peggio è arrivato: ormai la televisione italiana è diventata un “Tg Renzi”, lo rivelano i dati dell’Agcom. Si tratta di qualcosa mai visto prima, osserva Giandomenico Crapis sul Manifesto. Le percentuali sullo spazio riservato al premier nei telegiornali italiani sono del tutto inedite nella storia della televisione italiana:

“Dopo un silenzio durato parecchi mesi l’Agcom porta alla luce i numeri sul pluralismo politico delle televisioni. Al di là delle percentuali sullo spazio dedicato al Sì e al No, c’è un elemento che francamente continua a stupire, soprattutto se paragonato alle rilevazioni di qualche anno fa. Ed è lo spazio abnorme riservato dai telegiornali Rai al premier. L’ultimo documento Agcom ci dice che i tiggì pubblici gli offrono una media del 24% del tempo di parola e del 36% del tempo di notizia. In testa c’è il Tg2 con il 26% e il 41% dei tempi suddetti, segue il Tg1 di Mario Orfeo con cifre di poco inferiori (21,5% e 36,5%).

Ebbene: si tratta di percentuali del tutto inedite nella storia della televisione italiana. Un telegiornale che dedica un quarto o un terzo, se non più, delle proprie notizie al presidente del consiglio in persona (non al governo, attenti) è una cosa che non si era mai vista. A Mediaset ai tempi di Berlusconi ci avevano abituati a coperture molto elevate del premier, ma la Rai, invece, era rimasta molto al di sotto di questi valori sino ad almeno il 2013. Le cose cambiano con l’avvento di Renzi. La Rai che con Berlusconi, Monti e Letta aveva comunque dedicato al capo del governo un’attenzione non comune in altri paesi, comincia adesso con i suoi telegiornali a pedinare passo dopo passo il premier: quest’ultimo ne occupa stabilmente una fetta sempre più grossa sia con dichiarazioni riprese direttamente, sia con notizie che lo riguardano. Così i numeri, già importanti, salgono clamorosamente. Basti pensare che Berlusconi tra il 2009-2011 ottiene circa il 12% del tempo di parola, Monti durante il suo mandato quasi il 18% , Letta il 15. Appena arrivato, invece, Renzi, grazie anche all’effetto slides, supera a marzo del 2014 punte del 30%, poi si attesta su una media di oltre il 18%, prima di salire ancora nel corso dell’ultimo anno al 20-21% (34% del tempo di parola a dicembre 2015!)”.

È ovvio che in un regime mediatico-totalitario i cittadini non possono farsi un’idea corretta delle ragioni di entrambe le parti che si oppongono al referendum. E se il Sì vincerà, questo sarà il motivo.

Ah, e chi si indignava per Berlusconi, ora dovrebbe strapparsi le vesti.

La casta nel panico: #SeVinceilNO al referendum il sistema crolla. Buttiamoli giù

La casta trema.

L’elite transnazionale che governa l’Italia teme che la sconfitta al referendum faccia crollare il sistema. E quindi le prova tutte.

Non è bastato lo spettacolo teatrale a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi che vedeva Renzi protagonista nei panni dell’euroscettico.

Ieri sono arrivati due endorsement importanti al governo Renzi.

Uno da Silvio Berlusconi, che ha definito il premier “l’unico vero leader”. Solo qualche settimana fa, però, il leader di Forza Italia terrorizzava le famiglie italiane prefigurando uno scenario da Terzo Reich in caso di vittoria del Sì.

Visto che il quesito del referendum non è cambiato, cosa è successo nel frattempo? Ah, saperlo.

Noi però crediamo che il buon vecchio Silvio tenga il governo Renzi per le palle. E forse Renzi sta facendo altrettanto. Insomma si tengono per le palle a vicenda e uno può ricattare l’altro.

L’altro endorsement a Renzi è arrivato da Bruxelles. In un’intervista al Corriere della Sera il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz ha aperto ad un “patto flessibile” per l’Italia. Ma dobbiamo crederci?

Dopo il terzo governo non eletto imposto dal referente dell’elite europea in Italia, Giorgio Napolitano, noi dell’Europa non ci fidiamo.

Dobbiamo resistere senza scendere a compromessi e informare i cittadini di ciò che sta accadendo.

L’avamposto italiano dell’aristocrazia europea sta per cadere. E il 4 dicembre possiamo dargli il colpo finale.

Andiamo a votare NO e informiamo i cittadini condividendo questo articolo. Facciamolo per il nostro Paese.

Renzi, Berlusconi, Merkel e Napolitano messi all’angolo: li abbiamo smascherati senza pietà

Il Bisturi di Clairemont Ferrand: Renzi, Berlusconi, Merkel e Napolitano messi all’angolo: li abbiamo smascherati senza pietà

Provate a guardare qualche ‎filmato storico di leader veri, Gandhi, Martin Luther King, o di casa nostra, De Gasperi, Togliatti , Di Vittorio, o di bravi attori che impersonano questi personaggi (rivedetevi il film su Gandhi).

Poi guardate Renzi, date uno sguardo ai filmati dai meno recenti a quelli di questi giorni, e noterete subito la differenza che c’è tra i leader veri e il nostro premier.

Vi apparirà subito chiaro che sta interpretando un personaggio di cui non è neanche convinto, perché bisogna essere veramente bravi attori per impersonare in maniera convincente un personaggio.

Ma lui non lo è.

‎Prendete la parte di contrapposizione contro la Merkel, contro l’UE, contro le politiche di Junker (il servetto della Merkel) che Renzi sta recitando. Riuscite davvero a immaginarvi la Merkel impaurita o perlomeno preoccupata da ciò che dice il premier?

In effetti ‎sono già d’accordo affinché Renzi reciti questa parte, perché altrimenti il rischio di perdere il referendum diventa molto alto. E il rischio conseguente è per per la Merkel, di trovarsi in Italia un governo veramente assertivo e preoccupato solamente degli interessi italiani.

Prendete la parte che Renzi sta recitando sulla modifica costituzionale sottoposta a referendum‎. Riuscite, anche solo per un attimo, a convincervi che davvero lui vuole una costituzione aggiornata per il bene del nostro Paese?

Prendete ancora la contrapposizione con Berlusconi e di Berlusconi contro di lui.

Non penso che non vi venga amaramente da ridere ‎al pensiero che davvero stiano combattendosi. E le dichiarazioni odierne del Cavaliere ce ne danno conferma: “Nella politica di leader vero c’è solo Matteo Renzi,” ha detto l’ex-premier intervenendo su Rtl 102.5.

In effetti conviene ad entrambi apparire ai nostri occhi che sono in contrapposizione ma sono già d’accordo di apparire così, perché è funzionale alla conservazione del proprio elettorato: il programma effettivo è quello di trovare un accordo tra di loro alle spalle e sulla pelle degli italiani idioti.

Infatti i numeri dicono che solo tramite un accordo con Berlusconi, Renzi potrà continuare a governare e che Berlusconi solo tramite un accordo con Renzi potrà rientrare in gioco.

Il Quirinale potrà poi dare la benedizione con la grazia per Berlusconi.

Verdini apparentemente sta facendo la sua parte in disaccordo ‎con Berlusconi, ma nei fatti è un’anteprima per abituare l’elettorato del PD a inghiottire l’amaro boccone con la benedizione decisiva e convincente di Napolitano, l’illuminato stratega che non vede altre soluzioni.

Infine osservate anche la contrapposizione dentro il PD. Ma davvero c’è qualcuno di voi che crede che l’oggetto del contender‎e sia la riforma costituzionale? Uno, Cuperlo, l’hanno già sistemato. Certamente è più difficile accontentare D’Alema e Bersani, ma vedrete che troveranno la quadra.

Quindi amici miei sforzatevi di individuare cosa questa gente ci vuole dare ad intendere e cosa invece è la verità. Per farlo bisogna stare ai comportamenti effettivi di questi personaggi d’avanspettacolo‎. Questa attenta osservazione li smaschera senza pietà e vi rivelerà tutta la loro ipocrisia e la loro pochezza.

Ecco il video delle Iene su Matteo Renzi mai andato in onda

“Ecco a voi in esclusiva il tanto discusso servizio di Filippo Roma sul premier Matteo Renzi e i diritti negati ai disabili, che per motivi di par condicio prima del referendum non ci lasciano trasmettere questa sera in tv. Dopo 17 anni di imperdonabile ritardo da parte dello Stato, Matteo Renzi ha mantenuto la promessa fatta ai disabili italiani 2 anni fa e fino ad oggi disattesa?” Con queste parole sulla pagina Facebook delle Iene è stato pubblicato il servizio della trasmissione di Italia 1 mai andato in onda per via della par condicio.

Da Fazio Renzi ne ha sparato un’altra

Ci risiamo. Il bomba ne ha sparato un’altra.

Ospite a Che Tempo che Fa, il programma condotto da Fabio Fazio, Matteo Renzi, parlando delle ragioni del Sì, ha detto: “Se la gente vota NO non troverebbe un solo politico disposto a ridursi lo stipendio o il proprio incarico”.

Niente di più falso. E Fazio, pagato anche con i soldi del canone RAI che ci addebitano in bolletta, avrebbe dovuto correggere il premier.

Nel corso del programma, infatti, sono stati omessi due fatti che i cittadini devono conoscere.

1. I parlamentari del M5S restituiscono il proprio stipendio ai cittadini

Da anni deputati, senatori e consiglieri del M5S si tagliano gli stipendi e con i soldi risparmiati finanziano le piccole imprese: solo lo scorso sono stati restituiti 16 milioni di euro, con cui sono state avviate 1.800 aziende.

2. Il Pd ha detto no compatto alla proposta M5S di tagliare gli stipendi dei parlamentari

È successo il 24 ottobre scorso, ma per giornali e tv non fa notizia. Il M5S ha presentato una proposta per la diminuzione degli stipendi del 50 per cento e la riforma di rimborsi spese e diaria. Il parlamento ha rinviato la discussione, che tradotto significa: non si farà mai.

Su una cosa però Renzi ha ragione questa riforma “è un treno che ripassa fra vent’anni,” ha detto il premier.

È vero, abbiamo un’occasione unica per dire NO a questo governo e spedirli a casa. Di ventennio ne abbiamo già avuto un altro, e ci è bastato.

A cosa servono i migranti? Diego Fusaro lo rivela in diretta a Matrix

Che cos’è l’immigrazione di massa a cui stiamo assistendo e a cosa servono i migranti?

Si tratta di problemi che non vengono mai affrontati dalle classi dirigenti europee, sia a parole che nei fatti. A queste domande ha risposto il filosofo Diego Fusaro nel corso del programma Matrix. Di seguito le sue parole:

In primo luogo [l’immigrazione, ndr] giova al potere e ai signori della mondializzazioni capitalistica perché garantisce un abbassamento dei costi della manodopera. Se l’immigrato fa 5 euro all’ora ciò che l’italiano fa a 10, è evidente che poi costringerà anche l’italiano a fare a 5 quello che prima faceva a 10. Marx direbbe ‘l’esercito industriale di riserva nelle mani del capitalismo nella lotta di classe.

Secondo punto. L’immigrazione serve a fare in modo che il conflitto resti proiettato nell’orizzontalità del conflitto tra servi, tra disoccupati immigrati e disoccupati italiani, e non salga mai verso l’alto, cioè verso i signori del mondialismo e della finanza.

Terzo punto. La migrazione come deportazione di massa oggi in atto serve esattamente a imporre un nuovo profilo antropologico, quello del dis-occupato. I migranti, proprio come i nostri giovani sono precari, non occupano un posto fisso, sono costretti a essere delocalizzati, spostati secondo i flussi del capitale e dei suoi movimenti sradicanti. Ecco in quale senso possiamo dire che oggi l’immigrazione di massa è una deportazione di massa. E lasciatemi dire: il nemico non è il migrante, che anzi è un nostro amico con cui dobbiamo cercare di stringere rapporti di solidarietà conflittuale contro il potere. Il nemico non è chi fugge, ma chi costringe a fuggire. Il nemico non è chi è disperato, ma chi getta nella disperazione la gente. Il nemico non è chi migra, ma chi costringe i popoli, compresi gli italiani, a migrare, seguendo le logiche sradicanti della mondializzazione”.

Non possiamo che essere d’accordo con Fusaro. È importante che gli italiani ascoltino le sue parole, perciò vi chiediamo di condividere questo articolo per farlo leggere ai vostri amici, parenti e conoscenti.

Quello che i media non dicono