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Consip, Renzi difende Lotti: non è accusato di chissà che

Matteo Renzi afferma di essere stato garantista con la Raggi.

Tutta una finta: diceva “Il Pd rispetti la Raggi” perché a fare il lavoro sporco erano troll piddini sul web e in tv, i quali non facevano altro che buttare fango sulla sindaca di Roma, aiutati da una stampa vergognosa.

E allora oggi l’ex-premier crede di avere tutto il diritto di dichiarare che il suo braccio destro, il Ministro dello Sport Luca Lotti, non deve dimettersi in quanto “non è garantista a targhe alterne come M5s su Raggi”.
Ma il caso Raggi e caso Consip-lotti sono molto diversi.

La prima è indagata per due nomine. Lotti è indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreto nell’inchiesta sul più grande appalto d’Europa della centrale acquisti della Pubblica Amministrazione.

Una bella differenza. Perciò Renzi non può liquidare la vicenda Consip dicendo che il padre deve pagare due volte e che Lotti “non è accusato di chissà che”. Ha detto proprio così nel corso dell’intervista dell’altra sera a Porta a Porta:

“Non è in questa inchiesta perché è accusato di chissà cosa, tangenti o altro ma di rivelazione del segreto di ufficio, un reato che tutti i giorni viene compiuto in molte redazioni”.

Lotti, se l’accusa è vera, avrebbe bloccato le indagini sul caso Consip. Secondo Renzi però non sarebbe niente di grave.

Secondo voi questo signore merita ancora la fiducia degli italiani?

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