Trivelle entro le 12 miglia dalla costa? Si può! Il governo non mantiene la promessa

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Prima del referendum che si è tenuto nell’aprile del 2016 il governo aveva promesso: NO alle trivelle entro le 12 miglia dalla costa.

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E invece no. A Roma hanno cambiato idea e non hanno mantenuto la promessa: un decreto ministeriale pubblicato qualche giorno fa nella Gazzetta Ufficiale consente alle compagnie di costruire nuovi pozzi e nuove piattaforme anche nelle aree già date in concessione che si trovano entro le 12 miglia marine.

Ne parla Luisiana Gaita sul Fatto Quotidiano:

“Stando al testo, dunque, nuove trivellazioni saranno possibili eccome, anche nelle aree ricadenti entro le 12 miglia marine, già date in concessione. È scritto nero su bianco nel Disciplinare tipo per il rilascio e l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale. “Fatta la legge, trovato l’inganno, altro che transizione energetica ed accordo di Parigi” ha commentano il Coordinamento No Triv”.

Trivelle entro le 12 miglia dalla costa, le reazione dei No Triv

Il Coordinamento No Triv ha commentato così:

“Per titoli già rilasciati le compagnie potranno presentare e farsi autorizzare una qualsiasi ‘variante’ al programma originario di lavoro, che preveda la perforazione di nuovi pozzi sempre entro le 12 miglia marine dalle linee di costa e fino alla fine del ciclo di vita del giacimento”.Il governo straparla di obiettivi al 2030, di ‘Winter package’ e di rispetto degli accordi di Parigi, ma nella prassi continua sistematicamente a creare corsie preferenziali per le energie fossili eludendo i divieti di legge. Con questa norma il governo ha raggirato 14 milioni di italiani e 10 regioni”.

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