L’America si prepara alla guerra? Allertati 150mila riservisti

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La pace nel mondo non è mai stata così a rischio.

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È di questo parere il giornalista Marcello Foa, docente di comunicazione ed esperto di politica estera. Nel suo ultimo articolo sul Corriere del Ticino, quotidiano diretto dallo stesso, Foa riporta le indiscrezioni che arrivano dagli Usa: sarebbero stati allertati 150mila riservisti dall’esercito a stelle e strisce attraverso un preavviso di mobilitazione:

“L’annuncio ufficiale del ministero della Difesa – spiega il giornalista – dovrebbe essere dato a breve, ma alcuni riservisti che hanno già ricevuto la missiva lo stanno raccontando ad amici e parenti”.

L’obiettivo del Pentagono continua Foa, “sarebbe di poter disporre di questa forza entro un paio di settimane dall’annuncio della mobilitazione vera e propria. Il messaggio che viene lanciato in queste ore è chiaro: decisioni potrebbero essere imminenti, tenetevi pronti a partire”.

Cosa significa tutto questo? Le ipotesi sul tavolo sono tante: “Centocinquantamila riservisti: per fare cosa? Un attacco in grande stile alla Siria? Colpire prima Damasco e poi Teheran? In Corea del Nord?”, scrive Foa, che aggiunge: “Purtroppo la sciagurata svolta di Donald Trump – che si è arreso ai neoconservatori facendo propria l’agenda strategica che in campagna elettorale aveva promesso di combattere – autorizza qualunque ipotesi”. Anche l’ipotesi peggiore: una guerra contro Putin.

Le dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore da Siria e Russia sarebbero una conferma della tensione crescente: “l’attacco americano alla base siriana ha superato molte linee rosse * che da adesso in avanti ‘risponderemo con la forza a qualunque aggressione’.”

Questo significa, conclude Foa, “che Putin ha perso ogni speranza di raggiungere un accordo con Washington. E che si prepara agli scenari peggiori”.

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