Il Pd si indignava per la ‘lista di Di Maio’, ma attacca Report per l’inchiesta sull’Unità #FilosofiaPd

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Quando fa del male agli altri, la stampa è intoccabile. Quando invece i giornalisti diventano scomodi per loro stessi allora partono gli attacchi.

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Questa è la filosofia Pd: due pesi e due misure.

Il deputato piddino Emanuele Fiano qualche mese fa si strappò le vesti perché Luigi Di Maio aveva segnalato “casi di comportamenti deontologicamente scorretti” all’Ordine dei Giornalisti. Di Maio denunciava che “certa stampa” aveva usato la vicenda della polizza a vita intestata a Salvatore Romeo per “infangare e colpire in maniera brutale la sindaca Virginia Raggi e l’intero Movimento 5 Stelle”. La vicenda, ammise poi il giornalista Luca Telese, era una “trappola mediatica” per screditare l’amministrazione del Comune di Roma e il M5S.

Quando Di Maio invitò i giornalisti a chiedere scusa al M5S per la “campagna diffamatoria” nei loro confronti, Fiano chiese al presidente Enzo Iacopino di “respingere al mittente la lettera e di intervenire energicamente contro questo assalto alla stampa da grande inquisitore”.

Il Pd attacca Report per l’inchiesta sull’Unità. La replica dei sindacati: ‘Quando le inchieste danno fastidio scatta la voglia di bavaglio’

Oggi il “cane da guardia” tanto caro al Pd abbaia contro il proprio padrone.

È bastata un’inchiesta sull’Unità condotta dalla trasmissione Report, mandata in onda lunedì 10 aprile, per mandare i piddini su tutte le furie. Secondo Emanuele Bellano, che ha realizzato il servizio, Massimo Pessina, l’imprenditore che ha rilevato l’Unità, avrebbe ricevuto appalti in Kazakistan in cambio del salvataggio del quotidiano del Pd.

Pessina Costruzioni ha smentito, e l’esponente del Pd Michele Anzaldi, dopo essere stato accusato di aver cercato di bloccare l’ultima puntata di Report, ha attaccato la trasmissione dicendo che questa “ha mostrato una brutta pagina di giornalismo” e che “sarebbe bello conoscere il parere dell’ordine professionale sulla gestione di questa inchiesta”.

Ma i sindacati Fnsi e Usigrai insorgono: “I vecchi vizi non tramontano mai: si chiede di fare inchieste, poi quando danno fastidio scatta la voglia di bavaglio”.

Proprio così, in linea con la filosofia Pd.

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