Intercettazioni falsificate Consip, il padre di Renzi ha festeggiato troppo presto

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Renzi e i suoi festeggiano come se il caso delle intercettazioni falsificate nell’ambito dell’inchiesta Consip avesse assolto suo padre Tiziano.

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Ma forse non dovrebbe, sostiene Dagospia, sia perché il carabiniere arrestato, il cap, Scarfato, è un allievo fedelissimo di Capitan Ultimo, l’uomo che ha arrestato Totò Riina; sia perché Luigi Marroni, l’ad di Consip, non ha nessuna intenzione di ritrattare le deposizioni in cui chiama in causa il padre dell’ex-premier.

Di seguito il DagoReport:

“Forse Babbo Tiziano ha festeggiato troppo presto nella sezione Pd di Rignano sull’Arno. Convinto che lo sputtanamento del capitano Scarfato per le intercettazioni taroccate lo abbia messo in salvo dall’inchiesta Consip, ha stappato spumante. Un po’ troppo presto a sentire chi segue le inchieste. L’intercettazione taroccata è solo una frazione delle carte che lo riguardano – l’impianto accusatorio è rimasto in piedi.

Il cap. Scarfato è un allievo fedelissimo di Capitan Ultimo, al secolo Sergio Di Caprio. Ed avere contro l’uomo che ha arrestato Riina non è cosa saggia. Anche perché, seppure trasferito dietro una scrivania a fare il passacarte per l’Aise (il servizio segreto esterno) e blandito con un buon aumento di stipendio, Ultimo è e rimane un uomo d’azione. Diretta o per interposta persona.

E nel caso specifico, l’azione indiretta è affidata proprio a Scarfato. Che sia stata una mossa improvvida quella bottiglia stappata da Babbo Renzi ne sono convinti anche nei piani alti dei Caramba. Le hanno provate tutte ad avere informazioni da Ultimo sulle indagini che aveva in corso. Niente. Non hanno mai ricevuto nemmeno una telefonata. Così, hanno dovuto fare una legge per disinnescarlo.

Sergio risponde solo ai Pm di Napoli e non ai vertici dell’Arma. Forse sarà per questo che è rimasto colonnello mentre tutti i suoi colleghi d’accademia sono quantomeno generali di divisione.

C’è da chiedersi poi perché Ultimo sia finito al Nucleo operativo Ecologico (Noe) prima di approdare (da qualche mese) ai Servizi. Il motivo è semplice: con Woodcock condivide l’idea che quasi tutti i politici sono coinvolti con il malaffare. Della Prima, della Seconda e pure della Terza Repubblica. Per questo quella bottiglia stappata nel circolo Pd di Rignano, forse, è stata intempestiva.

Le brutte notizie per la Ducetto family, però, non finiscono qui. Luigi Marroni, attuale ad di Consip, non ha nessuna intenzione di ritrattare le deposizioni in cui chiama in causa Babbo Tiziano. Il 28, però, il Senato vota la sua decadenza dall’incarico. Se così fosse, dicono che Marroni potrebbe anche ricordare altri particolari sulla famiglia Renzi…”

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