Migranti, Travaglio sbugiarda il Pd: ‘Applausi per il ministro Minniti, ma M5S etichettato come xenofobo’

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Nel suo editoriale di oggi intitolato “Due Renzi due misure” il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio mette in evidenza il doppiopesismo del Pd e dei media compiacenti nel trattare il problema dei migranti.
La settimana scorso Alessandro Di Battista aveva denunciato che “l’immigrazione è un business per qualche forza politica” e subito tutti addosso ai 5 Stelle, dandogli dei razzisti, xenofobi e chi più ne ha più ne metta. Invece per il decreto Minniti che facilita i rimpatri dei migranti ci sono stati lunghi applausi, a parte qualche eccezione.

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Scrive Travaglio:

“Si parla molto di migranti per l’indagine della Procura di Catania e le denunce di Frontex sulle Ong (alcune, non tutte) che colluderebbero con i trafficanti per prelevarli nelle acque libiche o lì vicino e traghettarli in Italia, lucrando più fondi pubblici. L’altro giorno La Stampa, citando fonti del governo Gentiloni, risultanze della Procura catanese e della commissione parlamentare guidata dal renziano Latorre, dichiarazioni di Renzi e del dg di Save The Children, titolava: “Il governo: sbarchi record non casuali: ‘Una regia guida i migranti in mare’”. E fin qui tutto bene. Poi Luigi Di Maio ha sintetizzato il concetto parafrasando Frontex sui “taxi del mare” che aiutano gli scafisti e mettono i migranti vieppiù in pericolo. Apriti cielo: fascista, razzista, sciacallo, Pinochet. Il ministro Pd Minniti annuncia più rimpatrii per gli irregolari e accoglienza per i profughi: vivi applausi alla “svolta” del governo. Peccato che qualche giorno prima le stesse cose le avessero chieste Grillo e Di Battista: xenofobi, leghisti, lepenisti, trumpisti”.

Nel suo articolo, il giornalista mostra anche altri due esempi del doppiopesismo piddino: gli errori grammaticali di Renzi, che diventano dello staff per i giornaloni, e la bufala del bambino morto per il morso di un topo di Alessandra Moretti:

Persino gli errori di grammatica e sintassi diventano armi di lotta politica: Di Maio sbaglia un paio di congiuntivi e i giornaloni lo dipingono come un somaro da classe differenziale. Poi Renzi, nello stesso post di Facebook, scrive “qual’è” e “scenziati”, ma tutti tacciono. Stessa solfa per le balle. Se tal Sibilia (M5S) dice una stronzata sulle sirene, ancora se ne parla dopo 5 anni: è la prova che i 5Stelle càmpano di fake news. Se invece tal Moretti (Pd) inventa un’emergenza sanitaria nella Roma della Raggi e persino un bambino di 2 anni ucciso da un topo a 5Stelle, nessuno parla di fake news, al massimo di “gaffe”.

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