Tragedia di San Leo, Maxisconto al romeno che travolse e uccise una donna e sua figlia

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Il 21 gennaio 2016 si consumò la tragedia di San Leo: Danut Alexe, 40enne romeno, travolse e uccise una donna e sua figlia che stavano passeggiando sul marciapiede di ritorno a casa a San Leo.

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L’uomo, che guidava una minicar, aveva nel sangue un livello di alcol superiore quasi quattro volte il consentito.

Poco più di un anno dopo è arrivata la sentenza finale nel processo ad Alexe, che era stato condannato in primo grado a nove anni e due mesi di reclusione: in appello il romeno ha ottenuto un maxisconto, pena ridotta di 4 anni, ovvero dimezzata.

Gli abitanti di S. Leo, frazione di Arezzo, hanno però organizzato un corteo di protesta contro questa sentenza che si muoverà oggi alle 18 dall’oratorio del centro abitato fino al luogo dell’incidente:

“E’ un’occasione per gridare contro questa e tutte le ingiustizie della giustizia” hanno detto gli organizzatori, che hanno a Rai e Canale 5 di seguire l’evento.

Il quotidiano La Nazione racconta come si è arrivati alla sentenza definitiva:

“Omicidio colposo plurimo il reato, aggravato dalle violazioni al codice stradale e dalla guida in stato di ebrezza. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma della sentenza, sono arrivati i quattro anni in meno, le motivazioni entro sessanta giorni. L’esito dell’appello fa discutere, il codice penale prospetta una pena fino a 15 anni quando il reato sia aggravato dall’uso eccessivo di alcol e comporti la morte di più persone. Questo il caso. Il livello dell’alcol nel sangue di Alexe era 1,79 g/l, quasi quattro volte superiore al consentito. Alcol e velocità (60 chilometri orari in centro abitato) che hanno portato il romeno a perdere il controllo della sua minicar, a sbandare e a piombare su mamma e figlia, lasciandole sull’asfalto senza vita”.

Tragedia di San Leo, la dinamica dell’incidente

La Nazione ci spiega come è avvenuto l’incidente che è costato la vita alla donna e alla sua bambina:

“Nessuno può dimenticare quel giorno, erano le 18 circa quando Marzanna Barbara Stepien, di 51 anni, insieme alla figlia Letizia Fiacchini di 10, stavano rientrando a casa dopo aver partecipato ad una festa di compleanno. Su di loro piombò la minicar del romeno, che si scoprirà avere nel sangue un livello di alcol superiore quasi quattro volte il consentito. Anche la macchinetta era stata truccata per viaggiare ad una velocità superiore rispetto ai 45 km/h consentiti. Lui viaggiava a 60 nel centro abitato dove, oltretutto, c’è il limite a 50”.

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