Inchiesta Mose, arrestato colonnello della Guardia di Finanza per corruzione

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Massimo Nicchiniello, colonnello della Guardia di Finanza in servizio a Siracusa, è stato arrestato con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta Mose.

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Oltre a Nicchiniello, accusato di reati commessi quando era in servizio a Udine, sono coinvolte altre 15 persone tra imprenditori, funzionari dell’Agenzia delle Entrate, ufficiali della finanza e dirigenti d’azienda.

La cronaca dei fatti dall’ANSA:

“È stato notificato a Siracusa, dove comanda dall’agosto 2016 il Nucleo di polizia tributaria, il provvedimento di custodia cautelare in carcere al tenente colonnello Massimo Nicchiniello, una delle 16 persone indagate nell’ambito della inchiesta Mose della Procura di Venezia legata alla concessione di denaro, doni in cambio di sconti nelle sanzioni per evasioni fiscali. L’ufficiale è accusato di reati commessi quando era in servizio a Udine. A Siracusa è stata assicurata la continuità operativa del nucleo.

“E’ triste che alti funzionari abbiano falsato il rapporto tra Stato e cittadini in cambio di denaro, favori, regali e assunzioni: è un momento doloroso”, ha commentato il procuratore di Venezia Bruno Cherchi l’inchiesta su corruzione che coinvolge due tenenti colonnello della Guardia di finanza, tre dirigenti dell’Agenzia delle Entrate ed un giudice tributario della Commissione regionale.
“Il quadro che emerge dalla lettura degli atti della procura e suffragati dall’ordinanza del Gip – aggiunge – mostra un rapporto amicale collaudato tra i vari soggetti finalizzato alla corruzione, all’accesso abusivo di materiale informatico e di violazione di segreto d’ufficio emersi in oltre due anni d’indagini, che ricostruisco almeno cinque episodi gravi, che sono solo la punta di un iceberg”. “Una corruzione – sottolinea il procuratore Cherchi – seriale e sistematica in cui i funzionari si facevano pagare per lenire sanzioni pesanti”.”

Luca Signorelli sul Corriere della Sera spiega che “l’inchiesta, condotta dal pm Stefano Ancilotto, è nata da alcune intercettazioni che erano state eseguite nell’ambito dell’inchiesta Mose. Nelle sedici misure cautelari emergono nomi importanti: tra questi Elio Borrelli, ai vertici dell’Agenzia delle entrate prima a Venezia ora in Abruzzo, Christian David e Massimo Esposito, rispettivamente responsabile delle verifiche il primo ed ex direttore dell’Agenzia di Venezia il secondo. Nell’elenco anche due ufficiali della Gdf, Vincenzo Corrado e Massimo Nicchinello, un giudice tributario della Commissione regionale, Cesare Rindone, due commercialisti di Treviso e Chioggia, Tiziana Mesirca e Augusto Sertore, e una serie di imprenditori appartenenti al gruppo Bison di Jesolo, specializzato in costruzioni, a Cattolica assicurazioni, alla società Baggio di Marghera, attiva nella logistica, oltre a un produttore di prosciutti friulano, Pietro Schneider.”

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