Diego Fusaro: ‘Ius soli, l’arma per uccidere il concetto di cittadinanza’

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“Dovrebbe essere ormai universalmente noto, non foss’altro che per il fatto che vi siamo a tal punto avvezzi, da non poter fingere di non vedere questo processo, quello che con la figura, mutuata liberamente da Hegel, chiamo l’eguaglianza dell’irrilevanza.

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A cosa alludeva Hegel?

È quell’eguaglianza livellante verso il basso, in forza della quale si è tutti eguali nel senso di tutti egualmente irrilevanti: è la tendenza oggi dominante nel quadro del regno capitalistico, animale dello spirito, il quale mira esattamente a produrre l’eguaglianza dell’irrilevanza, intese hegelianamente come l’eguale irrilevanza di tutti i cittadini, o meglio di tutti i sudditi della cosmopoli Sans Frontières di cui siamo oggi abitatori.

Il capitale nella sua essenza, essendo ancora hegelianamente un sistema dei bisogni classista ed eticizzato nell’open space, mondializzato, senza confini morali etici o politici, mira esattamente ad annientare tutte quelle residue comunità etiche solidali, che ancora possano frenarne l’avanzata mercificante.

Ecco perché il capitale oggi si scaglia, con la sua furia del dileguare, diremo ancora con Hegel e con il suo cattivo infinto della crescita illimitata. E contro la famiglia, la comunità originaria immediata basata sul sentimento. E contro gli stati sovrani nazionali, intesi come compimento della vita etica comunitaria e come primato del politico sull’economico.

In particolare, oggi il capitale sta prendendo di mira puntualmente la figura del cittadino, che è l’abitatore dello stato sovrano nazionale nell’epoca moderna. Il cittadino, membro di quella che Hegel chiama la famiglia universale dello Stato, è colui che ha dei diritti e dei doveri che gli competono in quanto cittadino, quale che sia la sua posizione sociale.

Il capitale, nella misura in cui mira a eticizzare il sistema dei bisogni, ovvero a produrre su scala globale la figura del consumo e del libero scambio nel sistema dei bisogni mondializzato, deve annientare per sua essenza e la famiglia, come comunità etica resistente alla valorizzazione del valore, e lo stato sovrano nazionale, come luogo della cittadinanza.

Oggi il grande obiettivo del capitale è, tra gli altri, l’annientamento nichilistico della cittadinanza: il capitale non vuole cittadini integrati negli stati sovrani nazionali, con diritti doveri e con una precisa collocazione, quali membri di una famiglia universale che li considera in un quadro etico solidale. Vuole invece vedere ovunque la figura sradicata del consumatore, che ha tanti diritti e tanta libertà quanti in concreto in grado di acquistarne.

La differenza tra il cittadino e il consumatore è molto semplice, anche se continuamente offuscata dalla propaganda del sistema mass-mediatico per teledipendenti globali: il cittadino ha diritti e doveri che gli competono in quanto tale, giacché egli è membro della famiglia universale dello stato; il consumatore, invece, astrattamente può tutto, e praticamente può quanto è il suo potere d’acquisto.

Sicché il consumatore ha tanti diritti quanti può comprarne, sicché quelli che negli stati sovrani nazionali, per i cittadini, erano diritti che spettavano imprescrittibilmente a ogni cittadino, nel nuovo spazio globale del sistema dei bisogni mondializzato senza cittadinanza, diventano merci acquistabili. Non più diritti, ma merci, quindi disponibili astrattamente in universale e concretamente a seconda della disponibilità di denaro per ciascuno.

Ecco perché la cosiddetta legge sullo Ius soli, di cui tanto si parla, merita di essere inquadrata, al di là di ogni propaganda e di ogni vuota superficialità giornalistica, mediante le categorie hegeliane. Lo Ius soli, apparentemente vuole produrre l’eguaglianza di tutti, integrando coloro i quali, stranieri, non sono ancora divenuti cittadini in senso pieno; questa è la ratio di questa proposta di legge.

In realtà, dietro lo Ius soli si nasconde il volto mefistofelico dell’uguaglianza dell’irrilevanza, tipica del capitalismo avanzato; giacché la ratio reale del Ius soli non è quella di estendere la cittadinanza a chi ancora non l’ha, ma al contrario è quella di negare la cittadinanza a chi ancora ce l’ha.

L’obiettivo non è quello di potenziare il concetto e la figura della cittadinanza, ma in maniera diametralmente opposta l’obiettivo è quello di annichilire e dissolvere la cittadinanza come figura legata a quegli stati sovrani nazionali, che il capitale nella sua marcia desovranizzante mondializzante, sta smantellando in nome del libero mercato competitivista globale.

Ecco perché oggi lo Ius soli, lungi dall’essere qualcosa di emancipativo e progressista, è, in realtà, il compimento del dissolvimento in actu della cittadinanza.

Ecco perché il capitale può sempre usare due strategie per negare i diritti: può negarli punto e basta, dichiarandoli decaduti, o può procedere mediante un’estensione illimitata che fa sì che perdano il loro senso.

Ecco perché oggi il capitale per distruggere la famiglia, come fondamento della vita etica comunitaria, dice di fatto che tutto è famiglia, e quindi nulla più in concreto lo è.

Ecco perché oggi per distruggere la cittadinanza non la nega da un giorno all’altro, ma semplicemente dice che tutto diventa cittadinanza.

Ecco perché oggi il dissolvimento in atto della famiglia, e il dissolvimento in atto della cittadinanza, come figura cardinale dello stato sovrano nazionale, – si legga la legge dello Ius soli – procedono di conserva e sono figure che egualmente esprimono l’estendersi senza frontiere del mercato, come sistema dei bisogni deeticitizzato, che mira a neutralizzare e la famiglia e gli stati sovrani nazionali, di modo che resti solo lo spazio neutro e neutralizzato degli scambi individualistici fra competitors, privi di ogni etica solidale comunitaria.”

Trascrizione del videocommento di Diego Fusaro sullo ius soli

Guarda il video: Ius soli, l’arma per uccidere il concetto di cittadinanza

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1 commento

  1. Spiacente Fusaro stavolta non condivido. Condivido quanto dici sul capitalismo, tutto vero. Sulla terra siamo troppi che vogliamo fare; le migrazioni ci sono sempre state in periodi difficili. Una volta erano le grandi epidemie oggi attraverso la comunicazione è la ricerca del benessere. Chi nasce in Italia va a scuola in Italia farà il soldato in Italia; come professore ho avuto alunni con genitori indiani cioè asiatici i loro figli in classe erano Italiani anzi romani. Lo jus soli ben fatto è un atto di giustizia altro che irrilevanza.

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