Luca Telese: ‘La mannaia giudiziaria vale solo per Grillo ma danneggia tutti. Hanno deciso di bloccare il M5S ad un passo dal voto’

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Un altro trucco per non far vincere il M5S.

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In Sicilia i 5 Stelle sembrano essere i favoriti ed ecco che la casta si inventa uno stratagemma antidemocratico per fargli perdere le elezioni.

Nessun organo di informazione ha raccontato cosa c’è dietro questa (vergognosa) vicenda, a parte Luca Telese, il quale più volte quest’anno ha preso le difese del M5S.

Riportiamo di seguito parte dell’articolo del giornalista:

“Fatto nel modo in cui è stato fatto, il provvedimento che sospende per via giudiziaria la campagna di Giancarlo Cancelleri – candidato dei grillini in Sicilia – ha qualcosa di demenziale. Bloccare un candidato a pochi metri dal traguardo è come interrompere una gara di atletica dopo che la pistola ha sparato. Questo gesto non compromette solo la sua corsa, ma anche il regolare svolgimento del voto, la sua dinamica, le mosse dei suoi concorrenti. Corrompe il clima della sfida innescando dinamiche recriminatorie o polemiche non necessarie.

Diceva un celebre slogan del vecchio PCI: “Non si interrompe un film/ non si spezza un’emozione”. Questo non significa chiudere gli occhi sulle primarie, sulle regionarie o sulle referendarie. Se ci sono dei problemi e delle irregolarità non devono essere ignorate: solo non è possibile che questo si verifichi solo per il Movimento 5 stelle, e non può accadere quando “il Big bang – come avrebbe detto Enzo Tortora – ha detto stop”.

Questo brutale arresto di una competizione che influenza la vita di tutto il paese (non è un mistero che la modifica della legge elettorale dipende anche dalle amministrative siciliane) ha come unico precedente la vicenda della candidata grillina a Genova. Tuttavia i partiti di pasticci in questi anni – anche e soprattutto con le regole democratiche – ne hanno fatti, e molti. Non tutti ricordano che Renata Polverini riuscì a vincere, nel Lazio, malgrado la lista principale della sua coalizione, quella del centrodestra, non fosse stata ammessa alla competizione.

È una vicenda simile – altrettanto clamorosa e altrettanto sospetta di “fuoco amico” si verificò con il candidato di Sinistra Italiana Stefano Fassina, che si ritrovò con firme non regolari ed escluso dalla competizione per il comune di Roma (fu poi riammesso, senza però la totalità della sua coalizione). E ancora peggio accadde quando con liste varie in giro per l’Italia.”

Continua a leggere l’articolo…

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