Candidato premier M5S: Saviano si scaglia contro Di Maio, ma la rete lo massacra

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La figuraccia sulle ONG non deve essere andata giù a Roberto Saviano, buffone della corte di De Benedetti.

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E allora ecco che lo scrittore, anziché raccontarci le porcate di una classe politica corrotta fino al midollo, attacca Luigi Di Maio per la sua candidatura a premier con un post provocatorio in cui ha annunciato di candidarsi anch’egli a premier alle primarie del MoVimento:

“Ebbene, approfitto di questa sede per ufficializzare la mia candidatura a premier per il M5S.
Lo faccio anche per trarre il MoVimento dall’impaccio di una situazione patetica per non dire bulgara.
Per spezzare una lancia in mio favore, ammetto di non essere iscritto al MoVimento, ma condivido con Luigi Di Maio lo status di indagato per diffamazione (incidenti del mestiere). Votatemi,” ha scritto Saviano sulla propria pagina Facebook.

Peccato, però, che gli utenti, invece che approvare la “candidatura” dell’autore di “Gomorra”, lo abbiano mandato a quel paese.

Ecco alcuni commenti al post di Saviano:

“Con tutta la gente potente in Italia ti scagli sempre in modo personale contro Di Maio; non è solo perché ti ha sbugiardato sulle ONG, qui la cosa è più viscerale. Probabilmente una stupida competizione tra campani, non so… Non riesco a comprendere. Da un intellettuale rinomato mi aspetterei meno celopiulunghismo.”

“Saviano, ti ho sempre rispettato, ma questa caduta di stile non me l’aspettavo proprio. Non da uno come te. O da come io credevo tu fossi.”

“Insomma… ‘a Savià: ti abbiamo apprezzato e ti apprezziamo tanto per la coraggiosa lotta alle mafie.
Ma se continui a difendere sti 4 zozzoni del PD e a denigrare sparando #cazzate gli unici che cercano davvero di fare qualcosa di buono per l’Italia e gli italiani, non ci fai una bella figura…
Informati meglio sul M5S, caro Roberto. Al netto delle strumentalizzazioni che ogni santo giorno ci propinano i Giornalini.”

“Come in altre occasioni parla senza essersi informato a dovere: occorre aver espletato almeno un mandato come portavoce del m5s. peccato, sarebbe stata buona cosa. Dico peccato, perché non se ne sentiva il bisogno di questa ridicola provocazione”

“Ma a te vedo che te piace prendere per il culo un po tutti, ma sei occupato già per i caxxi tuoi sei un recluso con scorta, non hai abbastanza tempo da dedicarci, quindi non saresti all’altezza del M5S, continua con i tuoi monologhi, lascia perdere la politica dell’onestà.”

“Roberto quando ti sei svegliato stamattina è hai avuto questa grande idea ? potevi almeno leggere le regole X la candidatura che tu non hai … che si fa X un titolo di giornale o X sparlare del movimento 5 stelle .. sempre più deludente ma la figuraccia che ti ha fatto fare Di Maio su gli ong non la hai proprio digerita ! ”

E anche ai fan più sfegatati, l’uscita di Saviano non è piaciuta:

“Roberto Saviano, premettendo che ti leggo spesso e quasi sempre ammiro le tue analisi, in questo caso ritengo il tuo post poco felice. Forse è solo una mia impressione, ma questa uscita sembra più spinta dalla voglia di sbeffeggiare qualcuno, Di Maio nella fattispecie, con cui hai avuto una serie di scontri, che dalla esigenza di richiamare l’attenzione su quelle che sono, come giustamente dici delle primarie fasulle. Da una persona avveduta ed intelligente come te non mi aspetto certe cadute di stile. Questo ovviamente non incrina la stima che ho nei tuoi confronti e non toglie nessuno dei tuoi tanti meriti. Però spero tu non ti faccia trasportare dai livori personali nei tuoi prossimi post.”

Sotto: il post di Saviano

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6 Commenti

  1. attento, non li votare, questi ti levano la scorta, ma a che serve poi la scorta, glielo vuoi dire che ti hanno dato troppa importanza. i camorristi neanche ti pensano, forse gli fai pubblicità.

  2. Saviano invece di attaccare i poteri forti e i corrotti e collusi dei partiti cosa fai? decidi di attaccare l’unico che in Italia cerca di portare la giustizia e la legalità. Sai cosa sei? UN VERME SCHIFOSO E VISCIDO !

  3. PREMESSO CHE SAVIANO NON MI E’ MAI STATO SIMPATICO ANCHE PERCHE’ I GUADAGNI DEL LIBRO LI PRENDE LUI, MENTRE LA SCORTA LA PAGHIAMO NOI CITTADINI. copiato da IL TEMPO.IT La vera storia della scorta a Saviano Le minacce dei boss? Il casalese Iovine assolto, condannato solo un legale L’ex capo della Mobile: “Per quanto ci riguarda lo scrittore non corre rischi” 28 Maggio 2016
    Ma quando il senatore verdiniano Vincenzo D’Anna afferma, come ha fatto due giorni fa scatenando infinite polemiche, che Roberto Saviano dovrebbe «rinunciare alla scorta e lasciarla a quanti fanno veramente lotta alla mafia» ha torto o ha ragione? E quando aggiunge che «processualmente è stato accertato che tutti i boss che millantava essere i mandanti» delle minacce «sono stati assolti» e che «il motivo per cui la protezione è stata assegnata è stato dimostrato essere inesistente», sbaglia oppure no? Per molti la risposta scontata è la prima, ma i fatti dimostrano che quella giusta, condivisa da decine di addetti ai lavori e giornalisti che si occupano di criminalità, è la seconda. E i fatti prendono le mosse dal 2006. «Gomorra» è appena uscito nelle librerie e Saviano (che ha reagito con rabbia alle parole di D’Anna, mettendo sotto accusa il Pd per l’alleanza con Denis Verdini) riceve lettere minatorie e telefonate mute. Ciò viene ritenuto sufficiente per assegnargli, il 16 ottobre di quell’anno, una scorta di 7 uomini. Per due anni non accade nulla, ma nel marzo del 2008 Michele Santonastaso e Carmine D’Aniello, due avvocati che difendono i boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, detto «Cicciotto ’e mezzanotte», e Antonio Iovine, depositano un’istanza per chiedere il trasferimento del processo a carico dei loro assistiti. Quella richiesta, però, contiene minacce contro Saviano e la giornalista del Mattino , attuale senatrice del Pd, Rosaria Capacchione (destinataria, anche lei, delle frasi di D’Anna e delle scuse di Verdini), alla quale viene assegnata una scorta con due agenti. In quegli stessi giorni, però, Bidognetti viene intercettato in carcere mentre afferma: «Ma chi li ha minacciati a questi giornalisti?». Di fatto, nel giugno del 2009, la Dda di Napoli indaga i due boss e i loro legali. Ma è proprio in quel momento che l’allora capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, uno che la camorra casalese l’ha decapitata arrestando personalmente i capi Iovine e Zagaria, rivela: «A noi della Mobile fu data la delega per riscontrare quel che Saviano aveva raccontato a proposito delle minacce ricevute. Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sull’assegnazione (…). Ho arrestato centinaia di delinquenti, io giro per la città con mia moglie e con i miei figli senza scorta». Parole che provocano reazioni durissime anche da parte del compianto Giuseppe D’Avanzo, che su Repubblica accusa Pisani di «screditare», «delegittimare» e «isolare» Saviano. Intanto l’inchiesta sulle minacce all’autore di Gomorra va avanti, finché nel settembre del 2012 Iovine, Bidognetti e i due legali vengono rinviati a giudizio per minacce aggravate dal metodo mafioso. Ma un anno dopo i due boss spiegano in aula di non aver preso parte alla stesura di quella istanza e, dunque, di non saperne nulla delle intimidazioni. Nel maggio 2014, il pm della Dda di Napoli, Antonello Ardituro, trae le sue conclusioni e chiede un anno e sei mesi di reclusione per Bidognetti e i due legali e l’assoluzione per Iovine (che al momento della presentazione dell’istanza era latitante). La sentenza arriva nel novembre del 2014: condannato solo l’avvocato Santonastaso, assolto il collega e soprattutto, «assolto per non aver commesso il fatto», Cicciotto ’e mezzanotte e Iovine. La reazione di Saviano non si fa attendere: «È una vergogna che si possa solo pensare che esiste un avvocato di camorra che agisce senza chiedere indicazioni ai propri clienti (…). È come dire che la camorra non esiste (…). Non riesco a darmi pace. Così hanno vinto i Casalesi. È un dolore immaginare la soddisfazione dei due boss». Quanto alla scorta, lo scrittore aggiunge: «Dare la scorta a chi scrive significa permettere di scrivere e garantire un diritto costituzionale». In quelle stesse ore, però, la Capacchione approva le conclusioni del giudice e commenta: «Penso che la vicenda sia andata davvero così». D’Anna parla spesso a sproposito, ma siamo sicuri che ha completamente torto?. pertanto noi paghiamo anche la scorta dove non serve.

  4. …c’è tanto letame in questo paese, eppure Saviano si scaglia contro Di Maio, che non ha mai fatto parte di nessun governo e quindi non è di certo responsabile dei mali che ci affliggono . Mi sarei aspettato un suo attacco sulla classe dirigente del PD e dei suoi alleati, che stanno affamando l’Italia, ma nulla di tutto ciò . In Italia si sa, ognuno ha il suo prezzo.

  5. Perchè state attaccando Saviano, sol xkè contesta Di Maio, beh non siamo in un paese democratico e c’è libertà di parola? a già, dimenticavo, il Di Maio e il Di Battista sono fascisti e i seguaci non ammettono punti di vista diversi.

  6. E’ ASSURDO CONTINUARE A DARE LA SCORTA A SAVIANO, QUANTA GENTE C’E’ CHE VIENE MINACCIATA E NON HANNO LA SCORTA.DOPO TANTI ANNI E ORA DI TOGLIERLA ,ANCHE PERCHE’ DALLE INDAGINI NON E’ EMERSO CHE FOSSE IN PERICOLO .POI CON TUTTI I SOLDI CHE SI GUADAGNACON I SUOI LIBRI CHE SI PAGHI DUE GUARDASPALLE.HO NOTATO CHE NON SCRIVE MAI NIENTE CONTRO I POTERI FORTI ,O SU CERTI POLITICI CORROTTI ,SI SCAGLIA SOLO CONTRO IL MOVIMENTO UNICA FORZA SANA DEL NOSTRO PAESE ,E QUESTO MI DA DA PENSARE……………………….

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