A Roma il PD ha bruciato 30 milioni di euro per un campo da rugby

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“Via Pontina, la strada che collega la capitale al litorale romano doveva essere la città del rugby,” spiega il servizio che potete vedere nel video.

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“Le strutture previste erano un campo da rugby e un campo da calcio. Poi davanti abbiamo altre aree fitness e anche appartamenti uso foresteria per gli atleti del rugby. Un investimento colossale, fatto al 95% dal Comune di Roma,” spiega l’intervistato alla giornalista, che aggiunge:

“La banca ha dato 30 milioni di euro a questo imprenditore, ha cominciato i lavori e poi è stato tutto abbandonato.”

Il progetto nasce del 2004 con una delibera della giunta Veltroni- continua la reporter – ed è “abbandonato in queste condizioni dal 2013.”

“Il concessionario è decaduto e il Comune di Roma adesso si ritrova un debito per questi finanziamenti che sono stati concessi da 30 milioni di euro al quale dovrà far fronte. Ed inoltre è un’opera pubblica completamente devastata e abbandonata.”

Di aree come queste, spiega il servizio, “ce ne sono settanta, e si chiamano punti verde qualità. Il meccanismo funzionava così: il Comune dava un terreno gratis a un costruttore e garantiva con la banca il mutuo necessario al costruttore per effettuare i lavori. Poi l’imprenditore non pagava il mutuo e il Comune si ritrovava con un debito milionario.

Tutto questo per un totale di 600 milioni. Dei 600 milioni di euro su cui il Comune di Roma ha dato le fideiussioni alle banche a garanzia degli imprenditori, 130 milioni sono andati completamente persi, perché le imprese non stanno pagando i mutui e le aree sono in completo abbandono. E dei settanta punti verde qualità concessi pari a 184 ettari, solo 17 sono attualmente funzionanti”.

Guarda il video:

Nel gennaio scorso la giunta 5 Stelle ha revocato tutte le concessioni, come spiega Il Corriere della Sera:

“Il Comune di Roma revoca le concessioni ai Punti Verdi Qualità. Uno «sfratto» arrivato a sorpresa per la decina di parchi nati alla fine degli anni ‘90, gli unici oggi operativi sui 75 – teorici – che l’allora giunta Rutelli voleva aprire nella Capitale. L’idea era semplice: i privati prendevano in carico un’area verde (444 ettari totali), in cambio della gestione di spazi di ristorazione e/o sportiva. Solo che tra truffe, inchieste, opere mai nate, immobilismo delle istituzioni, i Punti Verdi Qualità si sono trasformati in un buco nero nei bilanci comunali che oggi è pari a quasi mezzo miliardo di euro. E arriviamo al 5 gennaio scorso, quando dagli uffici preposti alla gestione dei Pvq, guidati da Giovanni Serra, sono partite le revoche ufficiali causa morosità di alcune delle realtà romane: 14 quelle aperte, alcune insolventi, tre in realizzazione.”

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1 commento

  1. il comune può benissimo denunciare tutta la giunta veltroni più l’imprenditore per appropriazione indebita tanto semplice

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