Ilaria D’Amico a Di Martedì: ‘Meglio un politico corrotto che uno Stato rotto’

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L’onestà prima di tutto, poi uno può anche essere bravo.

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Così, tra gli applausi del pubblico, il PM di Mani Pulite Piercamillo Davigo ha descritto il suo politico ideale ieri durante la puntata di Di Martedì.

Nessuno oserebbe obiettare una tale affermazione. Tranne Ilaria D’Amico, la giornalista sportiva che ora si è messa a dare lezioni di politica (del tutto sbagliate, secondo noi).

La super giornalista di Sky è intervenuta nel dibattito dicendo:

“Mi dispiace essere realista: sopportare qualche corrotto è meglio che avere lo Stato rotto. Io non sono più purista come un tempo”.

Una affermazione che ha lasciato perplessi un po’ tutti e con cui hanno dovuto dissentire anche il giornalista di Repubblica Massimo Giannini, presente in studio, e il filosofo Massimo Cacciari, collegato con lo studio.

Cacciari ha osservato in merito: “Non è che sia meglio o peggio. Dal punto di vista politico, il problema essenziale è la corruzione dello Stato, che, come una macchina rotta, è incapace di muoversi velocemente. La magistratura non può nulla, ma può solo perseguire reati. E se i politici commettono reati, la magistratura li persegue. Qualche volta sbaglia, qualche volta ha ragione, ma il problema” – ha proseguito il filosofo – “non è la magistratura. E’ evidente che è del tutto impotente coi suoi mezzi a impedire alcunché di ciò che avviene in questo Paese, tanto è vero che dopo 25 anni c’è ancora Berlusconi come leader indiscusso e come potenziale padre nobile del futuro primo ministro”.

Il giudice Davigo ha poi ripreso la parola e ha commentato:

“Condivido quello che dice il professor Cacciari, il nostro mestiere non decidere chi deve fare il premier o essere un leader politico, ma accertare se uno ha fatto o non ha fatto quello di cui è accusato”.

Guarda il video dell’intervento di Ilaria D’Amico durante la puntata di Di Martedì

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2 Commenti

  1. non condivido quanto affermato dalla d’amico. Infatti la condizione per ricominciare la risalita è che ci sia un partito o una alleanza di partiti che proponga come programma eliminare la stragrande maggioranza delle oltre 160.000 leggi che dicono tutto e il contrario di tutto per affermarne alcune migliaia che prevedono in modo semplice e non maniche come la società deve affrontare la vita pubblica e facendo poi rispettare, senza orpelli vari, quel che si è stabilito. Questo è un problema politico e non dei magistrati che devono solo fare applicare la legge. Se una legge prevede che il delinquente può uscire dal carcere dopo qualche giorno perché il magistrato non la deve far rispettare? il pesce puzza sempre dalla testa!!!

  2. Informo la D’Amico che i padri nobili sinistri D’Alema e Bersani e’ UNA VITA che sono i padri nobili della sinistra si informi e si yolga le bistecche rosse dagli occhi…

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