Di Martedì: 5 giornalisti per fare il terzo grado a Di Maio, ma lui sorprende il pubblico così

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Ieri sera a Di Martedì è successa una cosa meravigliosa: i giornalisti hanno fatto le pulci al politico di turno.

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Luigi Di Maio si è trovato di fronte una schiera di cinque giornalisti (di cui solo una, Luisella Costamagna, davvero imparziale) ma ha schivato tutti i colpi e risposto con eleganza alle domande poste da questi.

Il candidato premier del M5S ha escluso alleanze post elezioni ed espresso la posizione del movimento sulla legge elettorale:

“Non è vero serviva fare una legge elettorale perché una c’è già e assicura più governabilità di quella che stanno scrivendo, quindi ci sarebbe meno caos di quello che produrrà quella che stanno approvando ora con la fiducia”.

Il conduttore Giovanni Floris ha poi chiesto al deputato perché stanno approvando questa legge. Immediata la risposta:

“Basta vedere chi la sta presentando questa legge: sono tutti d’accordo tranne noi. C’è una legge elettorale in cui dai un voto ad un calderone di liste e tutte quante insieme proveranno ad entrare in parlamento, partiti che non hanno il coraggio di presentarsi senza imbrogliare alle elezioni. Hanno bisogno di vincere imbrogliando.

Ad ogni modo, secondo Di Maio, il M5S sarà il primo partito:

“Nonostante questa legge elettorale, saremo la prima forza politica del Paese e potremo andare dal capo dello Stato a chiedere l’incarico per formare un Governo. Non credo che Pd e Forza Italia dopo aver fatto questa legge potranno avere più del 50% dei voti”.

Il deputato ha poi commentato il suo nuovo ruolo:

“Diventare Capo politico del Movimento significa che sceglierò i ministri e rappresenterò simbolo e programma. Grillo resterà il garante del Movimento. Io non sono diventato capo politico per abolire la nostra regola dei due mandati”.

E detto cosa accadrà in caso di condanna di Virginia Raggi:

“Non abbiamo mai detto che se la Raggi viene condannata non si deve dimettere. Se Virginia Raggi sarà condannata, noi non siamo garantisti, interviene il nostro codice etico. Se tutte le forze politiche avessero un codice etico, oggi non ci sarebbe neanche un sindaco in Italia”.

Guarda il video dell’intervento di Di Maio a Di Martedì

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2 Commenti

  1. …NON CE L’HO TANTO ON FABIO FAZIO L’INSIPIDO, CE LI DANNO I SOLDI E SE LI PRENDE MA ME LA PRENDO CON CHI GLIELI CONCEDE.

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