Legge elettorale, Travaglio: ‘Fotte i partiti che non stanno nell’accordo’

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Ospite a Otto e Mezzo mercoledì scorso, Marco Travaglio ha criticato il governo per la nuova legge elettorale approvata al Senato.

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Il direttore del Fatto Quotidiano ha detto in merito:

“Come può un leader che si dice democratico dire che la legge elettorale non interessa ai cittadini.

Ci ha presi per sfinimento facendone una incostituzionale e altre tre che sono abortite per ragioni simili a quelle che venivano descritte prima e alla fine se ne fa una alla vigilia dalle elezioni.

Ma non esiste un Paese del mondo che cambi le regole del voto a tre-quattro mesi dal voto per fottere i partiti che non stanno nell’accordo e premiare i partiti che stanno nell’accordo.

Non lo può fare. C’è una raccomandazione del Consiglio d’Europa che ha già valore di legge perché è stata adottata dalla Corte di Strasburgo, che ha bocciato la legge elettorale della Bulgaria proprio perché veniva fatta a ridosso delle elezioni per fottere alcuni partiti e premiarne alcuni altri.

È una cosa enorme quella che sta avvenendo, gravissima. Se non c’è molta gente in piazza è perché purtroppo i mezzi di comunicazione non stanno sottolineando a sufficienza la gravità di quello che sta avvenendo.

Se ne accorgono alcuni signori che fanno i giuristi nell’indifferenza generale perché ovviamente si parla d’altro. I partiti grandi sono tutti d’accordo e quindi tengono basso questo tema.

Ma è un fatto enorme quello che sta avvenendo. Ed è un fatto enorme che ci sia un ennesimo tradimento delle promesse che erano state fatte. È vero che non esistono leggi elettorali perfette e che in ogni legge elettorale i partiti cercano di mettere lo zampino per contare un po’ di più degli elettori. Ma è anche vero che si deve tendere se non alla perfezione almeno alla minore imperfezione.

Nel Mattarellum non è vero che era come adesso, nel Mattarellum avevamo il voto disgiunto, potevamo votare un candidato nel nostro collegio e un partito diverso da quelli che lo sostenevano se non ci piaceva.

Allo stesso modo, nella prima Repubblica c’era la preferenza. Non è vero che abbiamo bocciato la preferenza, abbiamo bocciato nel referendum le preferenze multiple e abbiamo votato per la preferenza unica.

Perché almeno il diritto di indicare un candidato nella lista lo dovremmo avere noi, non i capi dei partiti che fanno la lista.

Questa nei livelli di imperfezione è la peggiore delle peggiori.”

Guarda il video – Legge elettorale, Travaglio: ‘Fotte i partiti che non stanno nell’accordo’

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