Polizia al collasso: non ci sono fondi per antiterrorismo e scorte per via di un buco da 200 mln

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Continuano le proteste dei sindacati della polizia italiana, dopo aver ricevuto la conferma ufficiale della mancanza di fondi per finanziare le ore di straordinari svolti negli ultimi due anni.

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Queste le parole del prefetto delegato ai rapporti sindacali, in una lettera rivolta, appunto, ai sindacati: «Riguardo al pagamento delle ore di lavoro “in supero” effettuate in particolare dai Reparti Mobili, Prevenzione Crimine, Uffici Scorte e Squadre Mobili, la direzione per le Risorse Umane ha rappresentato che al momento non risulta possibile autorizzare integrazioni al monte ore mensile». Un modo cordiale per dire che soldi non se ne vedono.

Si parla di un buco da 200 milioni, i fondi necessari al Viminale per garantire i servizi strategici della polizia, dal controllo del territorio e le scorte, all’Antiterrorismo.

L’accordo prevede un tetto di 55 ore mensili, ma non viene mai rispettato: le 6 ore previste al giorno sono solite aumentare per via delle numerose attività che gli agenti sono obbligati a svolgere.

I garanti della sicurezza del paese si trovano costretti a fare gli straordinari gratis. Oltre al danno anche la beffa!

Sono i dati forniti da Daniele Tissone, segretario del Silp Cgil, a dimostrare che la situazione sia critica per l’amministrazione della polizia italiana: “Nelle questure, nei reparti e negli uffici della polizia di Stato in tutta Italia operano 99.630 unità di personale.

L’organico previsto nel 1989 era di 117.200 unità di personale. Da allora, nonostante la crescita dei reati, i poliziotti sono diminuiti fino ad arrivare a meno 14,5% di oggi. Le esigenze di sicurezza sono aumentate e noi siamo sempre meno e sempre più anziani.

Gli ultimi concorsi sono una boccata di ossigeno, ma il sistema è al collasso da anni. E le lavoratrici e i lavoratori in divisa sono umiliati da quasi un decennio di mancati aumenti contrattuali. Servono risorse per incrementare gli stipendi in maniera dignitosa e per garantire il pagamento delle cosiddette indennità accessorie”.

Non manca, infine, la risposta alle denunce dei sindacati del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, il quale, non può far altro che ammettere che il blocco del turnover sia stato devastante, per via dell’inadeguatezza degli organici ai tempi attuali.

Allo stesso tempo, però, si difende dalle accuse sulle carenze di risorse finanziarie, smentendo il fatto che non ci sia stato un riguardo nella reperibilità delle risorse, pur con un risultato deludente.

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