Bancopoli, Morra (M5S): ‘Boom: Marco Carrai sollecitò Ghizzoni su Etruria’

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In audizione in commissione banche l’ex ad di Unicredit Federico Ghizzoni ha confermato i contatti con la sottosegretaria Boschi a proposito di una possibile acquisizione di Banca Etruria da parte di Unicredit.

Ghizzoni ha escluso pressioni da parte dell’ex ministra, ma ha fa svelato a gennaio Marco Carrai, braccio destro di Matteo Renzi, lo sollecitò sul dossier banche:

“Mi arrivò il 13 gennaio 2015 una mail da Marco Carrai in cui mi diceva ‘mi è stato chiesto su Etruria di sollecitarti per dare una risposta’.
Mi venne da pensare a chi potesse aver chiesto questo sollecito, esclusi la banca perché avevamo un rapporto aperto.
Decisi di non chiedere alcun chiarimento, per non aprire canali di comunicazione. Risposi ‘ok, stiamo lavorando, quando avremo finito la nostra analisi contatteremo la banca e daremo la nostra risposta’. La risposta alla banca l’abbiamo data il 29 gennaio 2015,” ha raccontato Ghizzoni.

Il senatore del M5S Nicola Morra ha commentato la notizia con un tweet: “+++ BOOM: MARCO CARRAI SOLLECITO’ GHIZZONI SU ETRURIA +++
Perché non hanno fatto mail bombing? Ahahahahah ????”.

Chi è Marco Carrai?

Marco Carrai, l’imprenditore chiamato in causa da Ghizzoni, è un grande amico di Matteo Renzi e membro del consiglio direttivo della Fondazione Open, che organizza la Leopolda.

Avevamo parlato di lui in un post pubblicato nel bel mezzo del dibattito sulle fake news. Carrai disse che stava lavorando ad un “algoritmo verità” per risolvere il problema delle false notizie sul web.

Scrivevamo il 27 novembre scorso:

“Siamo salvi!

A risolvere il problema della disinformazione in rete sarà, attraverso un algoritmo verità, Marco Carrai, l’imprenditore che pagava l’affitto della casa dell’amico Matteo Renzi e che “prese appalti su appalti dal Comune di Firenze“, di cui Renzi – ricordiamolo – è stato primo cittadino.

Beh oggi Carrai, dopo aver fatto per anni i propri interessi, vuole contribuire a migliorare la società estirpando le fake news dalla rete.

Lo ha rilevato lui stesso in un’intervista al Corriere della Sera in cui ha illustrato il suo piano per arginare il fenomeno delle false notizie sul web:

«Stiamo lavorando con uno scienziato di fama internazionale alla creazione di un “algoritmo verità”, che tramite artificial intelligence riesca a capire se una notizia è falsa. L’altra idea è creare una piattaforma di natural language processing che analizzi le fonti giornalistiche e gli articoli correlandoli e, attraverso un grafico, segnali le anomalie. A mio avviso ciò dovrebbe essere fatto anche a livello istituzionale. Però da solo non basta. È dimostrato che ognuno frequenta sia nella realtà che nei social i propri simili e da essi trova conferme. I social accrescono in modo esponenziale la correlazione tra persone e quindi le false convinzioni. Occorre quindi agire a livello di educazione all’informazione sia nelle scuole che attraverso i quotidiani».”

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