Argentina, sequestrati 389 kg di cocaina all’ambasciata russa

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Argentina e Russia ha portato al sequestro di 389 kg di cocaina nascosta nell’ambasciata russa a Buenos Aires. La droga era divisa in 360 pacchi e contenuti in 12 valigie e sarebbe arrivata da Colombia o Perù.

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La polizia antidroga argentina è riuscita così a smantellare un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti.

Il ministro della Sicurezza argentino, Patricia Bullrich, ha fatto sapere che due persone di origine russa sono state arrestate giovedì scorso. A queste si aggiungono altre tre persone che sono state arrestate in Russia.

Il capo dell’organizzazione criminale, invece, è ancora a piede libero e si troverebbe in Germania.

Le indagini sono scattate dopo che, nel dicembre 2016, l’ambasciatore russo in Argentina manifestò il sospetto che nella sede dell’ambasciata fosse presente della droga.

Daniela Mastrogiacomo racconta la storia su Repubblica:

“L’ultimo giallo argentino potrebbe essere intitolato “Le valigie della cocaina”. E in realtà è un intrigo internazionale. Con tutti gli ingredienti di una spy story: il tesoriere dell’ambasciata russa a Buenos Aires; l’ufficiale di polizia che parla sette lingue, tra cui il russo; un jet privato che tenta di decollare per ben tre volte; i referenti che attendono a Mosca. Quindi, la trappola: lo scambio del contenuto nelle valigie.

Con un’operazione “coperta” durata oltre un anno, la polizia antidroga argentina è riuscita a mettere a segno un colpo che poteva avere forti ripercussioni nei rapporti con la Russia. Insospettito dalle 16 valigie che sostavano da un mese vicino alla stanza del tesoriere, l’ambasciatore russo a Buenos Aires, Victor Koronelli, decide di avvertire la polizia argentina. Arrivano gli agenti, le aprono e scoprono che all’interno ci sono 389 chili di cocaina. Erano destinate alla Russia”.

Repubblica ci spiega come la polizia è riuscita a incastrare i membri dell’organizzazione:

“La delicatezza del caso e le sue implicazioni diplomatiche spingono gli inquirenti a mangiare la foglia. Le valigie restano al loro posto ma la coca viene sostituita con della farina. L’emissario, il tesoriere dell’ambasciata, nel frattempo rientra dalla sua vacanza a Mosca e, ignaro di quanto sia avvenuto in sua assenza, manda avanti il piano.

Grazie alle intercettazioni telefoniche e ad alcuni agenti sotto copertura che parlavano correttamente russo infiltrati nell’ambasciata, il carico è stato seguito fino a Mosca dove sono state arrestate tre persone mentre altre due venivano catturate a Buenos Aires”.

Il leader dell’organizzazione, però, non è stato preso:

L’unico a sfuggire è un misterioso “Señor K”, scappato in Germania”.

Il ministro argentino Bullrich ha dichiarato che questa è “stata una delle più importanti, stravaganti e complesse operazioni realizzate nel mondo del narcotraffico. Abbiamo dovuto tenere segreta ogni mossa per evitare la soffiata. E il fatto che ne erano a conoscenza solo dieci persone ha consentito il successo”.

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