Filippo Facci: ‘I grillini morbo incurabile, vanno eliminati senza complimenti’

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I giornali di centrodestra ancora all’attacco contro i 5 Stelle.

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Dopo Sallusti e Feltri, è il turno di Filippo Facci, che su Libero supera ogni limite parlando di “Grillini morbo incurabile” che “vanno eliminati senza complimenti”.

Giornalettismo, testata online spesso critica nei confronti del M5S, commenta così l’editoriale di Facci:

“Il giornalista vuole esprimere la sua distanza nei confronti dei politici e degli elettori del Movimento 5 Stelle. Ma lo fa in una maniera radicale, eliminando qualsiasi possibilità di confronto con loro. In un passaggio, addirittura, sembra criticare l’essenza stessa del meccanismo democratico: «Continuare a esaltare lo strumento democratico in ogni sua declinazione possibile (milioni di voti compresi) – scrive Facci – non può impedire di pensare che tizio o caio sia un perfetto cretino e che milioni di lemuri lo siano di conseguenza».

Il riferimento, quindi, sembra essere piuttosto esplicito agli 11 milioni di voti raccolti dal Movimento 5 Stelle: gli elettori si trasformano, nella visione di Facci, in un gruppo di scimmie del Madagascar. Né più, né meno. Il giornalista di Libero sottolinea come non riesca a intrattenere una conversazione normale con gli elettori del Movimento 5 Stelle, citando Jep Gambardella ne La Grande Bellezza («dopo una certa età non mi va di perdere tempo a fare cose che non mi va di fare»).”

Poi l’attacco a Paola Taverna, senza però citarla:

“Non cita il suo nome, ma la sua carica: Paola Taverna è da poco stata eletta vice-presidente del Senato. Allora sembra chiaro il riferimento a lei quando Facci scrive di «pescivendole che presiedono emicicli».”

E a Rocco Casalino, responsabile della comunicazione dei 5 Stelle:

“Così come il giornalista si stupisce di tanti suoi colleghi che un tempo facevano gli inviati in Medio Oriente e che ora «sono costretti a mendicare dichiarazioni da Rocco Casalino».”

La rabbia di Facci, osserva Giornalettismo, “si può incanalare quasi in un rifiuto della realtà dei fatti, nel non voler rispettare le regole di un gioco a cui si è partecipato perdendo.”

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