I 5 Stelle sotto attacco

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In queste ore il mondo del giornalismo italiano si è strappato le vesti per l’esclusione del giornalista Jacopo Iacoboni dall’evento SUM#02 in ricordo di Gianroberto Casaleggio che si è tenuto sabato a Ivrea.

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Su Twitter è partita la “shitstorm”: si parla di censura da parte dei vertici 5 Stelle, di “squadristi digitali della Casaleggio Associati” e di intolleranza nei confronti della libertà di informazione.

La verità però è un’altra: Iacoboni, autore della nota fake news su Beatrice Di Maio ai danni dei 5 Stelle, “è entrato con un badge falsificato” e “non ha chiesto l’accredito”.

Lo ha fatto sapere il giornalista Gianluigi Nuzzi, che ha aggiunto: “come tutti i tarocchi non li vogliamo. I giornalisti sono come tutti gli altri cittadini, ci sono regole a cui bisogna attenersi”.

Gli insulti dei giornalisti di centrodestra a M5S

Il M5S, semmai, è la vittima. E il giornalismo il carnefice.

È la tragica realtà dell’informazione italiana che denunciamo da tempo.

Il veto posto da Luigi Di Maio su Berlusconi per la formazione del governo ha scatenato “Il Giornale” e “Libero”, quotidiani di centrodestra.

Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, ha reagito con un durissimo editoriale intitolato “Di Maio fuori di testa” in cui si legge:

Ha la bava alla bocca, Luigi Di Maio. Non si dà pace di non potere governare da solo o, in subordine, con amichetti docili di suo gradimento.

Alla vigilia dell’inizio delle consultazioni con il capo dello Stato, ripete: con chiunque ma non con Forza Italia (e neppure con Renzi)”.

Poi il giornalista alza i toni:

Di Maio è un razzista, si ritiene antropologicamente superiore al popolo moderato-liberale e al suo leader, ripetendo così l’errore fatto per vent’anni dalla sinistra, alla fine morta di antiberlusconismo, malattia dei mediocri e dei frustrati.”

E conclude:

“Capisco la delicatezza del momento comprendo le difficoltà dei partiti, ma vedo nei politici troppa cautela e incertezza a rispondere per le rime a questo saputello. Più coraggio, per favore. Non è ancora reato dire con chiarezza e a viso scoperto: «Di Maio, ma vaffanc…».”

Feltri: contro Di Maio: ‘Un insulto ai nostri avi, personaggetto incolore, privo di spessore’

Non da meno Vittorio Feltri, che su “Libero” ha rivolto i peggiori insulti al leader 5 Stelle perché non riesce a capacitarsi del fatto che “una terra tanto generosa e produttrice di autentici geni sia oggi in balìa di un ragazzotto senza arte né parte quale Luigi Di Maio”.

Dalle labbra di Di Maio, scrive il direttore di Libero, “pendono ora 60 milioni di connazionali, parecchi dei quali, completamente fuori di senno, lo hanno votato nelle ultime elezioni svoltesi il 4 marzo scorso”.

“Più che un mistero – prosegue – è una burla oppure la certificazione del fatto che gli italiani si sono collettivamente rimbambiti”.

Poi Feltri parte con gli insulti:

Di Maio, scrive, è “un signor nessuno che non ha studiato con profitto (commette errori marchiani di grammatica e di geografia), non ha mai lavorato, si è fatto immeritatamente mantenere da mamma e papà, è salito sul podio e, tronfio e pettoruto, detta legge a destra e a manca con una sfacciataggine che rasenta l’impudicizia”.

E ancora:

“è un insulto ai nostri avi e ai contemporanei, che, per quanto stanchi di certi tribuni del popolazzo, non debbono subire un’ onta simile che li squalifica e li rende ridicoli, marionette prive di dignità oltre che di amor proprio.”

Ma non è finita qui.

Di Maio, si legge nell’articolo di Feltri è “un personaggetto incolore, privo di spessore, adatto sì e no a guidare il tram, altro che il Paese, trasforma la nostra politica in una pochade, un’ operetta da quattro soldi”.

Il fenomeno Luigino, secondo il dottor Feltri, “va studiato sottoposto ad esami clinici per capire perché egli abbia sedotto una folla di terroni e vari fessi settentrionali ex comunisti dall’ encefalogramma piatto”.

L’Italia secondo il giornalista è passata “dalla magnificenza di uomini illustri alla bassezza di nani inguardabili del tipo di Luigino La Qualunque va analizzata al microscopio”.

E poi il nostalgico Feltri chiede: “Ridateci Casini. Non ne abbiamo altri che ci rassicurino”.

Sallusti: ‘Ma che «razza» di cretino è questo Toninelli’

Il primo pezzo di Sallusti non è bastato. Così il direttore del Giornale ha pensato bene di scriverne un altro in cui attacca pesantemente Danilo Toninelli, capogruppo del M5S al Senato.

Il giornalista ha criticato le dichiarazioni del pentastellato nel salotto di Bruno Vespa:

“Danilo Toninelli è arrivato a dire che non c’ è nessuna possibilità di allearsi con Forza Italia perché «siamo geneticamente diversi, abbiamo altri geni rispetto a Berlusconi e i suoi».”

E ha rincarato la dose:

“Se per geni intendiamo i talenti, non c’ è dubbio che l’ impiegato (questo faceva nella vita) Toninelli non abbia quelli del Cavaliere. E a ben guardarlo, Toninelli appare in effetti geneticamente diverso. Nell’ aspetto e nella postura ricorda, più che l’ homo sapiens, un pan troglodytes, nota razza di scimpanzè che in natura, a differenza sua, non porta gli occhiali. Ma capirete bene che il problema è un altro.”

“Scusate la franchezza – ha proseguito Sallusti – ma viene spontaneo chiedersi: ma che «razza» di cretino è questo Toninelli che si crede «geneticamente superiore» a Silvio Berlusconi e a tutti noi? Quante ne dobbiamo ancora sentire prima che il Paese si renda conto in che «razza» di mani potrebbe finire? Non invidio Salvini, «razza» padana, costretto dalla sorte a trattare con persone simili, dovendo per di più fare finta di ritenerle serie nonostante in un recente passato gli abbiano dato del ladro, del razzista e dell’ imbroglione.”

E ha concluso: “La trattativa per il nuovo governo sarà ancora lunga. Siamo pronti a tutto, meno che ai Toninelli. Sono troppo per noi, troppo mediocri, troppo ignoranti, troppo invidiosi.”

Filippo Facci: ‘I grillini morbo incurabile, vanno eliminati senza complimenti’

La Creme de la merde ai 5 Stelle è però arrivata da Filippo Facci, che su Libero ha superato ogni limite parlando di “Grillini morbo incurabile” che “vanno eliminati senza complimenti”.

Colpevole del successo grillino sarebbe la democrazia: “Continuare a esaltare lo strumento democratico in ogni sua declinazione possibile (milioni di voti compresi) – scrive Facci – non può impedire di pensare che tizio o caio sia un perfetto cretino e che milioni di lemuri lo siano di conseguenza”.

Giornalismo VS M5S, chi è la vittima e chi è il carnefice?

Dopo aver letto questi editoriali e la vera motivazione dell’esclusione del giornalista della Stampa dalla convention di Casaleggio, la domanda sorge spontanea: siamo sicuri che non siano stati confusi la vittima e il carnefice?

A voi la sentenza.

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1 commento

  1. e incomprensibile la basezza con cui si esprimino i grandi quotidiani sovenzionati da noi, e incomprensibile la dialettica usata dai quotidiani sul m5s, e comprensibile la rabbia che la semplicità provoca le loro basse teste complicate e interessose e non interessanti

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