Il bitcoin si può considerare una moneta: trasferimenti esenti da IVA

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Recentemente sono stati effettuati, nel mondo delle criptovalute, dei progressi di cui siamo a conoscenza grazie alle dichiarazioni rilasciate dall’Agenzia delle Entrate in merito all’interpello 956-39/2018, con cui si stabilisce che il bitcoin si può considerare una moneta, intesa come un mezzo di pagamento vero e proprio, dunque esente da IVA.

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È bene sottolineare che i bitcoin sono una valuta virtuale, regolata da apposite disposizioni fiscali, difficilmente raggiunte a causa della mancanza di una disciplina specifica riguardante l’argomento, dato che l’unica fonte a cui ci si riferisce è la sentenza C-264/14 emessa dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea nell’ottobre 2015.

Il cambio di bitcoin con valuta legale non sempre è stata considerata un’operazione esente da imposte, in quanto sono presenti degli ordinamenti favorevoli all’imponibilità dell’IVA dato che l’esenzione della stessa è possibile solo nel caso in cui entrambe le valute coinvolte nel cambio abbiano una valenza legale.

Nella sentenza del 2015, tuttavia, possiamo notare l’irrilevanza del corso legale di una valuta ai fini dell’imponibilità IVA nell’operazione di cambio.

Di conseguenza, dopo aver riconosciuto la “moneta” bitcoin, intesa come mezzo di pagamento riconosciuto da entrambe le parti nella compravendita, il passo successivo è quello di riconoscere l’esenzione dell’Imposta sul Valore Aggiunto nella cessione di criptovalute nei confronti di valute tradizionali; questa stessa cessione determina un margine di guadagno tra prezzo di vendita e prezzo d’acquisto.

Anche in Italia le operazioni effettuate tramite bitcoin sono esenti da IVA in quanto appartenenti ai servizi riguardanti banconote e monete.

La suddetta esenzione spetta ai possessori privati di criptovalute, ma anche alle società che offrono il servizio di conversione tra bitcoin e altre valute, e viceversa.

Questi ultimi, tuttavia, sono soggetti al pagamento delle imposte dirette (Ires, Irap), con la tassazione applicata in proporzione ai ricavi derivanti dalla compravendita di bitcoin dei clienti finali.

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