Attacco troll a Mattarella, Renzi cavalca la bufala: ‘Ho chiesto ai pm di essere ascoltato’

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Dopo il tentativo fallito di cavalcare il caso del lancio delle uova contro l’atleta nera Daisy Osakue, Matteo Renzi torna all’attacco contro il governo Conte intervenendo nella vicenda dell’attacco troll a Mattarella.

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Il senatore semplice del Pd durante una diretta su Facebook dice di aver “chiesto al procuratore Pignatone di essere ascoltato come testimone perché credo che su questa storia delle fake news si giochi il futuro dello Stato democratico”.

“Occhio ragazzi – prosegue – Si arriva a pensare che ci sia una influenza russa nel referendum sulla Brexit e nel referendum costituzionale del 2016”.

Così a quasi due anni di distanza dal referendum del 4 dicembre Renzi, invece di essersi dimesso, cerca il motivo della sua disfatta nelle campagne dei troll russi. Anche se poi dice: “Ma il referendum lo avremmo perso lo stesso, non cerco altre strane ragioni”.

Non si capisce bene dove Renzi voglia andare a parare e mischia fatti che non hanno niente a che vedere tra di loro:

“Nella notte dello scontro tra presidente della Repubblica e M5s su Savona, Di Maio ha chiesto l’impeachment.
In quel momento parte una campagna contro Mattarella, con un hashtag #Mattarelladimettiti, e con la creazione di profili falsi sui social. Cioè un soggetto a meta’ tra una società privata e un movimento politico, chissà, produce dei profili falsi. Il punto è: e se la Procura che ha aperto l’indagine scoprisse che ci son in questo Paese strutture che decidono di mettere in piedi un attacco al Presidente della Repubblica tramite profili falsi e fake news”.

Insomma, pare che il puparo del Pd non voglia accettare la sconfitta e la formazione del governo gialloverde. Per questo si tenta l’ultima carta cavalcando la bufala dei troll russi.

Guarda il video:

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