Il Pd scende in piazza, ma il Monte dei Paschi di Siena resta pietra dello scandalo che grida giustizia

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Il Sole 24 Ore dedica un articolo ben documentato alla falcidia di importanti banchieri che ha colpito il mondo della finanza internazionale negli ultimi anni con morti per suicidio sospette, o strane che dir si voglia.

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I media hanno steso su questo argomento una spessa coltre di silenzio per non imbarazzare l’establishment.

E poi anche perché fatti di questa gravità potrebbero far pensare a una crisi sistemica della finanza transnazionale che gioca con la vita dei suoi manager, come a far rivivere la mitologia greca degli dei che si mangiavano i loro figli.

In effetti 70 suicidi sospetti di persone di grande peso nella finanza non sono un numero piccolo.

Certo non sono grandi numeri come quelli dei morti, ad esempio, nella guerra in Siria, cui non sono estranee responsabilità rilevantissime delle stessa finanza internazionale.

Si potrebbe quasi esser portati all’ardito pensiero che in tal modo, essa, quasi risponderebbe, con personaggi importanti ma di secondo piano, quindi semplici esecutori di ordini provenienti da ben più alti livelli: morti di innocenti a fronte della morte di tanti, ben più numerosi, altri innocenti che pagano il terribile tributo al dio denaro che domina quasi incontrastato in quegli ambienti.

L’Italia in questo scenario internazionale non ha mancato di dare il suo contributo.

L’autore dell’articolo del Sole infatti osserva:

“Nel lato oscuro degli scandali non c’è solo il suicidio di David Rossi, l’ex braccio destro di Giuseppe Mussari nel tracollo del Monte dei Paschi di Siena, ma anche quello ancor più misterioso (e sconosciuto) di William Broeksmit , il banchiere londinese responsabile del famigerato derivato Santorini su cui affondò la banca senese: Broeksmit fu trovato impiccato al guinzaglio del cane il 26 gennaio 2014, pochi mesi dopo la morte di Rossi e alla vigilia di una convocazione degli inquirenti sullo scandalo del Libor e dei titoli derivati. Con lui, sparirono misteriosamente i documenti riservati che il banchiere custodiva in casa e che avrebbe dovuto consegnare agli inquirenti. Dove siano finiti e che cosa sia accaduto davvero intorno a quel derivato-truffa, resta ancora un mistero”.

Ma non possiamo non rimarcare che la cronaca del Sole 24 Ore risulta incompleta.

Il giornalista del quotidiano economico non fa mai il benché minimo cenno in quale ambiente politico è nato lo scandalo del Monte Paschi di Siena con strascichi così sconvolgenti come quelli da lui riportati.

Non è un segreto per nessuno che i massimi dirigenti della banca senese venivano scelti dal PD senese in accordo col PD nazionale, pur rispettando formalmente le regole di elezione del cda, del Presidente e di tutti gli organi sociali.

In tante occasioni Beppe Grillo recandosi più volte a Siena in occasione dell’assemblea degli azionisti del Monte Dei Paschi e partecipando alla stessa come piccolissimo azionista, metteva in evidenza l’intreccio perverso tra la politica, dominata dal PD, e la banca senese.

Nell’all’assemblea del 2014 Beppe Grillo usava parole fortissime senza che nessuno abbia osato querelarlo:

“E’ la peste rossa che si allarga. Siamo nel cuore della peste rossa, nel cuore del voto di scambio. La mafia del capitalismo è qui, non in Sicilia: Monte dei Paschi è in tutti gli appalti”.

Come se non bastasse aggiunse:

“Teniamoci bassi: dove sono andati a finire 21 miliardi? Perchè Mussari e Vigni hanno fatto questo? La procura dice che c’era l’ombra di un partito locale e nazionale”. Il riferimento è a un decreto depositato dai pm titolari dell’inchiesta sull’istituto, in cui si legge che gli ex vertici agivano sulla base di interessi riferibili al panorama politico. Di qui la richiesta di un ‘processo pubblico’ per i vertici del Pd (che “non è la cura, è il male, va estirpato”), della Consob e della Banca d’Italia.”

Voi tutti sapete quanto è costata ai cittadini italiani la tragedia affaristico-politica del Monte Paschi di Siena.

I cittadini italiani ne stanno ancora pagando le conseguenze.

Il PD, nel momento in cui vuol negare gli spiccioli a tutti coloro che non hanno di che sostentarsi, scagliandosi contro il Reddito Di Cittadinanza, non viene da nessuno chiamato a rispondere della responsabilità politica di questo enorme spreco di denaro pubblico.

E ha pure la faccia tosta di manifestare contro il Reddito Di Cittadinanza.

È bene che ne sia chiamato a rispondere!

Il Governo dovrebbe provvedere a fare una denuncia circostanziata alla magistratura senese segnalando documentatamente le diverse entità e i livelli di queste entità che potrebbero avere pesantissime responsabilità al riguardo.

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