Attento Salvini al canto delle sirene che ti girano attorno

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Matteo Salvini è atteso alla prova più impegnativa che sarà la cartina di tornasole sulla sua solida consistenza di leader.

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Ma prima di trattare più diffusamente questo argomento, a mo’ di introduzione, desideriamo richiamare l’attenzione sulle mosse del vicepremier leghista al Centro-Sud per metter le mani sulle ridotte di FI che in questo momento sembrano allo sbando.

Vorremmo evidenziare che fare un’operazione di inglobamento puro e semplice del personale politico di FI, se da un lato ha il vantaggio di portare subito a casa molti voti, dall’altro si tratta di voti che con la stessa rapidità possono cambiare orientamento.

Si tratta di voti che solo apparentemente sono della Lega, perché nella realtà quei voti sono ‘di proprietà’ – dispiacendoci molto di usare questa terminologia – dei capi locali ex FI.

E non si illuda Salvini che quei voti arrivino gratis.

Il prezzo da pagare è già oggi elevato perché non c’è dubbio che da subito pesano nel contribuire in maniera significativa a definire il nuovo volto della Lega e dello stesso Salvini in prima persona. Ma molto di più costeranno in futuro. Quanto successo alla ‘Terra dei Fuochi’ l’altroieri è solo un piccolo e iniziale assaggio.

E veniamo ora alla prova più impegnativa che attende Matteo Salvini.

Si tratta di vedere se avrà la capacità di resistere al canto molto suadente e potente delle molte sirene che gli girano attorno e che lo invitano a rescindere il Contratto di Governo con i 5 Stelle, aprendo una crisi politica per dar vita a un governo con Berlusconi supportato di nascosto dalle truppe cammellate di Renzi e di altri ‘responsabili’. Con l’ovvio corollario che la presidenza del consiglio sarà riservata a lui, a Matteo Salvini.

Al riguardo, rimanendoci nella memoria il Canto XII dell’Odissea, ci assegniamo, con Salvini novello Ulisse, la parte di Circe che all’Ulisse del poema, prima di lasciarlo partire, lo aveva messo in guardia sulle insidie del viaggio. Circe gli suggerì di tappare le orecchie dei compagni con la cera e di farsi legare all’albero maestro della nave in modo così da difendersi dal canto delle sirene.

Ebbene anche per parte nostra suggeriamo a Salvini intanto di tappare le orecchie ai compagni più ambiziosi e disinvolti in modo che non sentano quei canti e pure la bocca per impedire che, avendoli disgraziatamente ascoltati, possano parlargliene.

Per quanto riguarda Salvini direttamente, tra le diverse sirene che cantano per lui, gliene segnaliamo due i cui canti deliziosi sono particolarmente pericolosi.

La prima sirena è Berlusconi, senza offesa per le sirene, il quale, stando a quanto raccontano i bene informati e pure interessati suoi intimi amici, avrebbe affermato che è “presto possibile un governo di centrodestra con la Lega”.

Questi suoi amici di Repubblica, ormai tra i più sfegatati fan del Berlusca, chiosano: ‘Il Cavaliere sempre più fiducioso in una caduta del governo gialloverde, dopo lo stop dell’anticorruzione in aula. E invita i suoi a puntare tutto sul Senato’ (Notate che non lo chiamano più ex Cav, ma ‘Cavaliere’. A quando l’inchino deferente?).

Sempre facendo la parte di Circe, suggeriamo a Salvini di legarsi per bene alla poltrona di Ministro al Viminale, dove non gli manca del lavoro da portare avanti per fare il suo dovere di servitore dello Stato, così eviterà di sentire i canti berlusconiani.

Inaspettata e molto pericolosa è la seconda sirena, che a Salvini sta indirizzando a ritmo incessante, incalzante, canti sempre più melodiosi.

Essa prende le forme il nome di Mario Calabresi il direttore di Repubblica. Oggi il quotidiano di De Benedetti emette il suo canto, tra i più suadenti che siano stati cantati. Innanzitutto il titolo, semplicemente delizioso, roba da far roteare gli occhi, da mandare in visibilio: ‘Il Pre-Governo di Salvini’.

Calabresi è stato fin troppo cauto e noi lo aiutiamo a essere più chiaro con parole nostre: ‘Caro Matteo Salvini Il Gruppo GEDI ti offre il supporto mediatico per diventare Presidente del Consiglio in un Governo Salvini’.

Il sottotitolo è ammiccante: ‘Nella spregiudicatezza del ministro dell’Interno c’è il calcolo di quanto gli convenga sfruttare a suo favore l’esasperazione del Nord: una strategia curata, come pedine sulla scacchiera’.

L’incipit dell’ articolo sembra ispirarsi alla sinfonia n. 3 di Beethoven, detta Eroica, e dedicata inizialmente al suo eroe, Napoleone, che poi disconobbe sdegnosamente quando questi si proclamò Imperatore. Ecco il melodioso e irresistibile canto magnificatorio della sirena debenedettiana:

‘Il 5 marzo di quest’anno a nessuno sarebbe venuto in mente che Matteo Salvini potesse fare il primo ministro, non a quel 17 per cento degli italiani che avevano votato la Lega, non all’83 per cento che non lo avevano votato e probabilmente nemmeno a lui. Sono passati poco più di otto mesi e quell’idea prende piede ogni giorno di più, accarezzata da molti italiani come una soluzione per la fine del caos, dell’incertezza e dell’incompetenza dell’attuale governo’.

Oggi il nostro Matteo si sarà legato alla poltrona ministeriale? Mi auguro di sì, in senso figurato naturalmente.

Singolare – ma per noi non sorprendente – coincidenza che i canti delle due sirene compaiano simultaneamente nei giornali dei due illuminati padroni Berlusconi e De Benedetti: Il Giornale e La Repubblica.

L’annunciata legge da parte del Movimento 5 Stelle sul conflitto di interessi e sugli editori che possono fare solo gli editori e non avere interessi in altri campi ha reso platealmente chiaro ciò che era nascosto.

Capiamo che Matteo Salvini possa essere scosso e conturbato da un tale canto e corteggiamento.

Chi non lo sarebbe? Appunto per questo, assumendoci sempre la parte di Circe, osiamo gridargli: ‘fatti rafforzare le funi perché vai a correre un pericolo mortale se te ne liberi’.

Chi è stato abbracciato separatamente o contemporaneamente da costoro è rimasto sempre strozzato.

Il canto ora è fortissimo, ma lentamente si spegnerà.

Se il nostro Matteo riuscirà a rimanere in sé e a non perdere la testa, potrà assistere a uno spettacolo simile a quello cui assistette Ulisse una volta tornato in sé, dopo essersi tanto dimenato furiosamente per liberarsi e aver tanto gridato per essere liberato dalle corde per andare dietro al canto irresistibile delle sirene.

Agli occhi di Ulisse e dei suoi compagni, tremanti, impauriti e stupiti, si pararono i resti delle ossa dei marinai che non avevano resistito all’incantesimo sparsi sulle coste dell’isola, e si resero conto del terribile pericolo scampato.

Carissimo Matteo se non avrai la forza di resistere ai canti di quel duetto, e delle altre sirene che magari provengono dalle Venezie e di tante altre, non potrai assistere a un simile spettacolo ma sarai tu il tristissimo spettacolo per tutti gli italiani, simile a quello di prima cui assistete esterrefatto Ulisse raccontato da Omero nel XII canto dell’Odissea.

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2 Commenti

  1. Ma le sirene di Ulisse erano attraenti, qui parliamo di personaggi decadenti e vintage che tentano di aggrapparsi a Salvini per non affogare. Altro che sirene. Le uniche sirene che questi soggetti possono far risuonare sono quelle delle ambulanze, per qualche leggero malanno dell’età si intende.

  2. MINISTRO SALVINI NON TRADISCA IL CONTRATTO CON DI MAIO.LE SIRENE SONO COME UN MIRAGGIO NEL DESERTO.LEI HA DETTO CHE È DI PAROLA:SCELGA TRA GLI ITALIANI POVERI E GLI ITALIANI RICCHI E ASSETATI DI POTERE. SIAMO GIÀ SCHIAVIZZATI E OBERATI DALLE INGIUSTIZIE SOCIALI. MI RACCOMANDO SIG.MINISTRO. GRAZIE

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