Macron, con il Governo Conte non hai scampo! I giornaloni italiani e PD a difesa degli interessi francesi e contro i nostri. Ma l’Italia servile non c’è più

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I giornaloni italiani italiani si schierano compatti a difendere gli interessi francesi contro gli interessi italiani.

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Sì, perché il nostro capitalismo straccione è senza dignità, sempre pronto a calarsi le braghe pur di compiacere servilmente i potenti (sempre meno) di fuori.

Continuano a perpetuare l’andazzo dei loro avi: ‘Franza o Spagna purché se magna’, come ammoniva la battuta attribuita a Francesco Guicciardini.

I politici italiani, che curano gli interessi del capitalismo alla Totò di casa nostra, hanno assunto e assumono gli stessi atteggiamenti servili, su comando dei loro padroni da quattro soldi.

Si vendono l’anima, la dignità, tutto quanto possono avere di nobile per un piatto di lenticchie e per essere ammessi, almeno come cani scodinzolanti, nei salotti francesi e tedeschi, quelli che, ai loro occhi di ciechi asserviti, ‘contano’.

Non sono in grado di fare bene neanche i loro interessi di capitalisti, figuriamoci quelli di un intero Paese, del nostro Paese che ha una dignità millenaria che chiede di essere rispettata. Essi, dopo aver distrutto per incapacità e malaffare le migliori aziende italiane, patrimonio non solo loro personale ma di tutti coloro che vi hanno lavorato e che hanno contribuito a incrementarne il valore e il prestigio, le hanno svendute: Omnitel, poi diventata Vodafone, Telecom Italia, (era la terza compagnia telefonica al mondo), Unicredit, Generali, Parmalat, BNL-BNP Paribas ( tutte e quattro in mano ai manager francesi). E si potrebbe pure continuare.

Cosa è successo nel giro di poche ore da rendere sempre più nervoso Macron e soprattutto chi sta sopra di lui, e cioè l’establishment economico-finanziario francese?

Semplice, ma a quanto pare di terribile efficacia, a veder le loro reazioni: addirittura l’ambasciatore italiano in Francia è stato convocato al ministero degli esteri di Parigi.

Infatti è partito tutto dalle dichiarazioni di Luigi Di Maio, che ha detto a proposito dei migranti: «D’ora in poi quelli che vogliono sbarcare glieli portiamo a Marsiglia, chiederò a Ue sanzioni contro quei paesi che colonizzano l’Africa». E ancora, sempre nell’intervista a Rtl 102.5, puntando il dito contro la Francia di Macron, così prosegue. «Si parla solo degli effetti, dei morti in mare, ma la Ue ignora quello che la Francia fa in Africa», poi rincara la dose aggiungendo: «La Francia stampa il franco delle colonie con cui si fa finanziare parte del suo debito, per far stare gli africani in Africa basta che i francesi se ne stiano a casa loro».

Apriti cielo! Mai un ministro italiano aveva usato toni così vivaci e schietti con il governo francese.

Poi Alessandro Di Battista, da Fazio, è stato ancor più esplicito: «Se non avesse le colonie africane, che sta impoverendo, sarebbe la quindicesima forza economica internazionale e invece è tra le prime per quello che sta combinando in Africa. L’Unione Europea dovrebbe sanzionare queste nazioni come la Francia che stanno impoverendo questi posti ed è necessario affrontare il problema anche all’Onu».

Di fronte alla convocazione del nostro ambasciatore a Parigi, Luigi Di Maio non si è scomposto più di tanto e ha reagito con queste parole: “Questo non è un caso diplomatico, è vero che la Francia impedisce lo sviluppo degli stati africani contribuendo a creare profughi che poi muoiono in mare o arrivano sulle nostre coste”. E, tutt’altro che fare marcia indietro, è andato giù ancor più duro: “Chi interviene sulle morti in mare parlando solo degli effetti e dicendo che è colpa dell’Italia fa retorica – dice il ministro – noi ci occupiamo di evitare le morti impedendo le partenze”

E dopo, che dunque succede in patria, a casa nostra?

Se c’era da aspettarsi la reazione francese, stupisce non poco la linea editoriale dei media nostrani.
Repubblica – il cui patron è accusato dalla Guardia di Finanza di avere omesso di dichiarare una barca di € 120 milioni – ‘sconvolta’ dalla reazione dei loro amici ‘cugini’ d’oltralpe, titola: ‘Di Maio e Di Battista alla Francia: “Sfrutta l’Africa”. Moscovici: “Frasi vuote e irresponsabili”
Parigi convoca l’ambasciatrice italiana: “Parole ostili”. Non esitano a schierarsi contro gli interessi italiani per difendere gli interessi francesi.

E così anche ‘La Stampa’ degli Agnelli: ‘ Di Maio accusa la Francia di colonialismo, ambasciatore d’Italia convocato a Parigi .

E pure il Corriere di Cairo, capo de ‘la 7’ e dello stesso Corriere, presente alla cena di lusso convocata per esprimere pubblica contrarietà alla legge Spazza Corrotti, non si tira indietro nel difendere ‘i cugini’ francesi contro gli italiani e così titola: Di Maio: «La Francia sfrutta l’Africa». Parigi convoca l’ambasciatrice italiana. Ira anche di Moscovici. Son quindi affranti al Corriere, ha bisogno di consolazione soprattuto il vice direttore Fubini, quello che ha menato fake news a nastro anti italiane nei giorni clou della disfida tra il nostro Governo e la Commissione UE capeggiata Junker e da Moscovici sulla manovra poi approvata dal nostro Parlamento.

E il Pd? Va all’attacco – nessuna sorpresa! – contro Luigi Di Maio, col capogruppo del Senato Andrea Marcucci e il capogruppo in Commissione Esteri Alessandro Alfieri chiede la convocazione del ministro degli Esteri Enzo Moavero. Renzi, più patetico che mai, fa sorridere mezzo mondo dichiarando: «Ridicolizzano 70 anni di diplomazia».

Tutti costoro si sono scordati un articolo del periodico MicroMega ‘di sinistra illuminista’ , come si autodefinisce, dal titolo ‘ Germania e Francia in Africa, tra egemonia e neo imperialismo’.

Leggetelo, gustatelo, e poi inviate il link a Repubblica, Corriere, Stampa, Marcucci, Alfieri, Renzi, buon ultimo.

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1 commento

  1. La canea italiana favorevole alla Francia si è scatenata ieri su La7 con il nuovo mantra: se attacchiamo Macron rischia Fincantieri. Su tutti si so o distinti Massimo Franco e Bersani che tra una tirata di naso e un’altra non ha trovato meglio che ripetere all’infinito, un po’ alla Sgarbi “ora governare voi”.

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