Guaidò, il fantoccio degli americani per agguantare il Venezuela

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Juan Gerardo Guaidó Márquez è il Pinochet venezuelano, fantoccio americano per deporre il legittimo Presidente Nicolas Maduro.

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Come Poroshenko è il Pinochet ucraino, fantoccio americano per sostituire il legittimo Presidente Yianukovich. L’avventura americana in Ucraina è costata il sangue di oltre tredicimila ucraini.

La tecnica americana di colpo di stato, con il management della CIA, è collaudata da tempo: contro Allende, il legittimo presidente socialista del Cile, si inventarono appunto Pinochet, che prese il posto del ‘suicidato’ Allende. Gabriel García Márquez, agli esordi della sua carriera che lo portò al Nobel, scrisse, a proposito di quanto era successo allora in Cile, un libro dal titolo assai evocativo: ‘Chile, el Golpe y los Gringos’.
Contro Maduro la tecnica per ora è quella del golpe soft, ma non per questo viene escluso un intervento sanguinario. Tanto che, a quanto sembra, i russi hanno messo a protezione di Maduro un cordone protettivo di ben 400 soldati presi dalle truppe scelte.

Ma se non ci sono le condizioni politiche di golpe ‘soft’ – sanguinari sì, ma con poco sangue – allora c’è l’intervento manu militare, come è successo con Saddam in Irak e poi con Gheddafi in Libia.

Dopo l’intervento armato contro Gheddafi, il successivo sarebbe stato contro Bashar Hafiz al-Asad, il Presidente legittimo della Siria. In questo caso non direttamente, ma tramite l’ISIS, suscitato, finanziato e armato dagli USA tramite, come la solito, la CIA. Agli americani, in particolare al ‘progressista’ Obama nume tutelare di Renzi e del PD, non interessava nulla della carneficina di cristiani che andavano facendo i pazzi sanguinari dell’ISIS in tutto il Medio Oriente, a partire dall’Irak fino all’Egitto, passando per la Siria, la Tunisia, la Libia del dopo Gheddafi e poi su su fino all’Europa, in Francia, Spagna, Germania, ecc.

Ma è intervenuta la Russia, e nel giro di qualche mese ha sterminato l’ISIS e salvato il Presidente siriano Assad, dimostrando a tutto il mondo come la guerra degli americani, con l’appendice servile di francesi e inglesi, a questi assassini prezzolati fosse completamente finta, trattandosi, al contrario, di un effettivo sostegno per utilizzarli ai loro scopi. Gli americani insomma non hanno ancora imparato a non mettersi a letto un serpente a sonagli pensando che è facile addomesticarlo. E cosi si sono trovati Bin Laden a bombardargli New York per essersi sentiti usati e abbandonati in Afganistan dopo il crollo dell’URSS. E’ successa esattamente la stessa cosa con gli attentati dell’ISIS in USA, Francia, Spagna, Inghilterra, Germania, quando si sono sentiti usati e abbandonati in Siria dopo che americani e alleati non hanno potuto impedire alla Russia di massacrarli senza pietà – e giustamente, meno male che ciò che non hanno fatto loro lo ha fatto la Russia – e cancellare definitivamente il farlocco ‘Califfato’ permesso dagli americani e dal’UE, Francia, Inghilterra, Germania in testa.

Dopodiché c’è stato il mancato successo del golpe in Turchia contro Erdogan, il quale probabilmente si è salvato grazie ai russi che lo hanno informato al momento opportuno. Forse non si sbaglia a pensare che i russi, non molto dopo gli eventi del golpe fallito, hanno pagato questo aiuto a Erdogan con l’uccisione del loro ambasciatore in Turchia per mano di un killer di cui non si saprà mai per conto di chi ha agito.
Contro La Corea del Nord erano possibili solo le minacce, perché troppo pericoloso un intervento militare, considerando oltretutto che confina con la Russia e con la Cina, e evidentemente non c’erano le condizioni politiche per un golpe.

Alla fine ne sono usciti con un armistizio con Kim e con il probabile effetto collaterale imprevisto di una grande Corea indipendente da loro.
La caratteristica in tutti questi casi è che si tratta di leader politici, discutibili quanto si vuole – al netto naturalmente del media mainstream organizzato per costruirne mostri – ma con un ampio consenso popolare.

Ora, per esempio, per qualche ragione a noi sconosciuta, si sta costruendo – a prescindere dalla realtà delle cose che è difficile per chiunque conoscere – quello che appare essere un nuovo mostro, laddove prima c’era solo un regno di santi, e cioè in Arabia Saudita. Sulla stampa internazionale e ovviamente sulla nostra che ci va a codazzo, il nome del principe ereditario Mohammed Bin Salman, è stato associato alla morte del giornalista saudita Jamal Ahmad Khashoggi avvenuta, in circostanze circondate da mistero, nell’ambasciata saudita in Turchia dove si trovava in esilio volontario. Si racconta che il giornalista fosse in rotta di collisione con il principe ereditario dopo aver fatto parte del suo stretto giro. Jamal Ahmad Khashoggi è stato capo editore di “Al-Arab News Channel” e in ultimo editorialista del ”Washington Post”, particolare, quest’ultimo, da non trascurare.

Questo lo racconto giusto per renderci conto di non lasciarci prendere troppo alla leggera dalle vulgate del media mainstream circa la raffigurazione di santi o di demoni.

Non limitiamoci a una lettura superficiale, ma, non possedendo fonti attendibili, esercitiamo la fatica di una analisi critica, la cui fondatezza si costruisce sulla base di una osservazione dei reali interessi in gioco.

Negli ambienti occidentali citati prima e a quel livello, tutte le decisioni di vita o di morte vengono prese alla luce di interessi da difendere, costi quel che costi.

Tu puoi essere il leader di qualsiasi Paese al mondo, ma prima di tutto – anche degli interessi del tuo Paese! – devi fare gli interessi delle grandi multinazionali altrimenti rischi di brutto. Se sei fedele ad esse puoi fare qualsiasi cosa, e sei al sicuro, ma se fai davvero gli interessi del tuo Paese sei a rischio, perché prima di tutto ti scatenano contro i vari Pinochet della politica, della finanza e dell’imprenditoria, dell’alta burocrazia, dei media, per i quali gli interessi del proprio Paese vengono per ultimo, anzi neanche esistono, non li prendono neppure in considerazione.

E poi, dopo questo tentavo soft, non si sa cosa altro ti faranno se non otterranno in quella maniera l’effetto desiderato di assoluta obbedienza ai loro interessi.

E ora cosa dire sul Venezuela?

Molto semplice: sta ai venezuelani decidere il loro destino, e va rispettato l’asseto di governo di quel Paese.

Non si può essere d’accordo con chi vuole depredare il Venezuela, soprattutto della sua enorme riserva di petrolio che è la prima al mondo ben di più dell’Arabia Saudita.

Non si può fare da bordone a costoro.

A ciascuno il suo Paese.

Il destino del Venezuela ai venezuelani.

Il destino dell’Italia agli italiani e non alla UE di Junker e di Moscovici o al FMI della francese Lagarde.

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2 Commenti

  1. Guaido’ ricorda quei giocatori sudamericani, tipo Gabigol dell’Inter per intenderci, che ogni tanto vengono comprati dalle squadre italiane per svariati milioni di euro e presentati come dei gran campioni in grado di risolvere tutti i problemi di chi li ha comprati. Dopo un po’ si rivelano per quello che sono, dei brocchi gonfiati dalla stampa, dai giornalisti comprati e dai loro sponsor e tornano nel nulla da cui erano venuti. Guaido’ è il tipico personaggio prodotto a tavolino, scelto per il sua aspetto fisico e vestito per l’occasione per entusiasmare momentaneamente le folle.

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