Migranti, Milena Gabanelli: ‘In Italia 10.787 minori non accompagnati. Dove sono?

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Milena-Gabanelli
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A bordo della Sea-Watch al largo di Siracusa, sono presenti 13 minori di cui 8 non accompagnati. Questi dovrebbero sbarcare per essere accolti nelle strutture idonee, ma il Viminale ha negato il permesso perché in tanti fingono di essere minorenni.

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Come spiega in un’inchiesta Milena Gabanelli, “negli ultimi 3 anni, in 45.159, approdati sulle coste italiane e non accompagnati, si sono autodichiarati minorenni, mentre il numero di minori accertato è stato poi di 36.878. In 20.862 hanno compiuto i 18 anni, dunque, sono usciti dalle statistiche”.

“Le autorità hanno segnalato la fuga dai centri di accoglienza di 5.229 ragazzini e ragazzine, tuttora irreperibili”, la maggior parte di loro “voleva raggiungere i parenti nel nord Europa; altri, egiziani, cercavano di arrivare a Milano per unirsi ai connazionali, attivi soprattutto nella ristorazione”. Alcuni sono “morti durante il viaggio verso il confine”, altri “per procurarsi velocemente denaro necessario a proseguire il viaggio, si suppone siano finiti nel giro dello spaccio e in quello della prostituzione, attivo nel reclutare le giovani nigeriane”.

“Dal 6 maggio 2017 in Italia è in vigore la legge Zampa”, che stabilisce che un minore “deve essere dato in affido, o accolto in una casa famiglia, oppure in centri dedicati in grado di garantire la sua crescita e l’ inserimento sociale, con l’ affiancamento costante di un tutore”.

Ma “i minori non accompagnati che risultano censiti al 31 dicembre 2018 sono 10.787” e “non è possibile individuare dove siano stati collocati 869 di loro. Soltanto 461 sono stati dati in affido”.

“Sono 3.032 i minori nei centri di prima accoglienza, dove vengono ospitati subito dopo lo sbarco” per un massimo di 30 giorni, tuttavia “il 27 marzo scadrà il finanziamento del ministero dell’Interno a 70 Centri di prima accoglienza. Ne rimarranno aperti 7 in Sicilia e 1 in Molise”. I minori che oggi “stanno nei Centri di prima accoglienza saranno trasferiti nelle strutture di seconda accoglienza, dove viene insegnato l’italiano, e garantito il percorso di crescita e integrazione. La cattiva notizia è che i posti per ospitarli non bastano”.

“La seconda accoglienza contempla lo Sprar” che “oggi ospita 3.087 minori” e “il Viminale ha annunciato che incrementerà la disponibilità di posti di 400 unità” ma siccome “i minori da trasferire superano i 3.000, è evidente che i ragazzini rimarranno ‘concentrati’ in Sicilia” dove “la normativa consente la deroga” dei 30 giorni.

“Sul totale dei minori non accompagnati, 3.338 stanno nelle case famiglia allestite su base volontaria dai Comuni, ma sempre più sindaci si rifiutano di accoglierne altri” mentre “i cittadini che hanno dato la disponibilità ad assumere l’incarico a titolo volontario sono 5.501, ma quelli effettivamente nominati dai Tribunali dei minorenni oggi sono decisamente meno”.

“Cosa ne sarà poi dei 6.492 minori che diventeranno maggiorenni nel 2019? La protezione umanitaria, alla quale è stata fin qui legata una gran parte dei permessi di soggiorno al compimento dei 18 anni, non è più prevista dal decreto Sicurezza” per cui “i minori che hanno fatto richiesta di asilo, e si vedranno notificare il diniego a ridosso della maggiore età, o a 18 anni compiuti, diventeranno irregolari”.

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5 Commenti

  1. I cosiddetti minori non accompagnati rispondono a due esigenze: quella di non poter essere rimpatriati in quanto minori e di dover essere ricongiunti a parenti già presenti in Europa. Dichiararsi minori quindi è estremamente conveniente. Poi c’è l’affare delle case di accoglienza per “minori” che ricevono in media 45 euro al giorno per ogni ospite, quindi parecchio di più rispetto ai migranti maggiorenni ospitati in Cara o Sprar. E infine i minori sono un aiuto alla retorica piddina, come nel caso della Sea Watch: ci sono minori a bordo ma non si sa chi lo abbia verificato. Persino il magistrato ha dei dubbi sulla loro vera età.

  2. Posso tranquillamente dire di essere un esperto del settore. L’articolo, a mio giudizio, risulta alquanto superficiale e fuorviante. Informazione usa e getta. Spazzatura.
    Sarebbe bene che questi signori approfondissero la materia, prima di gettare in pasto ai lettori informazioni così male raccolte e assemblate.
    Ma evidentemente lo scopo non è informare.

  3. Non abbiamo neppure metodi certi per stabilire l’età dei minorenni, che in genere non sono dei ragazzini ma si dichiarano 16enni o giù di lì. E sono volutamente sprovvisti di documenti. Il metodo della misurazione delle ossa viene usato ma non certifica con certezza l’eta e quindi è contestabile. Qualcuno evidentemente istruisce a dovere questi sedicenti minorenni per fargli ottenere i benefici dell’età minore. E insieme permettere alle case di accoglienza per minori in Italia di avere nuovi ospiti e nuovi finanziamenti.

  4. Anch’io sono esperta nel settore in quanto da più di un di un decennio mi occupo di accoglienza ai “minori non accompagnati”.
    Il numero dei minori reali ,secondo la mia esperienza è minimo ( il 10/100….la stragrande maggioranza sono ultra maggiorenni.(non lo suppongo,lo so e ho sempre segnalato alle A.C.).
    Il business ci sarà pure ,sono d’accordo con il ministro Salvini, ma con la compiacenza di tutti e il profitto delle grosse organizzazioni (ONG varie e cooperative di dubbia moralità).
    Le cooperative,quelle serie,quelle modeste e che amano ciò che fanno, lavorano con coscienza e dedizione ,eppure sono state le prime ad essere costrette a chiudere i battenti in favore di CPA e SPRAR.
    Il servizio della Gabanelli,tra i tanti che ho letto, è uno tra i migliori.
    Complimenti.

  5. E la stessa dicitura “minori non accompagnati” ad aver creato negli anni false convinzioni. E ciò non è avvenuto per caso. Nell’immaginario collettivo co sono bambini in tenera età magari orfani che fuggono da soli attraverso il.deserto per trovare una famiglia e un futuro in Europa. E invece si tratta solo di ragazzi quasi maggiorenni o che dichiarano meno anni di quelli effettivi che sfruttano il divieto di rimpatrio per i minorenni. Per questo le famiglie li spediscono in Europa a cercare fortuna. Tutti sanno che è cosi e se perfino l’onorevole piddino Rosato a Porta a Porta arriva a dire che ci sono “bambini” a bordo della Sea Watch invece che minori allora la narrazione sui minori ha raggiunto il suo obiettivo, ovvero perpetrare il sistema della accoglienza le sue case per minori finanziate dalle Prefetture e tutto il resto. E non occorre essere esperti o interessati per capire come funziona.

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