Stadio della Roma, le accuse dei pm: il lavoro per il figlio del consigliere Pd e i finanziamenti al politico di Forza Italia

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In merito all’inchiesta sullo stadio dell’As Roma, i pm hanno chiesto il rinvio a giudizio dell’ex capo di Eurnova, Luca Parnasi, i collaboratori del costruttore, l’ex assessore regionale Pd, Michele Civita, il capogruppo di Forza Italia in Assemblea Capitolina Davide Bordoni, e il consigliere regionale di Forza Italia Adriano Palozzi.

Luca Parnasi, Luca Caporilli, Simone Contasta, Giulio Mangosi, Nabor Zaffiri e Gianluca Talone, si sarebbero “associati allo scopo di commettere una serie indeterminata di delitti contro la Pubblica Amministrazione ed altri ad essi funzionali, al fine di ottenere (…) provvedimenti amministrativi favorevoli alla realizzazione del Nuovo Stadio della Roma e di altri progetti imprenditoriali riconducibili all’operatività del sodalizio”.

Per quanto riguarda Michele Civita, secondo la procura, “Luca Parnasi prometteva indebitamente (…) l’assunzione del figlio Daniele Civita presso la società denominata Be Consulting Spa” per “sollecitare la rapida chiusura della conferenza dei servizi” e “in genere per l’asservimento della funzione agli interessi dei Parnasi e del gruppo imprenditoriale a lui riconducibili”.

A Davide Bordoni, sarebbe stata consegnata una “imprecisata somma di denaro” anche se Bordoni ribadisce “in maniera chiara e forte la mia estraneità ai fatti evidenziando come si legge anche dalle carte che non ho avuto alcun ruolo e neanche avrei potuto averlo su tutta la vicenda”.

Adriano Palozzi, attraverso bonifici intestati alla sua società ‘Pixie Social Media srl’, avrebbe ricevuto soldi da Parnasi come contributo elettorale.

Tra i funzionari pubblici, sarebbe coinvolto anche Francesco Prosperetti, il Soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, che secondo gli inquirenti sarebbe stato avvicinato dai collaboratori di Parnasi per rimuovere il vincolo sulle tribune dell’ex ippodromo di Tor di Valle.

Per quanto riguarda, Daniele Leoni, che partecipava ai lavori di in qualità di funzionario del Dipartimento Urbanistica, l’accusa è di aver incassato 1.500 euro attraverso la fondazione ‘Fiorentino Sullo’.

La procura di Roma, ha assicurato che né l’As Roma né il Comune di Roma sono stati coinvolti dall’indagine.

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