Legittima difesa, il Ministro Bongiorno: ‘Finalmente una legge a favore di chi è aggredito, è una certezza del diritto’

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Bongiorno-Salvini

Il ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, in un’intervista a “La Stampa” si è ritenuta “estremamente soddisfatta” per la legge sulla legittima difesa.

Ha spiegato che “finalmente avremo una legge che si schiera decisamente a favore di chi è aggredito, la considero di importanza strategica: è un elemento di certezza del diritto e in Italia abbiamo estremo bisogno di certezza del diritto, anche per l’economia. Numerosissimi imprenditori stranieri rinunciano ad investire da noi perché è troppo incerta l’interpretazione di molte norme”.

Tuttavia, il ministro ha detto che ci sono state “moltissime critiche a questa legge” spesso “critiche politiche, non giuridiche” ma “la norma dice che si tutela chi ‘respinge’ un aggressore in casa propria. Non è affatto una licenza ad uccidere. È abbastanza chiara la differenza tra i verbi ‘respingere’ e ‘aggredire’?”.

“Ripeto, anche a beneficio di chi sostiene l’incostituzionalità della norma, come gli esponenti di Magistratura democratica, che la condotta di reagire e respingere chi entra con violenza o minaccia in casa è assolutamente proporzionata alla situazione di pericolo che si crea. Peraltro valorizzando lo stato d’animo dell’aggredito, di turbamento o di paura, allineiamo la nostra legislazione a quanto prevedono già molti altri Paesi europei” ha proseguito la Bongiorno.

“Rispettiamo le sentenze, ma ritengo – ha sottolineato – la presenza di Matteo Salvini accanto a una persona che è due volte vittima, prima di un’aggressione e poi di un sistema paradossale che offre sconti anche non sempre giustificati, sia perfettamente coerente con una nostra battaglia. Lo avevamo detto in campagna elettorale che avremmo spinto per leggi in favore delle vittime, e ora in coerenza, stiamo cambiando la legge della legittima difesa”.

“Che l’aggressione avvenga nel domicilio o in una privata abitazione, il concetto non cambia. Io penso che chi si introduce in casa d’altri per rubare, violentare o uccidere, ne deve accettare le conseguenze. Ma questo è il mio pensiero personale. La norma è assolutamente equilibrata. Si prevede un bilanciamento tra diversi beni, compresa la tutela dell’incolumità dell’aggressore” ha concluso.

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