Giornali e tigì, la ‘modesta proposta’ del professor Francesco Erspamer

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“Ho anch’io una modesta proposta, dopo quella di Swift del 1729, di ingrassare i bambini poveri e venderne la carne ai proprietari terrieri, e quella del 1975 di Pasolini, di abolire la scuola dell’obbligo e la televisione per eliminare la criminalità. In che consiste? Nell’immediata chiusura dei giornali, tutti, incluse le loro versioni online e i telegiornali”.

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Lo ha scritto su Facebook Francesco Erspamer, professore di studi italiani e romanzi all’Università di Harvard e blogger vicino al Movimento 5 Stelle.

“Sono anni” ha raccontato “che li leggo regolarmente e non ne ho ricavato una singola informazione attendibile e davvero rilevante, che non avrei potuto ottenere altrimenti. Tutti gli eventi per me significativi li avrei comunque verificati e sperimentati o di persona o attraverso il racconto di amici e conoscenti. Per esempio l’11 settembre del 2001 a New York: storie autentiche, toccanti, ben diverse dalla spettacolarizzazione e manipolazione mediatica di CNN, che approfittò dell’occasione per imporre la dittatura globale dei canali di news e l’assuefazione alla virtualità”.

“Ci pensavo stamattina” ha proseguito il professore “e mi sono accorto che ormai i quotidiani italiani e americani li leggo solo per denunciare le cazzate che dicono, a volte dovute a incompetenza o superficialità, spesso alla volontà di travisare i fatti per pregiudizio ideologico o su mandato di qualche multinazionale. Di tanto in tanto ho l’impressione che ci possano essere anche delle notizie verosimili se non addirittura vere, ma come esserne sicuro? E comunque, vale la pena cercarle? Quasi tutti gli articoli riguardano persone che non ho mai incontrato e mai incontrerò, per lo più celebrity create dagli stessi media per diffondere il culto del successo; o accadimenti lontani, che qualcuno ha selezionato fra i tanti possibili decidendo che proprio su quelli, e non su altri, dovessero convergere la nostra attenzione e empatia. In questi giorni si tratta dei bambini del Venezuela, per esempio, preferiti a quelli, mettiamo, del Salvador perché in Venezuela ci sono enormi giacimenti di petrolio nazionalizzati vent’anni fa da Chávez e agli Stati Uniti ancora non gli è andata giù. Se il golpe riuscirà verranno istantaneamente dimenticati, i bambini (e i giacimenti), dai giornalisti e dai lettori”.

“Sarebbe come comprarsi un libro di cucina e scoprire che la maggior parte delle ricette sono state deliberatamente alterate, a produrre pietanze indigeste. Meglio allora farsi insegnare da qualche parente o amico, che c’è anche il piacere della compagnia. Almeno potremmo provare: un anno senza alcun giornale e telegiornale, e poi vediamo cosa si è perso e cosa si è guadagnato. A mio parere il popolo tornerebbe tale e riscoprirebbe il piacere dell’autenticità e il senso della realtà.
E i giornalisti? Bè, potrebbero approfittarne per uscire dalla loro bolla autoreferenziale, accorgersi di com’è la gente vera, quella che non fa parte della casta e che non ha lobby che fanno pressioni e doni. Magari tornerebbe in loro il gusto della verità,” ha concluso.

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2 Commenti

  1. Più semplice non guardare la tv e non leggere i giornali, che farli chiudere, e quelli che ancora li seguono si estingueranno presto.

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