Zingaretti indagato per mazzette provenienti da un finanziamento illecito. Una bomba che distrugge tutto quello che il PD ha costruito in questi mesi

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Qualcuno parla di deflagrazione atomica inattesa per la notizia di Nicola Zingaretti indagato per mazzette sotto forma di finanziamento illecito.

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Ma davvero possiamo definirla inattesa?

Andiamo a fare un elenco delle situazioni imbarazzanti in cui è stato coinvolto recentemente.

Partiamo dalla famosa testimonianza rilasciata nel processo per Mafia Capitale fatta di molti ‘non sapevo’ , ‘non ricordo’ e simili affermazioni che hanno costretto anche il giudice a precisare più volte le domande che venivano formulate dagli avvocati difensori di Salvatore Buzzi.

Intanto va notato subito che non è una medaglia da appuntare sul petto anche solo testimoniare in un processo per mafia.

Diciamo che non è piacevole e che qualsiasi persona vorrebbe evitare.

Insomma nessuno lo inserirebbe nel suo curriculum vitae.

Non si può andare fieri di essere anche solo citati in contesti del genere, anzi, diciamola tutta, c’è solo da vergognarsi, da nascondere un fatto del genere.

Vi immaginate un aspirante statista che solo non tanti mesi fa a una domanda in un processo penale per mafia in cui gli si chiedeva ‘Lei ha mai ricevuto contributi elettorali da Salvatore Buzzi? Ha dovuto rispondere ‘Si, si’?

Ma chi è Salvatore Buzzi dal quale Zingaretti ha preso ‘contributi elettorali’?

Salvatore Buzzi è stato condannato a 19 anni di carcere nel processo Mafia Capitale.

Un aspirante statista in un dibattito pubblico si dovrebbe sotterrare al solo sentire formulare una domanda del genere da un qualche giornalista.

Ma si troverai mai un giornalista che chiederà conto a Zingaretti di un fatto se non penalmente almeno moralmente così grave?

Continuiamo con un’altra situazione ‘imbarazzante’, il buco di 263 milioni di euro che, secondo la procura della Corte dei Conti, sarebbe stato creato nel bilancio dell’ex Provincia. Giorni fa la Guardia di Finanza ha notificato gli atti emessi dai magistrati della Procura della Corte dei Conto a carico di diversi politici e funzionari coinvolti a vario titolo per l’acquisto della nuova sede della Città Metropolitana all’ Eur.

Gli stessi magistrati hanno definito l’affare «fallimentare».

Da quest’accusa sarà chiamato, tra gli altri, a difendersi prima di tutto Zingaretti, allora presidente della Provincia a guida Pd. Dovrà rendere conto del via libera all’ acquisto di un palazzo da 32 piani costruito sui terreni di Luca Parnasi, l’ imprenditore arrestato per corruzione per lo Stadio della Roma. La Procura della corte dei Conti chiede a Zingaretti e agli altri coinvolti, entro 10 giorni, «l’ immediata restituzione a favore dell’ex Provincia di Roma » della somma di 263 milioni di euro. O comunque di una somma «non inferiore ai 107 milioni».

In merito è da segnalare quanto ha scritto su Facebook il senatore del M5S Emanuele Dessì.

Ma la notizia di oggi supera enormemente in gravità le situazioni ‘imbarazzanti’ indicate precedentemente, anche se sembrano essere un chiaro viatico e perciò in qualche modo ne attutiscono la sorpresa.

Ma questo non è un fatto che Zingaretti può citare a sua difesa, bensì aggrava la portata di quella notizia.

Si tratta cioè di un politico che di situazioni pregresse ‘imbarazzanti’ ne ha più di una.

La notizia è davvero devastante: il nuovo segretario del PD, eletto Domenica scorsa, Nicola Zingaretti, è indagato per finanziamento illecito. Una bomba che distrugge tutto quello che il PD ha costruito in questi mesi.

In linguaggio meno ufficiale ci si può esprimere dicendo che è indagato per mazzette.

A questo punto a Zingaretti non resta altro che dimettersi immediatamente.

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