Ministro Tria, faccia piena luce sugli intrecci che coinvolgono lei e la sua consigliera Claudia Bugno

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Il Governo Conte non può e non deve tollerare che uno dei suoi componenti più importanti, l’attuale reggente del Ministero dell’Economia e della Finanza, il ministro Giovanni Tria, appaia poco trasparente nei suoi comportamenti istituzionali che vanno ad intrecciarsi con quelli personali.

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Ogni ministro deve essere limpido in tutti i suoi atti, soprattutto il ministro che regge il dicastero più importante e delicato, quello dove passano tutte le entrate e tutte le uscite dello Stato Italiano.

Andiamo a vedere scrupolosamente i fatti.

Essi, senza che vengano smentiti dal ministro, sono messi in rilievo dal giornale la Verità e poi ripresi dal Fatto Quotidiano, dal senatore 5Stelle Luigi Paragone e dal sottosegretario Stefano Buffagni.

La cosa che potrebbe apparire strana, ma che poi scopriremo che non lo è, risulta essere l’atteggiamento quatto, quatto, quasi silente, dei giornaloni, quando ci saremmo aspettati che non avrebbero perso l’occasione per sparare contro il Governo 5Stelle-Lega.

Tali fatti hanno come protagonisti, oltre il ministro Tria, la di lui compagna Maristella Vicini, il di lei figlio e quindi figliastro del ministro, Niccolò Ciapetti, la consigliera dello stesso ministro Claudia Bugno e il di lei compagno Pier Andrea Chevallard.

Paragone racconta:

“Nel 2015 Claudia Bugno viene nominata da Renzi e Malagò coordinatrice della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024: la cosa dura 7 mesi ma Bugno nomina nel proprio staff Niccolò Ciapetti. Tra il 2013 e il 2015 la dottoressa Bugno entra nel Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare dell’Etruria. Tra il 2015 e il 2018, forte forse anche della conoscenza di Montezemolo, si ritrova consigliere di Alitalia. E ora proprio di questo dossier, oltre che di Tim, Bugno si sta occupando al ministero dov’è consigliera di Tria dall’8 agosto 2018. Niccolò Ciapetti è il figliastro di Tria, figlio della sua attuale compagna, e pochi mesi dopo la nomina di Bugno al ministero, nell’ottobre 2018, viene assunto in una società il cui amministratore delegato, Pier Andrea Chevallard, è il compagno della dottoressa Bugno”.

Il sottosegretario Buffagni, intervenendo a un convegno di Class editori, punta il dito sulla vicenda Banca Popolare dell’Etruria: “Il Ministro Tria ha parlato anche del sistema bancario e mi auguro che non ci sia la sua consigliera, quella che ha preso la multa da Bankitalia, a dirgli come muoversi su quei temi, perché se no diventa un problema”.
Il sottosegretario infatti fa riferimento alla sanzione da 121mila e 500 euro che il direttorio della Banca d’Italia il primo marzo 2016 ha inflitto alla Bugno proprio per la sua attività da consigliere indipendente in Etruria, sanzione che poi la Bugno ha impugnato. “Il quadro non è coerente con il governo del cambiamento”, ha insistito Buffagni sollecitando ‘chiarimenti’ da Tria.

I giornaloni hanno steso un cordone protettivo per il ministro Tria nonostante i fatti – non smentiti – parlino così chiaro da cavare gli occhi sull’esistenza di intrecci inammissibili tra affari istituzionali e affari personali. Forse perché è stato imposto in sostituzione di Savona, non certo voluto né dai 5S né dalla Lega. Si tratta di un corpo estraneo alla politica del Governo Conte e alla etica politica dei 5Stelle.
E bene farebbe il ministro Tria a prenderne atto liberamente e ad agire di conseguenza compostamente, con calma, ma senza dilazionare.
I chiarimenti di Tria attesi dai 5S non sono arrivati, e c’è molto da dubitare che potranno arrivare.

Questa situazione a dir poco opaca, si può risolvere solo con un taglio netto dell’intreccio: la Bugno deve lasciare il posto di consigliera del ministro.

Qualsiasi altra soluzione sarà un’apparenza di soluzione, che non risolverà nulla e lascerà intatta la persistenza di un intreccio di interessi che va tagliato di netto.

Sorprende che poco fa sia girata la notizia di una soluzione farlocca che lascia perpetuare la sostanza del problema data dalla persistenza degli intrecci tra affari istituzionali e affari privati.

Infatti il M5S insiste ed irremovibile sulla necessità di tagliare di netto questa insostenibile situazione con l’abbandono da parte della Bugno della sua posizione di consigliera del ministro Tria.

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