Le new town de L’Aquila a dieci anni dal terremoto

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Sono passati ormai 10 anni da quando L’Aquila è stata distrutta dal terremoto. Ma il comune è ancora un cantiere aperto. La situazione è descritta in un’inchiesta realizzata da Pietro Barbarino e Ferruccio Sansa per il Fatto Quotidiano.

L’allora governo Berlusconi, aveva provveduto a costruire 19 New town, palazzi antisismici ideati come abitazioni provvisorie per oltre 15mila sfollati. Di queste persone oggi ne sono rimaste 3mila, ma in questi palazzi oggi vivono 10mila persone. Il motivo è che agli sfollati, si sono aggiunte famiglie che hanno richiesto una casa popolare. Il Comune ha quindi deciso che le strutture rimarranno in piedi fino a che non crolleranno.

Il problema è che molti di questi palazzi versano in condizioni a dir poco pietose, con balconi crollati, cedimenti e infiltrazioni, per via dei materiali scadenti. Inoltre, non è stato previsto di integrare in queste nuove costruzioni servizi o spazi per la convivenza sociale, che li rende essenzialmente dei ‘quartieri dormitorio’.

Il sindaco Pierluigi Biondi confessa che, nonostante queste “soluzioni provvisorie, ma solide” non è ben chiaro come gestire la situazione. Ciò che è certo, dice, è che il mantenimento di queste strutture è un peso sostanziale per le casse del Comune.

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