La Francia dietro il caos in Libia?

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Khalifa Haftar sta marciando su Tripoli. Il governo Al-Serraj, riconosciuto dall’Onu, risponde con raid-aerei sui convogli del generale golpista a sud della capitale.

Francia, Gran Bretagna, Italia, Emirati Arabi Uniti e Stati Uniti, preoccupati dal sorgere di una nuova guerra civile, hanno lanciato un appello a tutte le fazioni libiche affinché le violenze.

Dietro a questo appello potrebbe celarsi una verità più complessa. Nel gioco delle potenze in Libia, né Haftar né Sarraj si promuovono autonomamente.

Difficile che Haftar, coadiuvato da Egitto, Francia, Emirati, abbia scelto una rottura con i suoi sponsor internazionali avanzando su Tripoli. Qualche via libera deve essere giunto.

Un articolo sul sito Libya Security Studies, che cita una fonte diplomatica anonima, parla di un’autorizzazione arrivata ad Haftar dalla Francia innescando l’avanzata verso Tripoli. La fonte parlava di un’avanzata del comandante dell’Esercito nazionale libico da sud, proprio come accaduto con la presa di Garian.

La Francia è stata vittima del piano dell’ONU che ha causato lo slittamento delle elezioni e l’imposizione di una road-map utile anche all’Italia.

Il governo gialloverde sembrava aver stabilito delle relazioni in Libia. Svelando però un punto debole: l’eccessivo potere di Haftar che ha segnato anche la sconfitta strategica italiana nel sostegno a Sarraj.

La mossa di Haftar, mostra che Sarraj non ha la forza per continuare a sostenere la transizione del Paese. Gli alleati di Haftar, potranno sedersi al tavolo delle trattative in posizione di forza. La Francia scalpita di riprendersi la pax libica e nel colpire gli interessi italiani.

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