Gianluigi Paragone: ‘Ecco la lettera di un imprenditore truffato dalle banche’

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Paragone
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“Volevo leggervi una lettera che mi è arrivata, attraverso i canali social, da un imprenditore truffato”.

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Così il senatore del Movimento 5 Stelle, Gianluigi Paragone, in un video pubblicato sul suo profilo Facebook.

“Ciao Gianluigi, sono un imprenditore con 12 dipendenti, di un paese vicino Novara. Sarò sintetico: la mia azienda, vende giocattoli in Italia distribuendo a negozi in tutta Europa tramite web, fatturiamo 4 milioni e 200 di euro, abbiamo un enorme potenziale” ha raccontato l’imprenditore Franco Cicchello.

Ma “forse, dovrò chiudere dopo 18 anni di attività, e sai perché? Sono stato truffato da Veneto Banca: anni fa mi hanno erogato un finanziamento di 400 mila euro obbligandomi, contestualmente lo stesso giorno, a comprare 200 mila euro di azioni” ha spiegato.

“Io il finanziamento l’ho rimborsato e le mie azioni sono diventate spazzatura” ha proseguito l’imprenditore aggiungendo che “ti seguo da sempre, e ho organizzato dei gazebo a 5 Stelle nel mio paese, siete la mia ultima speranza”.

“Questo signore, è uno dei tanti che mi scrive sottoponendomi il problema dei truffati dalle banche, proprio a queste persone che sono imprenditori e che rischiano di restare impigliate dentro delle dinamiche di ingiustizia, io dico che il Movimento deve assolutamente continuare a stare accanto a questi risparmiatori truffati” ha commentato Paragone.

Perché “ci sono famiglie, ci sono lavoratori, ci sono piccoli imprenditori e non capisco e non capirò mai il motivo per cui i grandi imprenditori possono rimanere nell’anonimato, perché c’è sempre una norma della privacy che li tutela, imprenditori che hanno ricevuto tanto e magari non hanno restituito e sono dentro i cattivi pagatori” ha detto ancora l’esponente pentastellato.

“Io resterò sempre accanto ai risparmiatori truffati, vuoi che essi siano lavoratori, famiglie, piccoli imprenditori o altri, questa è la mia battaglia su cui ci ho messo la faccia e non intendo retrocedere di un solo millimetro” ha assicurato.

Guarda il video:

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3 Commenti

  1. Ma questo Signore ha avuto condizioni particolari rispetto ad altre banche? Altrimenti perchè ha accettato come contropartita l’acquisto di azioni?

  2. Ma, caro Paragone, questi sono problemi di giustizia ordinaria.
    Si inaspriscano le pene, si cambino i dirigenti degli organi di controllo, ma che c’entriamo noi contribuenti con le truffe? Che facciano causa alle banche e ai loro funzionari. Che ne chiedano il fallimento che agiscano sui patrimoni, ma non possono chiedere a noi di pagare.
    Diverso è il caso dei risparmiatori (la sa il sig. Paragone la differenza fra risparmiatori e investitori? )
    il signor imprenditore di cui si parla sarebbe venuto da noi a dividere la plusvalenza se le sue azioni fossero aumentate di valore?
    Mi stia bene sig. Paragone.
    F.to Michelangelo

  3. Carissimo Gianluigi Paragone, a suo tempo, le banche bloccarono i finanziamenti ad il loro volere facendo applicare il bollo sulla cambiale del 12% contro il 3 per mille che era quando questo titolo era in auge. La cambiale fu il veicolo della ripresa economica. Voi siete troppo giovani non arriverete mai a capire l’importanza che ebbe e che avrebbe la cambiale per la ripresa dell’economia. In questi giorni ha chiuso un negozio storico di Firenze, il gestore mi racconta che da COMMESSO DEL NEGOZIO FIRMO 500 MILIONI DI LIRE DI CAMBIALI sapendo gli incassi e diventò padrone, ha chiuso il 31 /12 /2018. a 79 anni. La cambiale è stata eliminata dalle banche perché dava capitali senza bisogno di garanzie, l’unica garanzie era di essere non protestato, in pratica ONESTO. Sono figlio di commercianti a 10 anni andavo per banche a pagare le cambiali per conto dei clienti inesperti che non sapevano dove andare a pagare. nonostante l’alta ignoranza l’Italia cela fece. Rimettete il bollo al 3per mille e realizzerete il sogno di chi ha voglia di emergere.

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